COME SPOSARE UN MILIONARIO di Curtis Sittenfeld - Recensione

lunedì 3 ottobre 2016

Ecco qua la seconda recensione di oggi e questa volta parliamo di un classico, o meglio di una delle numerose rivisitazioni per uno dei classici della narrativa rosa più amato da tutte le lettrici del genere: “Orgoglio e Pregiudizio”. Avete mai pensato a come sarebbero le sorelle Bennett ai giorni nostri? Ebbene, la Sittenfeld sì e in questo divertente libro ci parla proprio della storia d’amore più famosa del mondo, quella tra Liz e Darcy.

 Come sposare un milionario
Titolo: Come sposare un milionario
Autore: Curtis Sittenfeld
Serie: The Austin Project #4
Genere: Romance
Pagine: 440

  Sinossi
Il matrimonio è sopravvalutato. Almeno è così che la pensa il Signor Bennet, padre di cinque splendide figlie - tutte ostinatamente nubili - e marito di lungo corso di una donna ingombrante. Ma quando Chip Bingley, scapolo tra i più ambiti, fa ritorno a Cincinnati, niente e nessuno può contenere la frenesia che come una febbre si impossessa della Signora Bennet. L’eccitabile e invadente matriarca, infatti, è pronta a tutto pur di vedere sistemate almeno le maggiori tra le sue ragazze: la dolce Jane, maestra di yoga ormai vicina ai quaranta e tormentata dal desiderio di un figlio, e l’inquieta Lizzie, giornalista residente a New York e single part-time. Poco importa che problemi ben più pressanti minaccino la serenità della famiglia… Sull’orlo della
rovina economica, incalzate da mille imprevisti e complicazioni, riusciranno le sorelle Bennet a sopravvivere a quel ciclone chiamato amore?
Con implacabile leggerezza, Sittenfeld ci racconta chi siamo in questa storia romantica e irriverente, modernissima e senza tempo, scintillante di intelligenza e di ironia.
Recensione
Ironico e frizzante e con un pizzico di pepe che lo ambienta al meglio nella società moderna, questo romanzo vi farà rivivere le situazioni dell’originale con un sorriso in più, ma non dimenticando il romanticismo.

Liz, Jane, Mary, Kitty e Lydia: le sorelle Bennett al completo. Una famiglia anomala ma soprattutto “imbarazzante”.

Una madre totalmente presa dalla sua smania di ricchezza e fermamente convinta che le apparenze e un buon matrimonio siano la cosa più importante. Non si fa certo mancare pettegolezzi e macchinazioni varie, mentre le figlie sembrano fare di tutto per farla sfigurare, in realtà lei e i suoi modi sono i primi motivi d’imbarazzo per tutti i membri.

Il signor Bennett al contrario è totalmente indolente e non curante, mal sopporta la moglie e non si risparmia nessuna critica nei confronti delle figlie. Non ha mai lavorato vivendo di un capitale ereditato, e ora che si trova in difficoltà economiche non sembra particolarmente in grado di occuparsi del problema, ed è qui che interviene Liz.

Lizzy Bennett è una donna (sì perché al contrario dell’originale in cui l’età delle sorelle Bennett era adolescenziale e a malapena più alta, qui parliamo di donne già mature). A quasi 40 anni è, assieme a Jane, l’unica ad aver cercato una sua indipendenza, con un lavoro da giornalista, un suo reddito e una casa propria. L’unico ambito in cui sembra non eccellere per acume è quello sentimentale, invischiata in una storia da anni con un uomo sposato, un certo Wickham, non so se vi dice qualcosa… Molto pratica, con doti organizzative, ironia pungente ma anche legata alla famiglia di cui è capace di vedere i grandi difetti, ma che comunque ama e aiuta in caso di difficoltà. Se già nel classico della Austen Liz appariva una ragazza moderna e più libera rispetto ai tempi che viveva, qui decisamente è stata trasformata in una donna cosmopolita e con le sue esperienze.

Jane è la più grande con i suoi quarant’anni, ma anche quella dal lato più accomodante, tranquillo, non a caso fa l’insegnante di yoga. Il suo cruccio più grande è non avere un figlio. Cerca sempre di evitare i contrasti e giustificare le azioni delle persone, anche quando sono per lei causa di sofferenza. Molto unita a Liz, tra loro non ci sono quasi segreti e, anche se dai caratteri diversi in qualche modo Jane compensa in dolcezza e Liz con la determinazione.

E poi ci sono le sorelle più piccole, se dai 25 ai trent’anni si possono definire tali. Non hanno mai cercato di crescere, tanto che vivono beatamente con i genitori e per un motivo o per l’altro non hanno nessuna intenzione di andarsene e lasciare le loro comodità. Mary è la solitaria, l’egocentrica e arida, incurante degli uomini tanto da subire allusioni e scherni anche in famiglia. Lydia è la più frivola, impulsiva e non manca di dire cattiverie. Kitty segue le orme della sorella Lydia, anche se forse un pochino di sale in zucca le è rimasto.

Lo so, ora vi state chiedendo, e Darcy? Cosa dire di lui, un po’ in secondo piano proprio come nell’originale, ovviamente anche in questo caso con una certa posizione sociale e quell’aria arrogante e da “so tutto io” di chi ti guarda dall’alto in basso che lo contraddistingue, almeno all’inizio. Poi ecco che compare il suo lato più sentimentale e si trasforma in quell’eroe romantico di cui tante si sono innamorate, semplicemente riportato ai nostri tempi, cosa che, a mio parere, rende il sogno di poter incontrare qualcuno come lui un po’ più possibile e realistico.

L’autrice mette in moto una trama che parla di argomenti attuali, come il razzismo, la paura della diversità, l’incapacità di staccarsi dall’adolescenza più per comodità che per necessità, la paura dei rapporti, il desiderio di diventare genitori che porta ad avvalersi degli strumenti medici moderni, ma anche argomenti più frivoli come la visibilità e il desiderio di notorietà. La scrittura è scorrevole ma richiama molto da vicino lo stile della Austen, utilizzando il punto di vista di Lizzy ma in terza persona dando la sensazione di ascoltare un racconto, ma inserendo anche dialoghi che riescono a renderlo meno monocorde e mantenere un certo ritmo che non annoia. I personaggi sono poi ben caratterizzati, come in una sorta di caricatura magari un po’ calcata ma assolutamente divertente.

A mio parere una rivisitazione riuscita e interessante, che strappa qualche sorriso ma anche qualche riflessione sulla società in cui viviamo.
Deb

6 commenti:

  1. Sono molto indecisa. Adoro Orgoglio e pregiudizio e temo che questo libro non sia all'altezza, però d'altra parte muoio dalla curiosità. :o

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    1. Se lo prendi in chiave ironica è molto carino e divertente:)

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  2. Ciao, ho questo romanzo in lista perchè mi intriga molto! Adoro Orgoglio e pregiudizio :-)
    P.s. se ti interessa, questo è il link del mio blog https://langolodiariel.blogspot.it/

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    1. Ciao Ariel, grazie di essere passata, vengo a trovarti ;)

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  3. Paurissima a leggere questo libro, non so come lo prenderò davvero Deb, spero di riuscire a trovare il coraggio di leggerlo però <3

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    1. Lo capisco chi ama l'originale fa il paragone :)

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