IL RUGBY. PERCHE’ PIACE? di Stella Bright

giovedì 30 aprile 2015

Il rugby.Perché piace? di Stella Bright
Buongiorno! Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento con la rubrica in cui gli autori si presentano a noi lettori attraverso le loro passioni e parlandoci di loro in modo nuovo. (QUI)

Oggi ospito l’autrice Stella Bright che ci parlerà di un argomento particolare ma che mi ha subito colpito non appena ho letto il suo articolo.

Stella oltre ad essere autrice di romance ama il rugby e lo ha usato anche come ambientazione per uno dei suoi libri. Ma oggi ci vuole parlare di questo sport e di come possa essere affascinante e, in un certo senso, una metafora della vita.
Rugby e romance sembrano due concetti diametralmente opposti. Io non la vedo così.

perchè proprio a meAmo il rugby e per questo ho voluto che fosse l’ambientazione della mia storia: “Perché proprio a me?”

Cos’è che mi attira di questo sport? Cosa vedo al di là delle regole che lo annoverano come uno dei giochi di squadra più complessi? Secondo me il segreto sta proprio in queste parole: gioco di squadra. 11079061_392329294301565_5624491225318986790_n
Perché il rugby cattura quasi in egual misura uomini e donne incollandogli gli occhi ed il cuore a quel campo d’erba dove trenta scalmanati si danno un gran d’affare per mantenere il possesso di una palla fatta male?  Il rugby è un gioco tribale. Risveglia ed esprime concetti antichi quanto l’uomo.


11178292_392329120968249_7901002543047146343_n (1)Il forte senso di appartenenza ad un gruppo lanciato verso un unico obiettivo in cui il singolo individuo può esprimere al meglio le proprie capacità a favore della collettività. Un territorio da difendere ed uno da conquistare. Un oggetto, un concetto – la palla – da mantenere vivo, da portare avanti oltre la linea di meta, come un sogno da realizzare andando al di là dei propri limiti.

Una similitudine della vita: la lotta, la conquista, la realizzazione e la gioia che ne consegue. Ma anche la sconfitta che va vissuta come input ad andare avanti con onore rispettando sepalla rugby stessi e chi ci sta di fronte. Il rispetto dell’avversario senza il quale non esisterebbe lotta, nel caso, il riconoscimento della sua superiorità dalla quale si può solo imparare per diventare migliori. E poi la palla. Su questa bislacca ed affascinante protagonista vorrei spendere due parole in più. Fatta male, affascinante con la sua forma ovale, “imprevedibile come una donna” per citare Diego Dominguez.

haka-mondiali-rugby-2011La prima volta che ho visto una partita di rugby ho avuto la netta impressione che là, sul quel campo d’erba si svolgesse una danza perfetta e suggestiva interpretata da splendidi ballerini con il corpo da gladiatori: portatori di palla in avanzamento, pallone indietro sembra un gioco contro le regole eppure il tutto si svolge in un’armonia perfetta.

E qui, secondo me, si arriva al punto del perché uomini e donne seguano il rugby seppure lo guardino con occhi diversi. Come ho detto è un gioco tribale che risveglia passioni antiche, ben radicate nell’animo maschile che si identifica in quei “guerrieri” poiché incarnano, con le loro “gesta”, ciò che ogni uomo vorrebbe essere. Attenzione, questa non è una critica. Anche le donne colgono lo stesso messaggio, ma essendo, per così dire, dall’altra parte della barricata, apprezzano quell’insieme di coraggio, lotta per il possesso, conquista, realizzazione. Questi novelli cavalieri della palla ovale personificano, modernizzandolo, il concetto di eroe romantico che a noi donne, ammettiamolo, piace sempre tanto.

giocatoreInoltre (non nascondiamoci dietro ad un filo d’erba!) a noi donne piacciono quei discoboli, quei Bronzi di Riace semoventi e vivi che si aggirano in calzoncini e magliette attillate!

11150402_392329210968240_5101043273897722076_nA questo punto vorrei azzardare un concetto molto personale che, ci scommetto, incontrerà il sostegno di qualcuno, uomo o donna che sia. Il rugby è un gioco altamente fisico, di impatto, di contatto. Nelle mischie, nei placcaggi, in quegli impatti potenti, nella lotta, nella fatica, nella foga c’è qualcosa di vagamente erotico, e per erotico intendo un desiderio impetuoso, ardente, una passione sana e primordiale che va a stuzzicare quell’angolino nascosto, ma ben presente, che c’è nella natura di ognuno di noi senza distinzione di sesso.

Concludendo: il rugby piace perché è la riproduzione in chiave sportiva delle pulsioni che stanno alla base del nostro essere umani. Manteniamolo vivo, puro, lasciamo che ci diverta, abbelliamolo con i fronzoli delle diverse culture; teniamolo lontano dalla violenza, dall’ignoranza e dalla stupidità.

Stella Bright
Stella fin da bambina, quindi tanto tempo fa, ha sempre riservato ai libri un posto speciale; merito del suo papà che le ha trasmesso questo amore. Scrivere quindi era un sogno nel cassetto che a lungo ha tenuto nascosto, ma che ultimamente ha osato realizzare e per fortuna l’ha fatto cosicché il papà ha potuto vedere almeno l’inizio della sua avventura, prima di andarsene. Siccome è sempre stata un maschiaccio, adora il rugby che consiglia vivamente a chiunque soprattutto alle donne; se non altro potranno godersi la vista di autentici Bronzi di Riace semoventi su un campo d’erba!
Fino a qualche tempo fa curava due rubriche su due blog sportivi; non erano pezzi tecnici bensì di intrattenimento: le piaceva sbirciare dietro le quinte, trovare il lato divertente e il rugby – secondo Stella – ne ha parecchi. Da lì a usare il rugby come terreno per un romance, il passo è stato breve. Ecco che nasce il suo primo libro, “Perché proprio a me”, commedia romantica ambientata nel mondo del rugby.
Ma c’è una vena romantica in lei: Stella è scozzese nel cuore e nell'anima. La Scozia, inspiegabilmente, è parte di lei… ma questa è un’altra storia.

Pubblicazioni:
Perché proprio a me (Triskell Edizioni – 2014 – ebook, cartaceo – Pag. 73 ) -amazon
Alla fine dell'orizzonte (Triskell Edizioni- 2015 – ebook – pag. 97) - amazon

Non so voi ma io adesso sono curiosa di assistere a una partita di rubgy...


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