PANIC di Lauren Oliver–Recensione in anteprima

mercoledì 25 novembre 2015

Questa sera ho finito un libro che è in uscita proprio domani per la  Safarà Editore, grazie alla quale ho avuto l’occasione di leggere questo gioiellino in anteprima.
Come avrete già capito è una storia che mi ha catturato, tanto da leggerla tutta d’un fiato in due sere (probabilmente se non lavorassi non mi sarei proprio staccata dalle pagine). Decisamente una storia originale, ma soprattutto mi aspettavo altro e sono stata letteralmente sorpresa, in meglio.

PANIC di Lauren Oliver - recensione in anteprima


Titolo: Panic
Autore: Lauren Oliver
Autoconclusivo
Editore: Safarà Editore
Genere: Young adult
Pagine: 363
Sinossi
É arrivata una nuova estate a Carp, una cittadina senza futuro immersa nel cuore grigio di un'America sonnolenta. Ma con la fine della scuola arriva anche Panic, la competizione segreta a cui partecipano i diplomati al liceo cittadino, e come ogni anno è pronta a dissipare il torpore e scatenare i conflitti più violenti, le alleanze più inaspettate, i sentimenti più profondi. Heather, Dodge, Nat e Bishop: un gruppo di amici, una serie di prove da superare. Paura e coraggio, lealtà e tradimento, il miraggio di un primo amore, un biglietto per il futuro; la posta in gioco è altissima, e così anche il rischio. Sei pronto a giocare?
Recensione
«Il coraggio stava nell’andare avanti, nonostante tutto. Un giorno sarebbe stata chiamata a saltare ancora. E l’avrebbe fatto. Sapeva, adesso, che c’era sempre la luce oltre l’oscurità, oltre la paura, fuori dall’abisso; c’era il sole da raggiungere, e aria e spazio e libertà. C’era sempre un modo per risalire, e uscirne, e non c’era bisogno di avere paura.»


La paura, il panico a volte ci bloccano, non ci fanno andare avanti, sono la scusa che ci creiamo per non affrontare la vita e non andare avanti, non evolvere e rimanere ancorati proprio a ciò che ci fa soffrire. Ma la stessa paura, se affrontata senza fuggirne può diventare proprio quella spinta che ci manca per andare incontro al futuro e al vero sé. 

Panic è un gioco, è una gara alle sfide più dure, pericolose e a volte letali alla conquista di un premio finale in denaro molto elevato. Sono tanti i ragazzi dell’ultimo anno di liceo che al termine della scuola scelgono di partecipare a questo “gioco”, nonostante tutto. Perché farlo se si rischia, se si viene costretti ad affrontare situazioni che ci spaventano e che molto probabilmente non dovremmo mai affrontare nella vita? Ognuno ha la sua ragione, ma tutte riconducono a una sola cosa: cambiare. 

Heather ha una famiglia sbagliata, una madre con forti problemi di dipendenza alla quale non importa nulla di lei e della sorellina Lily. Il padre non c’è e vivono in una casa mobile, con la sensazione di oppressione che ne consegue. È una ragazza che soffre ogni giorno per questo e si sente inadeguata, brutta nella sua altezza oltre la media, diversa dagli altri e il suo timore di non poter essere amata da nessuno, del rifiuto è talmente forte da impedirle di vedersi per com’è realmente: coraggiosa, indipendente, matura e forte. Heather ha anche qualcosa che molti le possono invidiare, e cioè persone che le vogliono realmente bene: Bishop e Nat. 

Bishop è il migliore amico di Heather dai tempi dell’infanzia, hanno passato una vita assieme a divertirsi, a scoprire le prime cose, ad accoccolarsi in tenda a guardare le stelle, una volta hanno anche provato a mettersi insieme, ma è durato pochissimo. Bishop è un personaggio mutevole nel corso di tutto il racconto. All’ inizio appare semplicemente come il ragazzo simpatico e che segue ovunque le due amiche, poi si rivela dolcissimo e protettivo, soprattutto nei confronti di Heather, e infine si scopre un lato di lui completamente diverso, inaspettato proprio perché è Bishop. 

E infine c’è Nat, la terza del gruppo, la migliore amica di Heather. Nat è completamente diversa da Heather, si nota, è una bella ragazza, appariscente, vivace, e pronta a stare accanto all’amica. A volte però esce anche una parte di lei più pungente, qualche battuta spiacevole e qualche atteggiamento “leggero” che la ridimensionano dalla sua perfezione. 


«Hai mai fatto qualcosa di brutto per buone ragioni?-  chiese Bishop all’improvviso.
Dodge per poco non rise. Invece rispose semplicemente - Sì -
- Quindi questo cosa ci rende? - disse Bishop - Buoni o cattivi? -
Dodge scrollò le spalle. - Entrambe le cose, credo -  disse - Come tutti. »

Al trio di amici si unisce Dodge, un ragazzo che concorre al gioco, che è sempre rimasto ai margini. Il tipico ragazzo “invisibile”, quello di cui le ragazze popolari non conoscono nemmeno il nome. All’apparenza scontroso, ombroso e anche misterioso,  ma in realtà in lui c’è un lato più timido, una dolcezza di fondo, momenti di imbarazzo e di tenerezza che sanno disarmare e non mostra spesso. Lentamente con il dipanarsi della trama si scopre che Dodge ha uno scopo preciso nel partecipare a “Panic”, un obiettivo che non ha nulla a che fare con l’ammontare del premio finale, ma è qualcosa di più profondo e personale, qualcosa che è più forte di ogni paura e rischia di schiacciarlo e trasformarlo in qualcuno che non è. 


«La speranza stava sempre nella possibilità» 


Cosa accadrà durante le prove che devono affrontare i quattro ragazzi? Uno di loro si aggiudicherà il premio finale? Sarà sufficiente a superare quello che devono affrontare? Il panico li schiaccerà o saprà insegnarli ad affrontare il futuro? 

Quando ho letto la sinossi di questo romanzo mi aveva intrigato, ma ammetto che mi sarei aspettata di trovarmi davanti a un genere distopico, in cui Panic fosse un gioco che si tiene in una specie di mondo diverso dal nostro. Invece, e con mio grande piacere, ho scoperto che si trattava di ragazzi normali, immersi nella vita di provincia, una provincia che, unita ai molti problemi familiari li soffoca, li divora nell’anima e non permette loro di comprendersi ed essere felici.

L’autrice riesce a descrivere Carp, la piccola cittadina dove si svolgono i fatti, attraverso immagini, suoni e sensazioni che mi hanno permesso di vedere scorrere ogni cosa davanti agli occhi, di provare quel senso di oscurità e solitudini, di abitudine e noia che provano i protagonisti.
La voglia di fuggire si sente addosso, è qualcosa che si comprende e alla fine si supera quel senso di disagio dovuto al fatto di vedere degli adolescenti affrontare prove da incoscienti, dal mettere a rischio la propria vita, proprio per cogliere una nuova opportunità. Attraverso le loro esperienze, gli sbagli a volte difficili da poter superare, la Oliver insegna che spesso ci si vuole allontanare dalla propria vita perché si soffre, perché si vuole qualcosa di meglio, quando in realtà quel “qualcosa” di meglio lo si deve prima trovare dentro di noi. 

Tutto questo, unito a una capacità di narrazione sempre coinvolgente e ritmata, attesa crescente per le prove da affrontare capace di tenere il lettore con il fiato sospeso, una storia che è anche troppo simile a molti fatti reali, capitoli con punto di vista alternato di due protagonisti che permettono di entrare nello “spirito” della storia,  fanno di questo romanzo uno young adult originale ed elettrizzante a mio parere davvero imperdibile. (se vi chiedete perché davanti alle 5 foglioline c’è il “quasi” è semplicemente per il fatto che la storia è "quasi" paurosamente troppo realistica). 

Aggiungo che AMO letteralmente questa cover, decisamente la più bella che mi sia capitata tra le mani quest’anno.

La mia valutazione:  quasi   



8 commenti:

  1. Condivido molti dei tuoi pensieri!
    E anche le quasi 5 foglioline <3

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  2. Ogni recensione che leggo di questo libro è positiva. Devo assolutamente procurarmelo, poi! :)
    Un bacio! <3

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  3. in questi giorni sto leggendo solo recensioni positive! mi toccherà comprarlo mi sa!

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  4. Oggi corro in libreria!!! Sono veramente curiosa di leggerlo e condivido anche pienamente il tuo giudizio sulla copertina!!!
    Un bacione

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  5. Devo leggerlo!

    Ti lascio un piccolo tag

    https://raccontidalpassato.wordpress.com/2015/11/26/tag-perche-e-nato-il-tuo-blog/

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    1. grazie!! Me li sto segnando tutti così poi li recupero XD

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  6. Bellina la recensione ^^
    Io l’ho finito ieri (trovi la mia recensione cliccando qui ) e devo dire che mi è piaciuto parecchio, molto più di Ragazze che scompaiono.
    Un libro con una trama a mio parere appassionante e diversissimo da Hunger Games come invece molti hanno notato. Dei personaggi forti, soprattutto Heather, che con Bishop era shipposissima ahah.
    Una scrittura, poi, scorrevolissima, come solo la Oliver sa fare.
    Niente, a me è piaciuto ahah!
    Un abbraccio,
    Rainy

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