Recensione di Dieci tazze a colazione, di Irene Renei - Leggendo Romance



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Recensione di Dieci tazze a colazione, di Irene Renei

Recensione di Dieci tazze a colazione, di Irene Renei
Copia digitale fornita dalla casa editrice


La mia recensione di Dieci tazze a colazione, libro tratto dalla storia vera dell'autrice Irene Renei, pubblicato da AltreVoci Edizioni.

Dieci tazze a colazione non è una sola storia, ma sono tante storie che si incrociano nel mare della vita. Quello che ho avuto la possibilità di leggere è il racconto di vita dell'autrice, che dal suo bisogno di dedicarsi agli altri riceve il dono dell'amore incondizionato, della conoscenza di mondi e realtà diverse, spesso fatte di sofferenze e crudeltà, ma anche di semplicità, solidarietà, affetti.

DIECI TAZZE A COLAZIONE
Irene Renei


Dieci tazze a colazione, di Irene Renei



Genere: Non fiction
Casa Editrice: AltreVoci Edizioni
Data pubblicazione: 27 ottobre 2022
Pagine: 208
Prezzo cartaceo: €. 16,90
Prezzo digitale: €. 6,99
Link acquistoAltreVoci



Dieci tazze a colazione sono allegria e abbondanza. Sono il sorriso assonnato di ospiti sempre diversi e la buona volontà di chi, al mattino presto, conta le scarpe in corridoio per capire quante persone si presenteranno a tavola. Ma sono anche emergenza, mani tese verso chi ha più bisogno.

Irene ha una famiglia felice, un rapporto speciale con il marito e due figli meravigliosi, eppure qualcosa le manca. Forse è proprio la consapevolezza di essere fortunata a spingerla verso chi non lo è affatto, per provare quanto meno a bilanciare i conti.

Inizia così un percorso di volontariato in una comunità “madre-bambino”, dove scopre la realtà delle famiglie più disastrate: ragazze giovanissime scappate da padri padroni, figli resi problematici dagli abusi e dalla trascuratezza in cui sono cresciuti, tossicodipendenze, ignoranza. È un viaggio doloroso e umanissimo, tra vicende drammatiche e oscure, in cui però riesce ancora a filtrare qualche raggio di speranza: i bambini che nonostante tutto tornano a sorridere, la diffidenza delle mamme che pian piano si scioglie, l’affetto che sboccia.

Irene riesce a coinvolgere anche i componenti della sua famiglia, ognuno dei quali diventa volontario a suo modo, e infine apre la porta della sua casa per accogliere altri tre figli in affidamento, e dare così la possibilità a Malika, la madre naturale, di ricostruire le fila di una vita normale.
LA MIA OPINIONE

Protagonisti

Irene: donna, madre, lavoratrice e compagna. Tutte noi possiamo trovare qualcosa in lei che ci rispecchia. Irene ha un cuore grande, un cuore di madre in primis, che sa donarsi per i figli in modo incondizionato al punto quasi di annullarsi per quella famiglia che ama smisuratamente. Dopo un matrimonio fallito incontra l'uomo che riesce a infonderle forse quel coraggio di essere se stessa, al punto da maturare consapevolezze che la portano a scegliere di donarsi agli altri, forse per un bisogno egoistico, ma che si trasforma ben presto in un dono, in un nuovo tipo di amore che nulla toglie, ma soprattutto aggiunge alla sua vita e ai suoi affetti.

I tacchi alti saranno pure eleganti, ma con Daniele ho imparato una vita a piedi scalzi: mi godo di più la passeggiata.

Accanto a lei Daniele, quell'uomo con l'aspetto da pirata, il carattere un po' orso, ma il cuore grande. E i figli di lei, bambini prima e poi adolescenti con tutti i problemi tipici di quella fase, ma che con l'esempio sanno mostrare una empatia e una capacità di accoglienza tali da farne due piccoli adulti di cui avere orgoglio e rispetto.

 Trama

Scopriamo la vita di Irene dalle sue stesse parole, il suo percorso di donna, quel suo bisogno di maternità che l'ha sempre accompagnata e che forse, in qualche modo, le ha indicato la strada da intraprendere. Irene si trova attraverso gli anni, mentre vede i figli crescere e l'amore per il marito sempre presente, ad avere la necessità forse egoistica di prendersi del tempo per sé, di ritrovarsi al di là di tutto. 

È per questo che si avvicina a una comunità che accoglie donne con i loro figli che hanno subito abusi o comunque non hanno avuto le stesse possibilità e fortuna di nascere nel luogo e nell'ambiente sociale capace di dare loro una normalità che per tutti noi è data per scontata.

Fare la volontaria in questo luogo è qualcosa che la trasforma, la arricchisce, non solo di storie di vita, di dolori e difficoltà, di lingue e sapori diversi, ma anche di solidarietà, di affetti, di un tipo di unione tra anime che è difficile trovare tutti i giorni nelle nostre quotidianità.

È una forma di baratto che abbiamo sperimentato volentieri e apprezzato sempre di più. Ci scambiamo quello che siamo e che sappiamo:  non c'è bisogno di soldi per arricchirsi, bastano le persone, le differenze, le conoscenze, le capacità individuali. Ognuno mette in gioco ciò che è, non ciò che ha.

Un regalo, per sé stessa, per la propria vita, ma anche per tutta la sua famiglia, che, ben presto si allarga in maniera esponenziale, grazie anche alla decisione di diventare famiglia affidataria.

Opinione

In uno stile lineare e semplice, senza fronzoli ma con tantissimi spunti di riflessione e frasi da sottolineare e conservare, Irene Renei è capace di portarci nella sua vita, attraversare i suoi pensieri e le sue emozioni, farci sentire parte anche se in piccola parte di quella sua famiglia, forse diversa da quelle a cui siamo abituate, ma così reale nel senso più profondo del termine. 

Coraggio, solidarietà ed empatia: sono tre caratteristiche con cui posso facilmente descrivere Irene, ciò che possiede forse in maniera innata, ma che solo grazie a questa sua decisione di donarsi agli altri prende una reale forma. 

Certamente l'autrice non si nasconde dietro il buonismo, perché spesso non basta il desiderio di aiutare, ma si deve prima "imparare" a mantenere un equilibrio tra amore donato e capacità di relazionarsi in modo giusto, destreggiandosi nel frattempo attraverso difficoltà economiche e burocratiche, ma anche realtà fatte di pregiudizio e indifferenza.

Un libro di quelli capaci di insegnare, donarsi, anche senza averne la pretesa, ma che proprio per questo ci dona un "esempio" da seguire, ci indica una strada da intraprendere, non necessariamente allo stesso modo, ma con lo stesso desiderio di accoglienza e solidarietà che può cambiare la vita non solo degli altri, ma in primis di noi stessi.

Conclusioni

Dieci tazze a colazione è una lettura che ti rimane dentro, che dovrebbe essere tenuta accanto al comodino per ricordarsi di quanto il nostro cuore abbia un amore infinito da donare e che i nostri sogni possono anche essere tenuti chiusi in un cassetto, ma se ben guardiamo, alla fine abbiamo sempre la possibilità di realizzarli, magari dando loro la possibilità di palesarsi in una forma diversa.








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