STILL ALICE di Lisa Genova - Recensione

domenica 31 gennaio 2016

Ci siamo, eccoci di nuovo alla rubrica Domino Letterario in collaborazione con gli amici del gruppo Passione blog. In cosa consiste? Si stabilisce un ordine di partenza dei partecipanti, e poi - seguendo quell'ordine - si sceglie la lettura, con la regola che deve essere collegata al libro precedente per trama, copertina, casa editrice, genere o altro.

Prima di lasciarvi alla mia scelta ecco i partecipanti di questo mese:

Devilishly Stylish
Le Recensioni della Libraia
Lettere d'inchiostro
Everpop
Ladra di Libri
Libri che porto con me
Questione di libri
La Rapunzel dei Libri
Il Bosco dei sogni fantastici
Words of Books
On rainy days
Il nostro angolo dei sogni
Words
Leggere è un modo di volare senza ali
Leggendo Romance
Jess in wonderland

Questa volta mi sono agganciata al libro di Ale, "Apoptosis" di Renato Mite perché la protagonista è una ricercatrice e perché gli autori sono accomunati da nomi italiani: il mio libro è "Still Alice" di Lisa Genova.
 [Questa lettura va ad aggiungersi anche alla Reading Challenge 2016 - copertina blu - e all'evento Libera lo Scaffale]

Still alice

Titolo: Still Alice - Perdersi
Autore: Lisa Genova
Edizione: Piemme
Genere: Narrativa
Pagine: 239
Sinossi:
C'è una cosa su cui Alice Howland ha sempre contato: la propria mente. E infatti oggi, a quasi cinquant'anni, è una scienziata di successo, invitata a convegni in tutto il mondo, che ha studiato per anni il cervello umano in tutto il suo mistero. Per questo, quando a una importantissima conferenza, mentre parla davanti a un pubblico internazionale di studiosi come lei, Alice perde una parola - una parola semplice, di cui conosce benissimo il significato - e non riesce più a ritrovarla nel magazzino apparentemente infinito della sua memoria, sa che qualcosa non va. E che nella sua testa sta succedendo qualcosa che nemmeno lei può capire. O fermare. La diagnosi, inimmaginabile fino a un momento prima, è di Alzheimer precoce. Da allora, Alice, perderà molte altre parole. Perderà pian piano i nomi - per primi, quelli delle persone che ama, suo marito, i tre figli ormai adulti. Perderà i ricordi, ciò che ha studiato, ciò che ha fatto di lei la persona che è. In questo viaggio terribile la accompagnerà la sua famiglia: il cui compito straziante sarà di starle vicino, di gioire con lei dei rari momenti, luminosi e fugaci, in cui Alice torna a essere Alice. E, soprattutto, di imparare ad amarla in un altro modo.
Recensione

«E poi le piaceva avere qualcosa che le rammentasse le farfalle. Si ricordava di quella volta, aveva sei o sette anni, che in giardino si era messa a piangere per la sorte delle farfalle dopo aver scoperto che vivevano solo per pochi giorni. Sua madre l’aveva consolata spiegandole che per le farfalle non era triste e che solo perché la loro vita era breve non significava fosse tragica. Guardandole svolazzare sotto il sole caldo tra le margherite del giardino, sua madre le aveva detto “Vedi, hanno una vita meravigliosa”.»

La vita ci scorre tra le mani e spesso diamo per scontate molte cose, pensando che ci sarà tempo, che quella passeggiata mano nella mano potrà essere fatta più avanti, che non serve dire a un figlio quanto siamo orgogliosi di lui, che anche se ci sono delle incomprensioni, potranno essere risolte in un secondo momento. E se quel secondo momento non ci fosse consentito? Ci sono malattie che spezzano il fisico ma contro le quali puoi cercare di combattere, e poi ci sono malattie che subdolamente s’insinuano nella tua vita, impossibili da debellare, che sanno portarti via l’unica cosa che ti rende te stesso, l’unica cosa che ti rende vivo e cosciente, malattie che sanno risucchiarti l’anima e i ricordi. Noi siamo fatti di ricordi e di pensieri, se tutto questo ci viene tolto cosa rimane di noi?

La malattia che il libro racconta (sì perché la storia della protagonista Alice è il percorso di sofferenza a cui non solo un paziente ma anche i suoi famigliari sono costretti a vivere) è l’Alzheimer. Per questa malattia non ci sono cure, ci porta via la capacità di cognizione, lentamente non ci permette di riconoscere chi ci circonda, si dimentica gli affetti, gli amori, si è incapaci di essere indipendenti anche nelle più piccole cose.

Alice ha sempre lavorato con la sua mente, con il linguaggio, ricercatrice di successo e professoressa di linguistica a Harvard ha passato la vita tra viaggi e famiglia. Per uno strano scherzo del destino è proprio la sua mente ad abbandonarla quando, dopo improvvisi episodi di disorientamento e discorsi bloccati per parole non trovate, le viene diagnosticato l’Alzheimer precoce. Ha soli 50 anni e ancora una vita davanti, ora questa vita viene irrimediabilmente travolta e distrutta; sa di avere poco tempo prima di non essere più in grado di capire, di essere lucida e allora decide che quando sarà il momento troverà un modo per non ridursi in quello stato.

Il libro percorre tutti i momenti di questa malattia e lo fa non nascondendo nulla di quello che accade, sia al malato sia ai suoi famigliari.

Un percorso a tappe purtroppo obbligate, dalla paura della protagonista fino alla consapevolezza e alla sua voglia di combattere per mantenersi lucida fin quando possibile, il suo rendersi conto che la lucidità la sta lentamente abbandonando, la sua voglia di vivere quel che le resta pienamente, accanto a quegli affetti che, si rende conto, ha dato per scontati.

E poi ci sono il marito e i figli. Per loro è quasi peggio, prima l’incredulità, poi la non accettazione, la paura di aver ereditato il gene, lo stare accanto alla persona amata e vederla pian piano regredire, non essere riconosciuti o essere scambiati per altri. I figli se ne prendono carico, il marito non ce la fa a vedere la donna che ama in quello stato, ma allo stesso tempo non vuole perderla.

È stata una lettura bella e dolorosa allo stesso tempo, descritta minuziosamente e toccante in ogni aspetto. Attraverso questo libro si riflette, si comprende come la maggior parte delle volte pensiamo che cose del genere non possano toccarci, come in tutte le malattie, ma anche contro la nostra volontà possono accadere, a noi o a qualcuno vicino e il dolore è diverso e uguale allo stesso tempo.

La nostra vita trascorre tra problemi, gioie e dolori, litigi e riappacificazioni ma tutto questo si può combattere o si può decidere di non farlo, quando una malattia del genere ti prende, ti porta via proprio questo, la volontà e la capacità di decidere.

Quali sentimenti mi ha lasciato questa lettura? Tristezza, dolore, paura e allo stesso tempo affetto, amore e dignità. Uno di quei libri con cui capisci che leggere non è una perdita di tempo.



14 commenti:

  1. Questo è uno di quei libri che sono nella lista sotto la voce "Quando ti sentirai abbastanza coraggiosa"

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    1. esatto, io l'avevo lì da un sacco, per fortuna la "scusa" delle varie challenge/domino etc. mi ha convinto a leggerlo

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    2. Io ho visto il film... Voi l'avete visto? Come vi è sembrato in confronto al libro?

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    3. Io ho letto solo il libro quindi non saprei dirti,ma magari qualcuno ha visto anche il film.Vediamo

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  2. Faccio la corte a questo libro da un sacco di tempo. Devo assolutamente procurarmelo.
    <3

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  3. già lo sai Deb cosa penso di questo libro la tua recensione mi ha sicuramente convinta a leggerlo anche se dovrò soffrire parecchio quindi in un momento in cui mi sento pronta sicuramente bellissimo, in quanto al film non l'ho visto ma mi avete incuriosita

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  4. che triste!! questo è uno di quei libri che di solito mi lasciano tante emozioni ma per il quale spero fino alla fine in un lieto fine... in un libro posso farcela, in un film piangerei ogni secondo probabilmente :(

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    1. in un film è probabilmente più d'impatto vero, ma la lacrimuccia è scappata anche qui. Comunque è molto bello, vale la pena

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  5. io adoro i libri di Lisa Genova, li ho letti tutti. E' vero che trattano temi delicati ma io non li ho mai trovati pesanti. Persino quando la malattia non ha soluzione, come in questo caso, la racconta sempre come un strumento di trasformazione quasi verso il meglio... Questo aspetto era più evidente in un altro libro comunque, l'Alzheimer lascia veramente troppo poco alla persona per potergli affidare una sfumatura di speranza.. Bellissimo in ogni caso. Direi che 'bella e dolorosa' per questa lettura è la definizione perfetta.

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  6. Una lettura impegnativa, che rientra nella stessa lista di Bonny... Ora non è il momento, ma prima o poi lo leggerò
    Un bacio

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  7. Cavoli ho questo libro sul kobo da un po'...forse è arrivato il momento di iniziare a leggerlo! Bella recensione!

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  8. Mi aggrego al pensiero di Bonny B. Da leggere quando ho il coraggio, cmq un libro che fa pensare. Mia nonna é morta cosí senza ricordarsi del marito, dei 5 figli, di noi Nipoti, una sofferenza x tutti e difficile da accettare.

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  9. Mi aggrego al pensiero di Bonny B. Da leggere quando ho il coraggio, cmq un libro che fa pensare. Mia nonna é morta cosí senza ricordarsi del marito, dei 5 figli, di noi Nipoti, una sofferenza x tutti e difficile da accettare.

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