UNA RAGAZZA CATTIVA di Alberto Beruffi: Recensione

giovedì 11 ottobre 2018


È arrivato il momento di parlarvi di un thriller investigativo tutto italiano, Una ragazza cattiva, di Alberto Beruffi, in uscita oggi per Newton Compton.

Non posso fare altro che ringraziare la Newton per avermi dato l'opportunità di leggere questa storia che, oltre a un intricato caso da risolvere mi ha permesso di rivivere molti momenti della mia infanzia e adolescenza grazie ai tanti riferimenti agli anni Ottanta.

Prima di lasciarvi il mio pensiero sul libro vi ricordo che il review party continua su Bookspedia | Voglio essere sommersa dai libri | Le recensioni della libraia | Thriller Nord.

UNA RAGAZZA CATTIVA
Alberto Beruffi

Una ragazza cattivaEditore: Newton Compton
Genere: Gialli - Thriller
Prezzo:  €. 2,99 ebook  | €. 9,90 cartaceo
Pagine: 448
Link acquisto: Newton Compton

Un autogrill si trasforma nell’inquietante scena di un crimine con il ritrovamento del cadavere di una delle cameriere. Si tratta di Giulia Scarpanti, figlia minore di un noto avvocato di Mantova. È stata strangolata con una corda di chitarra e le hanno messo della colla ai lati della bocca, per farla apparire sorridente. Le pareti del locale sono tappezzate di poster degli anni Ottanta e accanto al corpo viene ritrovato un piccolo carillon a forma di jukebox, che diffonde una melodia in tema con la messinscena. I macabri particolari ossessionano Mattia Manfredi, musicista dal passato tormentato, e lo inducono a collaborare con la squadra investigativa di cui fanno parte l’ispettore Marco Pioggia e Lara Tarantino, criminologa italoamericana esperta di serial killer. Ma i tre devono agire in fretta. L’assassino, ispirato dalle torbide vicende del collegio di Santo Spirito, sta per colpire ancora.

IL MIO PARERE

Qual è il confine tra giustizia e vendetta? Chi è il vero carnefice e chi la vittima? Sono questi gli interrogativi che mi hanno accompagnato durante tutta la lettura di Una ragazza cattiva. Una storia che, tra passato e presente, colpi di scena e indagini ben costruite è riuscita a catturarmi e coinvolgermi.

Il protagonista e a capo delle indagini per scoprire il colpevole di efferati omicidi che sembrano collegati tra loro è l'ispettore Marco Pioggia. Ciò che l'autore ci permette di vedere di questo personaggio non sono solo le capacità investigative, il fiuto e la sua caparbietà nel non arrendersi a ciò che sembra l'evidenza, ma anche il suo lato umano più nascosto, un dolore lo ha segnato, la sua necessità di credere ancora nell'amore e nella felicità che si scontra con il senso di colpa.

Accanto al protagonista Lara, una criminologa italo-americana chiamata in Italia proprio per affiancarlo nelle indagini. Lara è un personaggio che riserva enormi sorprese, la sua mente è sempre pronta a trovare connessioni tra gli omicidi e il serial killer, una donna indipendente, con un lato umano e dotata di empatia, ma anche circondata da una sorta di intrigante mistero. Beruffi è stato capace di lasciarla quasi sullo sfondo rendendola però essenziale nel romanzo e mettendola in primo piano al momento giusto.

L'autore ha voluto dare una connotazione musicale agli omicidi, ognuno dei quali rappresenta una canzone e il messaggio che il killer sembra voler lasciare. Una scelta a mio avviso vincente e originale da parte di Beruffi e che esalta ancora di più quel sapore nostalgico di un periodo, quello degli anni Ottanta in cui hanno radici gli eventi passati che sembrano collegare i delitti.

Un'alternanza tra passato e presente che permette di ricomporre un puzzle in cui ogni pezzo trova il suo posto, ma in ogni momento può cambiare forma spiazzando con colpi di scena e costringendolo a rivedere le sue convinzioni.

Personalmente i miei sospetti iniziali si sono rivelati giusti, ma a ogni capitolo l'autore è riuscito a instillarmi il dubbio facendomi cambiare direzione e sviandomi sino alla fine.

Un altro aspetto che ho trovato particolarmente interessante è il tema da cui Beruffi ha scelto di iniziare la sua storia: il bullismo. Qui l'autore riesce con lucidità e realismo a descriverne gli aspetti e le conseguenze, il dolore e il senso di solitudine che ne derivano.

I tanti riferimenti, musicali e non agli anni Ottanta sono riusciti a far riemerge in me i ricordi della mia adolescenza, tra brani come quelli degli 883 e i primi tentativi di programmazione con i Commodore 64. Anni che lo stesso autore descrive a mio avviso perfettamente nelle note finali: «chi li ha vissuti da adolescente, sa cosa vuol dire vivere in un'epoca in cui ti dicono che la vita sarà bella, che tutto andrà bene e che le cose che desideri si realizzeranno. E se anche non è avvenuto, è stato bello almeno poterlo sognare».

Un thriller investigativo con risvolti emotivi molto forti, al punto che ci si ritrova coinvolti dai sentimenti e dai rapporti che vengono a crearsi tra tutti i personaggi, arrivando a un punto in cui condannare totalmente il colpevole diventa difficile, quasi che il carnefice possa essere trasformato in vittima egli stesso.

Lo stile narrativo mantiene un ritmo costante, l'intreccio è interessante e inaspettato, l'epilogo ancora più sorprendente sotto vari aspetti. Trovo che Una ragazza cattiva sia un libro capace di catturare il lettore con un'intricata ragnatela di eventi ed emozioni, tra congetture, sospetti, descrizioni vivide e dettagliate e una serie di risvolti inaspettati.


Alla prossima,

 


Alberto Beruffi: esperto di informatica e appassionato di giochi di ruolo, è nato a Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Gandalf, Hari Seldon e Sherlock Holmes gli hanno instillato, fin da ragazzo, la passione per la scrittura; Vasco Rossi e i Depeche Mode quella per la musica. Dopo diverse canzoni e alcuni racconti, pubblica con Newton Compton il suo primo romanzo.

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