Segnalazione: A UN PASSO DALLA VITA di Thomas Melis - Oltre il Romance

martedì 24 marzo 2015


Questa volta vi presento per la sezione Oltre il Romance un libro adatto a chi ama il genere noir/hard boiled di un autore 34enne al suo romanzo d'esordio.
Le recensioni devo dire che sono ottime, sicuramente un testo che parla di uno spaccato di società in maniera cruda e diretta.
E' lo stesso autore a descriverlo come un libro in cui i protagonisti sono un gruppo di giovani, nati negli anni ’80, con i drammi e le contraddizioni di quella che un uomo come Mario Monti non ha esitato a definire “generazione perduta". 


A UN PASSO DALLA VITA di Thomas Melis

Titolo: A un passo dalla vita
Autore: Thomas Melis
Editore: Lettere Animate
Genere: Noir/Hard boiled
Pagine: 326
Formato: ebook
Prezzo: € 0,99

Data pubblicazione: 24 ottobre 2014


Sinossi: È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. 
Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

ESTRATTO

Sedevo su una panchina al centro di una piccola piazza di periferia. Il posto era decisamente anonimo, e forse anche un po’ squallido: il risultato di uno delle centinaia di interventi di riqualificazione urbana che nell’ultimo decennio avevano fatto comparsa in città. Guardandomi intorno vedevo una distesa sterminata di cemento armato, modellata attraverso una sorta di razionalismo “artistico” che, ai miei occhi, tradiva la fallita ambizione dell’artefice a superare il grigiore imposto dal progetto iniziale. A un lato della livida distesa polverosa il vento faceva cigolare un’altalena, collocata in uno spazio dedicato ai bambini. C’erano diversi giochi da parco: un gatto a molla, uno scivolo, una piccola giostra manuale. Non c’erano bambini però, e pensai subito che difficilmente avrei portato mio figlio in un posto simile. No, non era proprio il posto adatto a un bambino.


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