LA TENTAZIONE DEL ROSA di Cristina Preti

martedì 23 giugno 2015



Diversamente dal solito oggi c'è un nuovo appuntamento con la rubrica. Venerdì scorso infatti non ho potuto pubblicare, quindi oggi si recupera.

L'ospite in questo caso è un'autrice italiana che ci parlerà di lei e del suo avvicinamento al genere rosa, o forse sarebbe meglio dire al genere "letteratura femminile". Ma è meglio lasciar parlare direttamente Cristina Preti con il suo articolo.
Buona lettura!
libri


A dire il vero non sono mai stata apertamente romantica, e non sono mai stata apertamente amante del genere rosa. Nel senso che lo sono, forse, ma sotto sotto, un po’ di nascosto. Di nascosto da chi? Dalla mia natura (apparentemente) prevalente di persona razionale e logica, intellettualmente impegnata, seria se non addirittura seriosa, amante del complicato piuttosto che del semplice, del macchinoso piuttosto che del lineare, del profondo piuttosto che del leggero.


Non che il romanzo rosa sia di per sé soltanto semplice, lineare e leggero, ma insomma le storieinnamorati rosa seguono uno schema ben preciso; le varianti sono soltanto due; la coppia di protagonisti all’inizio non si ama, ma in seguito a una serie di avventure e intrighi scopre di amarsi; oppure, i due vivono una storia d’amore appassionata ma contrastata, e dopo molte difficoltà riescono a coronare il loro sogno d’amore. Come dire? Un po’ troppo prevedibile.
Ma le storie sentimentali mi hanno sempre appassionata, del resto credo questo sia inevitabile per opera lirica una amante dell’opera lirica, genere musicale che trabocca di amore e di passione. E io l’opera lirica l’ho amata fin da bambina. Insomma, posso dire che la mia frequentazione del rosa è stata forse discontinua e talvolta marginale rispetto alle mie altre letture, ma non la rinnego né la sottovaluto, niente affatto!

le ali della farfalla (FILEminimizer)Il primo approccio con il genere è stato con un romanzo della collana “I rosa Mondadori” pubblicato nel 1980, (avevo tredici anni), titolo “Le ali della farfalla”, autrice Ena Pompei. Ce l’ho ancora, lo ricordo perfettamente perché l’ho letto più e più volte (come ero solita fare da ragazzina). Capisaldi della mia giovinezza sono stati due romanzi non proprio classificabili come rosa, ma di genere indubbiamente romantico e femminile: “Via col vento”, che so a memoria, e “Uccelli di rovo” amatissimo e letto non so quante volte. Non ho mai letto Liala, anche se nella mia libreria c’è una vecchia edizione di un suo romanzo, “La sublime arte di amare”. Più recentemente, invece, mi sono lasciata tentare da Maria Venturi (Il cielo non cade mai) e da Sveva Casati Modignani, di cui ho letto diversi titoli e francamente apprezzato “Caterina a modo suo”.

jane austenC’è poi la questione Jane Austen; ho visto che non di rado i suoi romanzi sono pubblicati nelle collane di “rosa”. Complice il Club di Jane Austen, fondato da alcune amiche e di cui ho fatto parte attiva, ho letto tutti i romanzi della Austen, uno più bello dell’altro… e sono lettrice tutto sommato assidua del genere chick-lit (letteratura per ragazze), considerato la più moderna evoluzione del rosa: ho letto tutti o quasi i romanzi di Stefania Bertola (che mi piace tantissimo), alcuni di Federica Bosco, e poi le immancabili Sophie Kinsella (I love shopping) e Helen Fielding (Il diario di Bridget Jones)…


Iniziando la mia avventura di scrittrice non mi sono posta problemi di “genere”, ma di titolo inpomeriggio alle antiche terme titolo l’idea del rosa, o meglio, del sentimentale si è fatta sempre più strada… ed ecco che ho da poco pubblicato “Pomeriggio alle antiche terme”, una raccolta di racconti (tre) che l’editore ha classificato come “Racconti al femminile”. Non sono propriamente racconti rosa, dato che in nessuno dei tre si può parlare di lieto fine, che invece nel genere rosa in senso stretto è di solito elemento immancabile. Ma l’ottica è femminile e le tematiche sono quelle delle relazioni e dei sentimenti, in una cornice forse anche un po’ languida … insomma per adesso dal romanticismo mi sono soltanto lasciata tentare, chissà che non decida, prima o poi, di capitolare definitivamente e di scrivere qualcosa di dichiaratamente rosa!                     
Cristina
CRISTINA PRETI (FILEminimizer)
Cristina Preti è nata a Vinci, vive a Empoli, lavora a Firenze. Ha una laurea in scienze politiche, un master post laurea in politiche per la sicurezza urbana, un lavoro da funzionario regionale e due grandi passioni: il canto e la scrittura. 
Ha esordito con il romanzo “La donna che morì bevendo caffè” (Eclissi 2011)  - seguito da “Ma per fortuna è una notte di luna” – trilogia pucciniana con delitto” (Eclissi 2012), un giallo ambientato nel mondo del teatro d’opera. 
Nel febbraio 2015, sempre per Eclissi, è uscito “Breva di morte”, ancora un giallo, scritto a quattro mani con Emiliano Bezzon. 
Nell’aprile 2015 ha pubblicato, per 0111 Edizioni, “Pomeriggio alle antiche terme”, raccolta di racconti “al femminile”
 
  
E voi cosa ne pensate dei romanzi rosa?
Ringrazio Cristina per l'articolo e la partecipazione alla rubrica e vi ricordo il prossimo appuntamento per venerdì.

5 commenti:

  1. Leggo i romanzi rosa e mi piacciono, ma è più una scoperta di questi ultimi anni... Prima leggevo soprattutto noir o narrativa contemporanea, che non ho accantonato ma integrato con romanzi che parlano d'amore :) come Cristina, anch'io non sono mai stata apertamente romantica! Ma oggi... Un bacione

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    1. io ho fatto il contrario...divoro da sempre romanzi rosa e adesso sto scoprendo noir, autobiografie, narrativa... ;)

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  2. Domanda difficile, ho iniziato con i libri Harmony da ragazzina, quando credi ancora nel principe azzurro e l'amore trionfa sempre, poi sono passata all'avventura e sognavo pirati, cercatori d'oro e via via altro. Ora i rosa troppo sdolcinato mi fanno venire l'orticaria, cerco la via di mezzo col giusto equilibrio.



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  3. Domanda difficile, ho iniziato con i libri Harmony da ragazzina, quando credi ancora nel principe azzurro e l'amore trionfa sempre, poi sono passata all'avventura e sognavo pirati, cercatori d'oro e via via altro. Ora i rosa troppo sdolcinato mi fanno venire l'orticaria, cerco la via di mezzo col giusto equilibrio.



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    1. Sottoscrivo l'affermazione di Patti Bra, anche io cerco la via di mezzo. Inutile negarlo, la storia d'amore mi appassiona, se nei romanzi che leggo l'intreccio prevede un risvolto sentimentale lo preferisco. Certo non è come quando ero una ragazzina, quando l'amore mi sembrava la magnifica soluzione a tutti i problemi e il Principe Azzurro il suo fantastico interprete... adesso so bene che la realtà è proprio diversa, e che i libri rosa "tout court" non sono credibili fino in fondo. Quindi, si alla "via di mezzo", col giusto equilibrio...

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