A tu per tu con l’autore: Cinzia Del Bigallo

domenica 14 maggio 2017

A tu per tu con l'autoreBuon sabato a tutti! Cosa farete di bello in questo fine settimana? Io so già che sarà pieno di letture, devo prepararmi per farvi compagnia la prossima settimana, ci saranno tanti eventi e tanti bei libri di cui parlare.

Oggi invece vogliamo parlare di autori e lo facciamo con “A tu per tu con l’autore”, una rubrica in cui il blog raccoglierà interviste agli autori conosciuti e meno. Patty ha avuto modo di porre alcune domande a Cinzia Del Bigallo, autrice del romanzo “Tu che sussurri alla mia anima”, se non vi ricordate ve ne avevo già parlato QUI. Ora lascio la parola a Patty e Cinzia e alla loro chiacchierata. 

Buona lettura!

CINZIA DEL BIGALLO

Ciao Cinzia e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande.

1) Vorrei partire conoscendoti meglio, parlaci un po’ di te, aiutandoti con tre aggettivi che ti rappresentano. 

Sopravvissuta: Sono nata a Rosignano Marittimo (LI) nel 1965, inaspettatamente, dopo sole ventiquattro settimane di gestazione all’ospedale Ernesto Solvay, allora clinica privata riservata ai soli dipendenti dello stabilimento Solvay, dove mio padre lavorava. In seguito venni trasferita d’urgenza all’ospedale di Livorno, dove mi accompagnò mia zia Anna, cui si deve il mio nome, e lì rimasi per tre mesi. La mia volontà di sopravvivere a quella dura prova rappresentò per tutta la mia famiglia un punto di riferimento, la dimostrazione di come la vita, a volte, può riservare strane e inaspettate sorprese; 

Perseverante: Sono l’ultima di tre figlie, tra me e le mie sorelle vi sono 13 e 10 anni di differenza. 
Proprio per questa vicenda anomala legata alla mia nascita e alla volontà perseverante di far parte di questo mondo, lungo la mia vita ho mantenuto ampiamente questo proposito espandendolo su ogni vicenda che mi investiva, facendo letteralmente impazzire mia madre e le mie sorelle. Nella mia famiglia ero conosciuta come “il maschiaccio ribelle con la gonna”; 

Fiduciosa: Da sempre, la mia fiducia nei confronti degli altri mi ha portato, molte volte, a grosse delusioni. Amo fin da bambina i cavalli, con la complicità di mio padre, sono entrata in contatto con questi splendidi animali in alcune occasioni, in contrasto con il pensiero di mia madre, all’epoca amazzone esperta. 
Riconosco nei cavalli il mio spirito di libertà anche adesso che ho 52 anni, per questo motivo ho voluto creare un mio allevamento. A loro non posso nascondere niente e, riconosco distintamente, che questo dare fiducia e riceverla in cambio mi ha portato a modificare molto il mio carattere rendendomi più riflessiva, più giudiziosa, stupendo persino le mie sorelle. 

2) Com’è nata la passione della scrittura e come l’hai coltivata nel tempo? 

Ammetto, e qui devo fare ammenda con mia sorella Eugenia che ha passato serate intere ad aiutarmi a fare i compiti, che non ero una cima a scuola. 

Le materie che odiavo erano: matematica, grammatica e geografia, mentre quelle che mi ispiravano, e mi coinvolgevano totalmente erano: storia, storia dell’arte e scienze. 

La voglia di scrivere è nata tra i banchi delle elementari sotto le “ali protettrici” di Silvana Bottoni, per me una persona magica. Non so se sia ancora viva, ma a distanza di decenni la ricordo ancora bene, il magnetismo e il coinvolgimento che emanava quando leggeva una storia e la spiegava facendola sembrare lì e subito, mi ha accompagnato per i restanti anni scolastici. Alle medie non c’è mai stato nessuno che la eguagliasse. Senza ombra di dubbio posso affermare che la maestra Bottoni sia stata la mia ispirazione, sbloccandomi nella lettura e nella scrittura, anche se nei racconti che scrivevo non mancavano errori come senz’ altro saranno presenti in queste risposte. 

Dopo il periodo scolastico ho tralasciato la scrittura, ma ho coltivato, finalmente libera di scegliere, la lettura. Passavo intere serate a leggere e, se il libro mi coinvolgeva, anche parte della notte; questo però lo potevo fare di venerdì perché il sabato ero a casa da lavoro. Dopo essermi sposata le cose sono cambiate: come ogni donna prima veniva il marito, poi la casa e con l’arrivo dei figli il tempo da dedicare alla scrittura è diventato sempre più limitato.

Con il passare degli anni, fortunatamente, le cose sono cambiate nuovamente. 

3) Quanto incide la tua vita quotidiana, studi, passioni, lavoro, affetti con la tua ispirazione? Come sviluppi la storia una volta che arriva l’idea? 

Nella mia vita quotidiana prima ci sono i doveri (lavoro, marito, figli, la casa e tutto il resto) e poi i piaceri.
Per questo motivo ci sono voluti tre anni e mezzo per scrivere questo romanzo, ma da quando ho iniziato non c’è stato più verso di smettere.  

Ho potuto dedicarmi alla sua scrittura prevalentemente di notte; durante le poche ore che dormivo la storia si materializzava, obbligandomi ad alzarmi per dare forma a ciò che mi era apparso nel sonno o nel dormiveglia.

4) Parlaci meglio del tuo libro, un fantasy storico, ambientato nel periodo Borbonico in Sicilia.

In questo libro ho inserito parte della mia vita e parte della vita di mia madre, ovvero quel poco che mi raccontava quando ancora abitava in Sicilia… quest’isola mi ha sempre affascinato, nonostante l’abbia visitata una sola volta. Le leggende e le usanze meridionali hanno un sapore antico e misterioso, forse perché la storia dell’isola è un miscuglio di etnie (arabe, spagnole, slave) che hanno contribuito a renderla unica e difficilmente dimenticabile.

Il periodo Borbonico l’ho scelto perché penso sia stato una pagina molto incisiva della nostra storia, con molte vicende fondamentali che hanno portato, più avanti, all’unione dell’Italia.

Sinceramente parlando quello che mi ha sempre affascinato sono i vestiti dell’epoca, stile Rossella O’Hara di “Via col Vento” o de “Il Gattopardo”.



Quel periodo dove uomo e donna erano l’uno agli antipodi dell’altra, dove non erano ammesse confidenze, se non dopo il matrimonio, dove l’onore, il dovere e il rispetto venivano prima di tutto.
Allacciare una relazione, anche solo un’amicizia, era come aver sancito un contratto d’onore che doveva essere rispettato, pena la perdita della dignità, onta infamante che poteva portare anche alla morte.

Tutto questo mia madre l’ha sempre detto e ripetuto anche a distanza di anni da quel periodo.

Nel periodo tra gli anni ‘50 e ’80 il mutamento nell' interazione tra uomo e donna era in pieno fervore, ma lei ci ha sempre detto che l’onore di una donna è una ricchezza che non ha prezzo.
Nel libro spero che questo concetto lo si percepisca.

5) Vorrei sapere come mai hai voluto inserire il fantasy nella tua storia e cosa ti affascina del periodo storico menzionato prima.

In qualunque storia c’è un pizzico di fantasia, altrimenti non si riesce a stimolare l’immaginazione e l’attenzione di chi legge o ascolta. Non dimentichiamoci che, prima della carta stampata, c’erano i narratori o i cantastorie… è così dalla notte dei tempi.

La storia che ho raccontato ha un pizzico di esoterismo unito a una profonda credenza religiosa, è questo che mi ha portato ad inserire la parte più “fantastica” nel mio romanzo.

Lo stesso periodo Borbonico contribuisce a incrementare la fantasia: la massoneria e la carboneria erano nate dalla fantasia di una persona, poi pianificate e concretizzate in movimenti, soprattutto per quanto riguarda la carboneria.

6) Raccontaci brevemente quali sono, secondo te, i punti di forza di “Tu che sussurri alla mia anima”. Com’è stato scelto il titolo? Se mi posso permettere un titolo che incuriosisce il lettore.

Se dovessi elencarvi i punti di forza del mio romanzo non sarei attendibile, come si dice: ogni figlio è bello agli occhi della madre. 

Per questo vi allego cosa mi hanno scritto due dei tre editor a cui ho mandato il testo (punti 1 e 2) e un giornalista.

1. Il romanzo testimonia una concezione matura della narrazione, per quel che riguarda l'organizzazione e l'esposizione della trama che permette di constatare la compiutezza della storia e la cura adoperata nel raccontarla.
Un testo che sa un po' di Gattopardo, ma pervaso da una prorompente sensualità espressa con passione ed eleganza; arricchito da un pizzico di esoterismo e da echi meridionali;

2. I pregi di questo romanzo risiedono nella buona caratterizzazione dei vari personaggi, in special modo dei due protagonisti Sargon e Maria di cui si percepiscono chiaramente le reciproche interiorità.
Gradevoli i dialoghi, lo stile personale si riscontra tra le varie pagine e garantisce una discreta fluidità del narrato e delle storie accessorie alla trama principale.
Le descrizioni e le ricostruzioni dell'ambiente che circonda i personaggi sono ricche di dettagli e ben fanno figurare i luoghi che fanno da sfondo alle varie vicende. Gradevole anche incipit e intreccio;

3. La storia si snoda tra complotti e trame di attentati, attraverso continui rimandi e riferimenti di carattere storico, fantastico, sentimentale e sociale, laddove si affrontano ad esempio questioni legate al maschilismo e alle similitudini che ci sono tra la religione musulmana e quella cristiana.
“Tu che sussurri alla mia Anima” si presenta come un romanzo colto, vitalistico, corale, in cui non sono rilevanti solo i personaggi principali e in cui, come non mai, rivestono un’importanza fondamentale i contesti storici e sociali; e, al contempo come un grande atto d’amore verso la terra dei propri avi, la Sicilia, e come una grande indagine psicologica sull'incontro tra mondi ed epoche diverse.

Lascio a voi le valutazioni.

La scelta del titolo è stata un percorso molto difficile: ero indecisa e combattuta tra “Maya la ragazza della foresta” o “Tu sei la mia anima”.

Poi, mi sono fatta una domanda: da cosa nasce la storia?

La risposta è stata semplice… da un sogno. Nei sogni le immagini sono fluttuanti, le voci sono come sussurri: e così è nato il titolo.

7) Ti occupi da sola di cover, editing e promozione? Pensi che il mondo del social sia la forza per una buona pubblicità?

Per la cover mi sono rivolta alla tipografia dove ho fatto stampare il libro, per l’editing mi sono messa nelle mani di un’autrice, anche lei socia della SEU, e mi sono trovata benissimo.
Per la promozione a ampio raggio ho attivato, oltre alla SEU, una collaborazione con un’azienda di Milano; per quella locale e regionale collaboro con un caro ragazzo che mi coadiuva come addetto stampa.

Penso che il mondo dei social sia un buon trampolino di lancio per la pubblicità, ma la risposta che sinceramente mi sento di dare è NI.

A mio modesto parere non basta focalizzare tutto sui social perché molti ancora non vi accedono quotidianamente ed altri per niente.

Propendo ancora per il vecchio sistema: relazioni personali con contatti diretti e, come corredo, i social.

8) Non a caso ho affrontato l’argomento promozione, perché ho notato che hai idee chiare e originali di come vuoi promuovere l’uscita del tuo primo libro, ne vuoi parlare con noi e le nostre lettrici?

Dormendo poco di notte le idee abbondano.
Principalmente ho pensato di promuovere Volterra dove la crisi economica la fa da padrone.
Ho molti amici e conoscenti che possiedono agriturismi, ristoranti e alberghi; proprio parlando con loro sono emerse queste difficoltà, e di riflesso l’indotto che hanno perso negli ultimi tempi.
Per far fronte ai pagamenti ho creato la promozione “Passeggiando per le vie di Volterra e dalle colline e il mare”.
Successivamente ho pensato che il lettore potesse essere incuriosito dal luogo in cui è ambientato il mio libro, così mi si è accesa la lampadina ed è nato “Passeggiando per le vie di Palermo”, un concorso a cui è abbinata l’estrazione finale di tre viaggi con pernottamento per una persona.
Spero che le promozioni, comprese anche quelle pubblicate sulla pagina facebook, possano essere utili alla divulgazione del libro.

9) Per concludere una piccola incursione nei tuoi progetti in cantiere. C’è qualcosa che bolle in pentola?

A questa domanda risponderei se avessi una risposta anche per me stessa.
Posso solo accennare che vorrei iniziare la seconda parte del libro, senza tralasciare tutto il resto.

Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo e a presto.

Sono io che, umilmente, Vi ringrazio per l’opportunità che mi avete concesso.

Con tutto il cuore, auguro alle lettrici e ai lettori, una lettura rilassante che li aiuti a evadere dai problemi quotidiani che ci assillano.


Buona lettura a tutti con “Tu che sussurri alla mi anima” di Cinzia Del Bigallo.

Patty


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