Recensione IL CASO DELLA BAMBINA SCOMPARSA di Unni Lindell

lunedì 10 luglio 2017

Il caso della bambina scomparsa recensione
Abbiamo appena concluso il blogtour per Il caso della bambina scomparsa di Unni Lindell (QUI la mia tappa) e ora è arrivato il momento di parlarvi della mia lettura del romanzo. Questa storia fa parte della serie Cato e se per molti aspetti mi è piaciuta nel suo svolgimento, qualche piccolo particolare nello stile narrativo dell'autrice non mi ha fatto godere appieno della lettura.

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Titolo: Il caso della bambina scomparsa
Autore: Unni Lindell
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Pagine: 365
Sinossi
L’ispettrice di polizia Marian Dahle, dopo un periodo di pausa in seguito a un terribile incidente, è ora tornata in servizio e Cato Isaksen le ha chiesto di riaprire l’inchiesta su quel caso mai risolto. Mentre la giovane ispettrice scava nel passato e cerca di trovare nuovi indizi, la polizia di Oslo ritrova i corpi di alcuni uomini rapiti e poi brutalmente torturati. All’apparenza le due indagini sembrano non essere collegate, ma pian piano emerge un quadro inquietante, in cui la stessa Marian è direttamente coinvolta. Gli assassini perseguitano anche lei e vogliono a tutti i costi impedirle di scoprire la verità. Per questo hanno deciso di farle visita proprio a casa…





RECENSIONE

Come si può riuscire a risolvere un caso quando qualcosa ormai in noi si è spezzato? Un caso irrisolto che viene riaperto, torture e cadaveri seviziati, indagini che portano a galla verità che sembravano ormai sepolte e una investigatrice che non riesce a lasciarsi alle spalle l'orrore di quanto ha vissuto. Il caso della bambina scomparsa non è un romanzo per chi teme le scene cruente e le menti folli.
Fu sepolta nuda, perché nessuno potesse riconoscerla dai vestiti. Nel caso in cui l'avessero trovata. Ma nessuno l'ha mai trovata.
Marian Dahle, ispettrice di polizia di Oslo al momento fuori servizio è richiamata al lavoro dal capo e amico Cato Isaksen. Il suo compito sarà quello di indagare su un cold case, il caso di una bambina scomparsa anni prima e mai più ritrovata. Marian però non è più quella di un tempo, qualcosa dentro di lei si è spezzato dopo essere stata vittima di una pazza psicopatica durante una precedente indagine. I suoi tormenti interiori, il disagio provato a contatto con gli altri, il muro che ha innalzato le rendono difficile credere di essere ancora in grado di fare il suo lavoro e il fatto di non essere stata chiamata di nuovo al suo posto di lavoro ma essere stata assegnata a un vecchio caso conferma le sue insicurezze. Marian però ha molto carattere e determinazione e prevale in lei il desiderio di dimostrare ancora ciò che è capace di fare.

Inizia una serie di interrogatori e di ricerche sul campo e ben presto trova indizi che un tempo non erano emersi. Chi ha fatto sparire quella bambina? È davvero morta come ormai tutti immaginano? Ciò che Marian non si aspetta di scoprire è la connessione tra il suo caso e il ritrovamento di alcuni corpi di uomini straziati e torturati a cui invece sta lavorando proprio Cato. Chi sono? E chi sta cercando di fermarla nelle sue ricerche?

Quando il caso arriva a una svolta è la stessa Marian a trovarsi in pericolo, saprà dominare le sue paure e ottenere giustizia?

L’autrice è riuscita a realizzare una trama ricca, con rivelazioni inaspettate, momenti di azione e dettagli raccapriccianti e infatti è proprio la storia in sé che è riuscita a farmi andare avanti nella lettura. Per quanto riguarda la narrazione devo ammettere che il ritmo l’ho sentito troppo lento per come mi sarei aspettata un thriller, ho apprezzato le fasi investigative, gli interrogatori e anche la protagonista, ma sono stata distratta e a volte "interrotta" nella ricerca del colpevole dai numerosi dettagli che la Lindell inserisce nel testo, un esempio, quali alimenti erano stati acquistati al supermercato, a mio parere particolari non necessari e che rendono statico il testo.

Come dicevo ho apprezzato moltissimo la capacità dell'autrice di intessere una tela intricata in cui non si è persa, in cui ogni particolare è necessario per la risoluzione dell'indagine, svelando particolari inquietanti e portando il lettore a una certa conclusione per poi cambiare le carte in tavola e stupire con un colpo di scena. Buona anche la parte psicologica dei personaggi, approfondita e che scava nelle oscurità dell'animo umano.

Forse avrei voluto vedere più Cato in questa storia, più unione dei due casi e collaborazione tra i protagonisti, ma la scelta dell'autrice è stata di mettere al centro della storia la Dahle e in funzione di questo l'ho trovata nel complesso una bella lettura.

Alla prossima,
Deborah


3 commenti:

  1. Curiosa per leggere <3
    Nuova inscritta <3 se ti va passa da me =)
    www.cosediragazze.com

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  2. Raramente mi è successo di trovare libri che fin dalle prime pagine sarei tentato di abbandonare nel cassonetto. Questo è uno di quelli! L'ossessiva tecnica dei continui "cambi di scena" (a volte di una sola pagina!) rende faticosa e frammentata la lettura... e se almeno succedesse qualcosa in queste scene! Invece la vicenda si trascina tra personaggi dai nomi impronunciabili e caratteri labili, al limite della paranoia con "avvenimenti" senza capo né coda e azioni senza senso. La protagonista, descritta come dall'intuito formidabile non capisce nulla e si muove come una massaia frustrata senza nessuna logica e nessuna "tecnica" poliziesca. Dimentica, perde, non comunica, compie azioni fuori da ogni logica... Fino a qualche decina di pagine dalla fine non c'è nulla di concreto e poi la "verità" viene rivelata senza che sia frutto dell'indagine (questo peraltro è tipico dei "cold case"), ma è una verità di un'estrema banalità. Lettura spossante e inconcludente, romanzo inutile e deludente!

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