Vittorio De Agrò a Catania per la presentazione del suo "Essere Melvin"

domenica 13 dicembre 2015




Buonasera ai lettori.


Quest'oggi condivido con voi il racconto e le emozioni di Vittorio De Agrò durante la presentazione a Catania del suo libro "Essere Melvin -Tra finzione e realtà" tenutasi lo scorso 9 Dicembre.  Prima di lasciarvi alle sue parole e alle immagini della serata voglio cogliere di nuovo occasione per consigliarvi questa lettura. 

Non è un romance, anche se all'interno c'è in qualche modo l'amore, non è una finzione, di vita vera ce n'è davvero tanta. Si tratta di un romanzo che fa riflettere su molti aspetti della vita di ognuno di noi e di come ognuno di noi riesca o meno ad affrontarli, di come a volte i pregiudizi possano creare sofferenza e isolamento, ma anche di come sia possibile trovare il coraggio, quella forza necessaria per dare una svolta nella direzione giusta per noi stessi. Un libro che personalmente ha avuto il merito di farmi riflettere su alcuni aspetti di me e spronarmi a cambiarli; e quale momento migliore per una lettura di questo tipo se non in previsione di un nuovo anno, da sempre visto portatore di grandi risvolti ma che, spesso, non porta nulla se prima quel cambiamento non avviene in noi stessi.

E ora la parola a Vittorio, che ancora ringrazio di cuore per la condivisione.


Casa, dolce casa. E’inutile girarci intorno, puoi anche viaggiare per il mondo, ma il sapore e i colori della tua terra non hanno eguali.
Lo scorso luglio avevo scelto di presentare ad amici e parenti siciliani il mio “Amiamoci, nonostanteTutto”, mettendo in scena, credo, una bella #FestaDellAmore.
Ciò nonostante, si sa, il primo amore, non si scorda mai. Così quando Laura Rapicavoli, il giorno dopo, mi ha prospettato l’opportunità di presentare #EssereMelvin a Catania il mio egocentrismo è stato più veloce della mia parte razionale nel rispondere positivamente all’invito.

Melvin e la Sicilia sono stati per lungo tempo due amori, divenuti pesi terribili, da portare nel cuore e sulle spalle.

A tre anni dalla mia scelta di tornare in campo e di condividere la mia storia con tutti voi, sentivo e vedevo che c’era un pezzo mancante nel mio bel puzzle.
Il pezzo mancante l’ho trovato ieri pomeriggio, partecipando, grazie all’associazione culturale “Anteas,” alla bella manifestazione “OltreLeParole”.
Un’opportunità di farmi conoscere raccontando a un caloroso e appassionato pubblico la mia vita e, soprattutto, mostrando la mia anima e i miei sentimenti.

Mi hanno accompagnato in questo viaggio :la cortese e professionale Cristina Torrisi, valente giornalista oltre che direttore della rivista “Nuove edizioni Boeheim”, e l’amica e talentuosa attrice Laura RapicavoliDue belle donne che mi hanno sostenuto con garbo ed eleganza nello spiegare cosa abbia significato “Essere Melvin” .
E, quando le parole non sono state sufficienti, ecco giungere puntuali gli interventi della meravigliosa e toccante musica suonata dal violino dell’intenso Serghei Pascov.

Non voglio essere di parte, ma è stato davvero bello “sentire” il pubblico e come si sia creato un ponte emotivo e intellettivo con i presenti.
Ringrazio Pina Rapicavoli per essere stata una perfetta ed elegante “padrona di casa” e i dirigenti dell’Anteas per la splendida ospitalità.
Ho sentito il calore e l’affetto della mia città e ascoltare le parole del pubblico « siamo tutti un po’ Melvin» mi ha davvero toccato.
Non credo di essere un uomo coraggioso, ma sentirselo dire, fa sempre piacere.

Sono tornato a casa, e mai come ieri, ho pensato: Il Tempo è Galantuomo.



4 commenti:

  1. Bravo Vittorio hai ragione le soddisfazioni arrivano con il contagocce ma bisogna anche saperle apprezzare e mi sembra che tu lo abbia dimostrato. complimenti

    RispondiElimina
  2. Un libro profondamente toccante e vero! Bravissimo Vittorio

    RispondiElimina