Non chiamarmi Lolita di Irene LeGentil: recensione - Leggendo Romance e non solo



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Non chiamarmi Lolita di Irene LeGentil: recensione

Non chiamarmi Lolita di Irene LeGentil: recensione
Copia digitale fornita dalla Casa Editrice

Eccomi con la seconda recensione della giornata, questa volta si torna al romance e lo faccio con Non chiamarmi Lolita, di Irene LeGentil, pubblicato da Literary Romance.

Si fa un'incursione nel mondo della ginnastica ritmica con Non chiamarmi Lolita. Uno sport romance, è vero, e come tale non potevo farmelo sfuggire, anche perché quello della ginnastica ritmica è un mondo che non avevo ancora esplorato nei romanzi e che invece amo particolarmente come sport.

Ma bando alle chiacchiere inutili, partiamo con la recensione, senza però prima dimenticare di ricordarvi di seguire il nostro review tour dedicato al romanzo di cui troverete le tappe in questi giorni come da calendario nell'immagine in alto al post.

NON CHIAMARMI LOLITA
Irene LeGentil

Non chiamarmi Lolita di Irene LeGentil

Serie: autoconclusivo
Genere: Romance contemporaneo | Sport Romance
Editore: Literary Romance
Prezzo cartaceo: € 13,00
Prezzo ebook: € 1,99
Pagine: 249
Link d’acquisto: Amazon



Alana Portinari ha un unico grande sogno: vincere ai campionati nazionali di ginnastica ritmica. Coltiva questa disciplina fin da bambina sennonché, a causa della prematura morte della madre e per un infortunio che la allontana dal podio delle gare, la sua carriera subisce un arresto. Decisa a rimettersi in gioco, è costretta a lavorare di notte per pagarsi la retta dell'esclusiva palestra in cui si allena e, sotto mentite spoglie diventa la provocante ballerina Lolita di un night club. Qui incontra Derrick, atleta di fama mondiale, con cui inizia una relazione. Ma lui è anche il suo nuovo coach e le cose non vanno come dovrebbero. Mentre il campionato si avvicina, Alana dovrà far chiarezza in se stessa prima di tutto, dovrà imparare ad acquisire fiducia verso il prossimo e capire se sarà all'altezza del proprio obiettivo: vincere la Nazionale con le sue uniche forze, la tenacia e la determinazione.


LA MIA OPINIONE

Gli ostacoli più difficili possono essere superati, la cosa importante è iniziare ad affrontarli.

Protagonisti 

Alana ha dedicato la sua adolescenza alla ginnastica ritmica, ma a vent'anni la carriera femminile in questo sport è ormai agli sgoccioli e lei è determinata a vincere la medaglia d'oro ai Nazionali. Alana ha un carattere tosto, sa cosa vuole e le delusioni, le avversità, i giudizi degli altri non la abbattono, anzi le hanno insegnato la calma, la capacità di reagire senza perdere il controllo di se stessa e del proprio corpo. È una ragazza che ha sofferto, ha perso molto ed è stata delusa e tradita negli affetti, ma ha saputo reagire, è andata avanti rimboccandosi le maniche in ogni modo possibile per arrivare al suo sogno.

Un corpo che "vola", una grazia innata che vanno di pari passo a un carattere forte, ma anche a una fragilità emotiva che non le permette di avere fiducia negli altri, soprattutto negli uomini.

La storia

La trama di Non chiamarmi Lolita è in realtà abbastanza semplice, senza troppi colpi di scena, scorrevole. Alana ha perso il titolo nei Nazionali dell'anno antecedente agli avvenimenti raccontati: la trave, il suo attrezzo l'ha tradita e le ha lasciato il timore di non poter più competere ad alti livelli. Nonostante la paura Alana è determinata a prendersi quel titolo, sente che è l'ultima possibilità per arrivare al sogno per cui tanto ha lavorato e continua a lavorare.

Alana/Lolita, perché scoprirete che c'è un segreto nella sua vita, qualcosa che non  si deve assolutamente sapere per evitare di essere cacciata dalla squadra, ma che le è fondamentale per poter frequentare l'esclusiva palestra milanese dove si allena. 

Alana non è crollata davanti al dolore della perdita della madre, e nemmeno dopo l'infortunio subito. Ora l'unica cosa da fare è lavorare sodo e senza distrazioni. Tutto andrebbe secondo i piani se non fosse per l'arrivo del nuovo e giovane allenatore Derrick.

Attrazione immediata che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più, ma il momento non è quello giusto e le paure hanno allungato gli artigli: equivoci e silenzi in questi casi diventano minacce concrete; cosa farà Alana? Deciderà di seguire la ragione o il cuore? Si sentirà pronta di rischiare tutto per amore?

Stile dell'autrice

Irene LeGentil sceglie di narrare la storia attraverso la sua protagonista, la narratrice esclusiva. Credo che questo sia stato un aspetto che mi ha lasciato con qualche curiosità in sospeso, in particolare avrei voluto conoscere i pensieri e i sentimenti di Derrick, che da come descritto mi è sembrato un personaggio promettente e complesso, al punto da potergli dedicare uno spazio maggiore.

Lo stile scorre veloce, la lettura non perde mai di ritmo e l'ambiente sportivo con i suoi lati positivi e negativi viene ben descritto.

Sensazioni e opinioni

Ho scelto di leggere questo libro principalmente per l'ambientazione, quella del mondo della ginnastica ritmica che amo particolarmente. Alana è una protagonista che mi ha positivamente colpita, ho apprezzato il suo lato combattivo tanto quanto la sua indipendenza e la capacità di saper rispondere alle provocazioni senza perdere il suo equilibrio; allo stesso tempo è stato bello vederne le fragilità e scoprire la sua storia, i tasselli mancanti e le nuove emozioni che la travolgono.

La coppia Alana/Derrick mi ha dato una sensazione positiva, di dolcezza e passione, per questo forse avrei messo in campo lo stesso Derrick come protagonista, in modo da sentirmi maggiormente coinvolta e scoprire le sfaccettature di questo rapporto.
el Barile assieme ai sei personaggi, vivendo con loro momenti di suspense, ansia e coraggio. 

Le mie conclusioni

Non chiamarmi Lolita è una storia che vi farà volare tra esercizi ritmici e batticuore.















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9 Commenti

  1. È vero: il mondo della ritmica è poco considerato negli sport romance, ma è bellissimo
    Bella recensione
    Un bacione

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  2. Adoro le storie di tenacia e di grinta
    Tutte basate su un sogno vero e da realizzare

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  3. Finalmente un sport romance che non parli di football... me lo segno molto volentieri grazie mille :-)

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  4. Ti dico la verità che non avevo mai pensato di leggere uno sport romance, a dire il vero non mi era mai venuto in mente di leggere qualcosa di questo genere letterario per me nuovo. Grazie per avermi introdotto a questa tipologia di testi..
    La tua recensione, come sempre, è molto utile, mi ha fatto capire già dalla descrizione della protagonista, una ragazza caparbia e determinata, che questo romanzo potrebbe fare il caso mio. Sarà forse il mio primo ''sport romance''?

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  5. È un genere che mi piace, me lo segno!!

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  6. Interessante, ci avevo già fatto un pensierino.

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  7. un romanzo che mi piacerebbe leggere, che interessante e appassionante la trama

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  8. Quando ero piccola ho fatto ginnastica ritmica. Quanto mi piaceva. Curiosa di leggere questo libro.

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  9. Partire dal mondo della ginnastica ritmica per raccontare la storia di una ragazza che con tenacia persegue il suo sogno personale nascondendo un segreto sembra un ottimo punto di partenza per una trama avvincente e coinvolgente.
    Maria Domenica

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