Silvia Devitofrancesco ci racconta "La sua Pasqua da bambina"

martedì 7 aprile 2015


La mia Pasqua da bambina di Silvia Devitofrancesco
Buongiorno e buon martedì!
Allora come sono andati i giorni di festa? Vi siete abbuffati di cioccolato, avete trascorso le ore in compagnia di amici e parenti?

Ora è il momento di tornare (ahimè) alla vita di ogni giorno, ma prima di lasciarci definitivamente alle spalle anche questa festa un'autrice ha voluto condividere con noi i ricordi della sua Pasqua da bambina, in cui forse si era tutti un po' meno "social" ma probabilmente più "vicini".

E quindi oggi per la rubrica Pensieri d'Autore (presentazione qui) abbiamo ospite l'autrice Silvia Devitofrancesco.


pasquaA scuola le vacanze pasquali iniziavano il giovedì santo e terminavano il martedì dopo pasquetta. Le mie giornate trascorrevano secondo ritmi precisi: il momento dei compiti, dei giochi e delle funzioni in chiesa.Il giorno di Pasqua lo aspettavo con ansia e aspettative ed è proprio di questa giornata che voglio parlarvi.

ovetto kinderLa mia Pasqua iniziava la mattina di buon'ora quando abbandonavo le coperte per dirigermi nel soggiorno e scartare i doni ricevuti dal coniglio pasquale. Si trattava perlopiù di un piccolo pensierino (libri o puzzle) e dell'uovo Kinder che mi regalava la vicina di casa.


Dopo la S. Messa, iniziava la vera festa. Ci recavamo a casa dei nonni e lì mi divertivo a recitare la poesia imparata a scuola per l'occasione e a consegnare ai genitori il lavoretto realizzato con tanta pazienza.
Il pranzo entrava nel vivo con l'antipasto a base di uova sode, salame e olive, poi non poteva mancare la lasagna e l'agnello al forno con le patate. Il momento clou era rappresentato dall'apertura delle uova. Un vero e proprio rituale che consisteva nell'apertura della carta da parte della mamma e pugni da parte di noi bambini. La sorpresa consisteva sempre in ciò che si riteneva brutto, inutile, deludente, non si trattava mai di ciò che prometteva la pubblicità.

socia
Una Pasqua semplice, familiare, ricca di risate e serenità, una Pasqua senza facebook, senza gli squilli di whatsapp e senza selfie. Forse sto parlando della preistoria, forse... eppure io una Pasqua così la rivivrei in eterno, peccato che non si possa tornare indietro nel tempo.




Silvia Devitofrancesco

Nata a Bari è laureata in Lettere (curriculum "Editoria e Giornalismo"). Ha sempre amato scrivere e, dopo aver partecipato a diverse antologie, nel luglio 2014 pubblica il romanzo "Lo specchio del tempo".

Correttrice di bozze, valutazione inediti e scrittrice presso la casa editrice Libro Aperto International Publishing.

Pagina FB (https://www.facebook.com/pages/Silvia-Devitofrancesco-pensieri-racconti-parole-romanzi/273736776080995)

Blog (https://ragazzainrosso.wordpress.com/)

Libri pubblicati:
- Lo specchio del tempo


E voi cosa ne pensate, avete ricordi della  Pasqua della vostra infanzia? Vi piacerebbe poter tornare alla semplicità di un tempo o preferite sentirvi immersi nella tecnologia moderna?

Grazie a Silvia per aver condiviso con noi alcuni dei suoi ricordi.



4 commenti:

  1. la mia assomiglia molto a quella di Silvia :) semplice, con un pranzo neanche tanto leggero fatto in casa, con la famiglia. Su facebook sono andata giusto per augurare di passare una buona pasqua alle persone che ho avuto piacere di conoscere: per guardare al bello della modernità, certi rapporti in passato non si potevano proprio creare a causa della distanza...

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  2. É vero , é bello mantenere la semplicita' ma con i mezzi di oggi, se usati nel modo giusto si creano rapporti e amicizie che in altro modo sarebbero stati impossibili da creare ^^

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  3. Anche i miei ricordi assomigliano a quelli di Silvia! Leggendoli ho fatto un tuffo nel passato, grazie!

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    1. grazie a te per essere passata e aver lasciato il tuo commento :-)

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