Recensione CARVE THE MARK. I PREDESTINATI di Veronica Roth

mercoledì 2 agosto 2017

Carve the mark recensione
Buon 2 agosto, cosa fate di bello? Io ho ancora un paio di giorni di lavoro e poi finalmente vacanza. Ho già preparato i post del blog che vi accompagneranno in queste tre settimane, perché io invece ho intenzione di rilassarmi e dedicarmi un po’ di più a me staccando dal blog tranne che per condivisioni e commenti: ferie!

Oggi voglio parlarvi di una lettura arretrata, un romanzo che avrei voluto leggere alla sua uscita in gennaio ma che come molti altri ha dovuto attendere il momento giusto, Carve The Mark. I predestinati di Veronica Roth edito Mondadori Chrysalide. Questa è l’autrice della saga Divergent, che purtroppo non mi è piaciuta e ho abbandonato al secondo volume, la trovavo troppo lenta e lo stile della Roth non mi aveva convinta, ma tutti esaltavano la Roth quindi ho voluto darle una nuova opportunità. Questa volta è andata bene, il romanzo mi è piaciuto, la storia è originale e i personaggi hanno dei caratteri forti che mi hanno conquistata. Ora spero bene per il seguito, sapendo l’epilogo della serie precedente ho un po’ di timore, ma vedremo.

Carve the mark cover
Titolo: Carve The Mark. I predestinati
Serie: Carve the Mark #1/2
Autore: Veronica Roth
Editore: Mondadori collana Chrysalide
Generi: Distopico YA
Pagine: 417
Ibs cartaceo | Ibs digitale
Sinossi
In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un “donocorrente”, ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui. Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi.
Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l’unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l’ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro.


RECENSIONE
Il muro che divide il bene dal male è spesso fragile e costruito con mattoni fatti di pregiudizi, sentito dire, giudizi affrettati e mancanza di conoscenza. Il romanzo di Veronica Roth mostra che scavalcare quel muro può mostrare qualcosa di inaspettato e permettere di distruggerlo.
Tu vuoi vedere le persone agli estremi. Buono o cattivo, affidabile o no. Lo capisco. Così è tutti più facile. Ma non è così che funziona la gente.
Shotet e Thuve, due nazioni divise che abitano lo stesso pianeta nella galassia, due popolazioni agli opposti, la prima fatta di soldati che non si fanno scrupoli a uccidere e torturare come da istruzioni del loro sovrano Ryzek per avere il dominio assoluto; la seconda pacifica, in cui la famiglia è al primo posto e la violenza qualcosa di inconcepibile.
Cyra e Akos vengono dai fronti opposti e sembra impossibile che possano un giorno incontrarsi e andare oltre alle apparenze, ma dopo che Akos viene catturato e portato nella dimora del brutale Ryzek i due ragazzi hanno questa possibilità e ciò che ne consegue è tutto fuorché prevedibile.
Non ho scelto il sangue che mi scorre nelle vene, proprio come tu non hai scelto il tuo fato.Tu e io siamo siamo diventati ciò che dovevamo diventare.
Cyra, figlia dei regnanti di Shotet è nata e cresciuta nella violenza e lei stessa è un’arma capace di portare la morte. Il suo “donocorrente”, il potere che tutti sviluppano dopo una certa età è potente e pericoloso, attraverso il suo tocco può infliggere un dolore mortale, ma allo stesso modo quel dolore è il suo compagno di vita. Cyra è una ragazza forte, che parla più lingue e ha avuto il tempo di sviluppare la sua arte nel combattimento. Non crede di meritarsi altro che dolore, è diversa dal fratello incapace di provare pietà per chi è la sua vittima, lei ha una coscienza e soffre ogni volta che il suo dono porta morte e agonia, ma non si sente abbastanza forte e per ribellarsi. Oltre al donocorrente ognuno ha un destino stabilito, ma alcuni, pochi per la verità hanno un fato, un pesante fardello da portare perché un fato è un destino immutabile, può variare il modo in cui si realizzerà, ma non il suo esito e questi individui sono i predestinati. Cyra è una di loro.

Akos e i suoi due fratelli sono predestinati, ognuno di loro ha un fato diverso e quello di Akos non sembra dei migliori. Akos viene catturato da Ryzek e costretto a servirli, ma grazie al suo “donocorrente” è destinato a stare a stretto contatto con Cyra e questo gli fa conoscere aspetti di lei e di quel popolo tanto odiato diversi da ciò che gli era stato insegnato. Akos, il più piccolo della famiglia, nella tragedia ha saputo crescere, determinato, forte, sicuro, capace di tenere testa anche a Ryzek, sopportare torture e dolore e tutto per poter riunire la famiglia che tanto ama. Vivere tra gli Shotet ne trasforma alcuni lati del carattere, lo fanno diventare più spigoloso, più temibile, ma nel profondo Akos rimane quel ragazzo che arrossisce se si trova al centro dell’attenzione, rispettoso della vita umana tanto da piangere per i sensi di colpa se costretto a difendere sé stesso per sopravvivere.

Non è solo Akos a comprendere alcuni aspetti del popolo Shotet, grazie a lui anche il lato più umano di Cyra verrà in superficie e dovrà scegliere se continuare a essere un’arma nelle mani del crudele fratello o fare la cosa giusta tentando di mettere fine alla tirannia sul suo popolo.

Due ragazzi costretti ad affrontare sé stessi, ciò che sono e ciò che sono destinati cercando di andare oltre alle apparenze e a un mondo che sembra averli ormai relegati a pedine in un disegno più ampio. Crescere, vivere, amare mentre attorno a loro complotti e morte sono sempre più vicini. Riusciranno a salvare chi amano e sé stessi, riusciranno ad accettare ogni parte di ciò che sono?

La Roth ha saputo descrivere due personaggi forti e fragili allo stesso tempo, descrivendone gli aspetti più sottili, le sensazioni, le sofferenze emotive alle quali hanno dovuto sottostare. Non solo i protagonisti ma tutti i personaggi che si incontrano il questo romanzo sono descritti molto bene, in ogni sfumatura e ognuno di loro gioca un ruolo fondamentale negli avvenimenti, proprio seguendo il disegno dell’autrice nella realizzazione dei loro preannunciati destini. Quello che mi ha colpito è proprio il fatto che, nonostante in fondo si sappia già quale sarà l’epilogo per ognuno di loro la Roth riesce a creare attorno una storia ricca di sfaccettature, diverse possibilità, avvenimenti che fanno sperare di cambiare le sorti di ognuno, alla fine non si è mai certi di cosa stia per accadere.

Ho percepito una crescita nello stile dell’autrice, molto più scorrevole, con un ritmo costante e momenti di azione ben descritti. Anche i personaggi sono approfonditi e la Roth riesce a centrare l’obiettivo di trasmetterne i turbamenti e i sentimenti. Si parla di amicizia, amore, uguaglianza e pregiudizi da superare. Il mondo distopico creato è diverso dai soliti, da un lato la galassia, le navicelle spaziali e tutto ciò che di moderno ci si potrebbe aspettare, dall’altro magia, natura e superstizioni, il tutto messo insieme in modo da risultare ben amalgamato e credibile.

Un distopico originale, che sa coinvolgere il lettore, a cui ci si riesce ad appassionare. Non mi resta che attendere il seguito perché il desiderio di scoprire il fato di Cyra e Akos è molto forte.

Alla prossima, Deborah



Autrice
Veronica RothVeronica Roth si è laureata in scrittura creativa presso la Northwestern University. Ha esordito con Divergent (De Agostini 2012), primo volume della trilogia composta da Insurgent (De Agostini 2013) e Allegiant (De Agostini 2014), da cui è stata tratta anche l'omonima serie di film.
Nel 2017 è uscito il primo capitolo di una nuova serie, Carve the Mark, intitolato in italiano I predestinati e pubblicato da Mondadori.


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