9 GIORNI di Gilly Macmillan - Recensione

lunedì 12 ottobre 2015

Buongiorno, con parecchie difficoltà e qualche escamotage sto tentando di postare qualche recensione e segnalazione. Come avrete notato in quest’ultimo periodo sono stata latitante e il blog non è stato aggiornato; purtroppo mi stanno attivando una nuova linea adsl e sono bloccata almeno fino a mercoledì. Non vi dirò il giro contorto che ho dovuto fare per preparare le recensioni che pubblicherò in questi giorni, ma spero di poter utilizzare al più presto il pc. 

Detto questo partiamo subito con la prima recensione di oggi, si tratta di un thriller appena uscito per la casa editrice Newton Compton che ho avuto la possibilità di leggere proprio grazie alla stessa Casa Editrice grazie alla loro iniziativa Club dei Lettori.
Vi avviso che si tratta di un thriller psicologico che mi ha incollato alle pagine, e io di solito non amo il genere (o forse è meglio dire che non lo amavo, perché in questi giorni la parte gialla dei romanzi è stata una piacevole scoperta).

9 GIORNI
Titolo: 9 Giorni
Autore: Gilly Macmillan
Autoconclusivo
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller psicologico
Prezzo: 12,00 cartaceo / 2,99 ebook
Pagine: 411
Sinossi
Rachel Jenner è sconvolta e in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso, e lei non sa come affrontare questa tragedia. Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che seguono lo sviluppo del caso e le stanno con il fiato sul collo. È vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito e ora tutto il Paese pensa che lei sia una madre sprovveduta e vada condannata. Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio? Stretta fra il dramma di aver perso il figlio, le sempre più serrate indagini della polizia e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un’altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sé e dei suoi cari si rivela una gigantesca bugia. E non c’è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l’opinione pubblica ha già deciso. E tu, da che parte starai?

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      LA MIA OPINIONE
«Provavo ancora risentimento verso il mio corpo, verso il suo bisogno di sonno, cibo, acqua. Di espletare le sue funzioni. L’esistenza avrebbe dovuto interrompersi fino a che non avessimo trovato Ben.Gli orologi si sarebbero dovuti bloccare, i polmoni non   avrebbero più dovuto scambiare ossigeno con anidride carbonica, i nostri cuori non avrebbero dovuto battere. Quando Ben fosse tornato, tutto si sarebbe rimesso in moto. Non prima.»
I fatti di cronaca che ogni giorno sentiamo al telegiornale si tingono sempre più spesso di tragedia e orrore, e quasi sempre le vittime sono le persone più deboli e i carnefici persone vicine e insospettabili. Le nostre reazioni sono di sdegno e rifiuto ma, diciamolo con franchezza, il nostro subconscio ci spinge ad allontanarcene, a pensare che a noi non potrebbero mai capitare certe cose. Questo libro racconta uno di quei terribili crimini e ci porta ad entrarne parte attraverso due diversi punti di vista e come lo hanno affrontato. 

L’atto ignobile che viene raccontato al lettore è il rapimento di un bambino, Ben, improvvisamente scomparso quando si trovava assieme alla madre per una passeggiata.
Attraverso il racconto e le emozioni della madre,  Rachel e dell’ispettore incaricato delle indagini, Jim, ci si trova a vivere in maniera intensa tutte le fasi che un avvenimento di questo tipo portano con sé.

Quanto possono fare del male i media e la gente che ne viene influenzata? Siamo talmente abituati a cercare il marcio in ogni cosa che spesso non ci rendiamo conto di quanto dolore possiamo provocare agli altri. Rachel lo scopre a sue spese quando, dopo il primo momento di commozione e sostegno l’ombra

del sospetto ricade su di lei, su una madre che sembra nascondere qualcosa dietro il suo atteggiamento, una madre irresponsabile che non ha tenuto d’occhio il suo bambino, una madre che forse è lei stessa responsabile della sua scomparsa o peggio.

Rachel è una donna disperata e provata, ma non abbandona la speranza e la sua caparbietà si rivelerà decisiva. 

Jim è l’ispettore incaricato nelle ricerche di Ben per scoprire il rapitore. Questo caso diventa il perno centrale della sua vita, quei nove giorni ne sconvolgono la vita al punto da toccarne gli affetti e portarlo a un tracollo emotivo che è costretto ad affrontare. Intelligente, un ottimo detective, determinato e sicuro, Jim si getta anima e corpo sul caso, tentando inutilmente di farsi coinvolgere emotivamente per mantenere lucidità, ma il rapimento di Ben smuove in lui ricordi e avvenimenti del passato che lo turbano e ne condizionano le azioni, portandolo a sospettare le persone sbagliate e lasciandolo con il terribile senso di colpa per non essere riuscito a fare il suo lavoro e aiutare il bambino. 

Cosa sarà accaduto al piccolo Ben? Chi ha potuto portarlo via dall’amore dei suoi genitori e perché? È ormai troppo tardi per salvarlo? 

Questo thriller non si concentra sull’epilogo, quanto piuttosto sull’impatto emotivo e le conseguenze psicologiche che un avvenimento di questa portata comportano in chi ne sia in qualche modo coinvolto. In tutti qualcosa cambia inesorabilmente, un segno indelebile li marchia e allora ci sono solo due possibilità: reagire, lottare per riprendersi quella vita e quelle sicurezze chi ci sono state strappate, o rimanerne travolti. 

Due punti di vista, due reazioni, due dolori diversi, personaggi profondamente delineati, un finale inaspettato, commozione e suspense, attesa spasmodica e dramma rendono questo romanzo capace di toccare le corde più sensibili del lettore, portandolo ad attraversare fatti e sentimenti che non lasciano indifferenti e sono tremendamente reali. 

   La mia valutazione:      

2 commenti:

  1. Cara Deb la tua recensione è bellissima! Ho voglia di leggere "9 giorni" anche se la presenza di un bambino un po' mi trattiene, da quando stavo diventando mamma le storie con i bambini mi fanno stare particolarmente male
    Un bacio grande

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    1. grazie!!! In effetti per chi è genitore è un po' angosciante, lo ammetto. Baci

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