Recensione DA DOMANI MI ALZO PRESTO di Simona Toma - Blogtour…lasciarsi a 40 anni

giovedì 8 giugno 2017

BANNER Da domani mi alzo presto
Oggi ho il piacere di ospitare una nuova tappa del blogtuor per il romanzo Da domani mi alzo presto scritto da Simona Toma ed edito Sperling & Kupfer. Un romanzo che mi è piaciuto davvero tanto, che invita ai nuovi inizi e con il mix giusto di ironia, realismo, commozione, oltre alla presenza di una bambina fantastica!

La protagonista, Michela, è stata lasciata dal fidanzato e questo ha innestato una serie di eventi e conseguenze su di lei, quindi nella mia tappa vi parlerò di questo tema, lasciarsi a 40 anni. Prima però vi lascio la mia recensione.

da domani mi alzo presto
Titolo: Da domani mi alzo presto
Autore: Simona Toma
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Narrativa contemporanea rosa
Pagine: 252
Ibs cartaceo | Amazon mobi | Kobo epubSinossi
«Milano era per me quell'attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all'improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.»

Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L'ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l'abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l'altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l'inarrestabile cugina Giulia - l'unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l'ex marito - e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell'uomo schivo e dai modi un po' formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.





RECENSIONE
La perdita del lavoro o dell’amore causano sempre una sofferenza e, se in età molto giovane avere tutta una vita davanti da costruire fa superare il tutto con una certa dose di leggerezza, verso i 40 anni questi avvenimenti destabilizzano, fanno mettere in discussione tutte le scelte fatte sino a quel momento, le relazioni costruite, la propria autostima. È dura avere la forza per rialzarsi e riprendere in mano la propria esistenza, ma se arriva un aiuto inaspettato tutto potrebbe tornare a scorrere.

È questa la storia di Michela, licenziata e lasciata dal fidanzato storico in un giorno e costretta a lasciare la caotica quanto vitale Milano per ritornare a vivere a casa dei genitori, nella abitudinaria e a volte noiosa Piccola Città del Sud da cui era fuggita appena possibile. Una tragedia per chi come lei è una persona attiva, a cui piace stare in mezzo alla gente, che ama la propria privacy e ama sentirsi indispensabile. La depressione trova terreno fertile, Michela sente addosso il fallimento, l’incertezza del futuro e si auto-isola, in compagnia delle sigarette e del suo fidato amico Lexotan. Michela è un personaggio in cui ci si può riconoscere, una donna normale, piena di difetti, con le sue insicurezze e ironica. Il suo desiderio di essere lasciata in pace ad abbruttirsi si scontra con l’affetto di chi le sta intorno, in particolare i genitori e la piccola Aurora.

Ho apprezzato moltissimo come l’autrice ha deciso di impostare la figura genitoriale, ben lontana dallo stereotipo delle chiocce pronte a proteggere i propri figli evitando loro qualsiasi sofferenza. I genitori di Michela la sostengono nel modo più sano, accogliendola nel momento più difficile, ma allo stesso tempo spronandola anche con metodi bruschi a ritrovare la propria indipendenza.

Il personaggio che mi è entrato realmente nel cuore è però Aurora, la bambina di 10 anni che con la sua curiosità, maturità e vitalità diventa una sorta di piccolo angelo custode per Michela. Quella bambina, con il suo quaderno dei ricordi e l’unione con il padre intenerisce, mette allegria e commuove. È lei la vera artefice della guarigione di Michela, il suo scopo è esserle amica, aiutarla, ma forse non solo questo…quando si dice che i bambini conoscono cose che noi adulti ormai non vediamo più!

La storia scritta dalla Toma è scandita da attimi in cui prevalgono il sorriso e la risata, dialoghi frizzanti e ironici, momenti più commoventi e situazioni che invitano alla riflessione. Lo stile narrativo è talmente scorrevole da aver letto il romanzo in un paio d’ore senza nemmeno rendermene conto, scivola come una carezza lasciando addosso la sensazione che le possibilità ci sono sempre, a ogni età e dopo ogni situazione, perché è dalle crisi che si esce più consapevoli e si ritrova la propria direzione.

LASCIARSI A 40 ANNI. E #DaDomani che succede?

Come ho annunciato nella mia tappa si parla di lasciarsi a 40 anni, proprio come accade alla protagonista del romanzo che ormai è vicina ai fatidici…

Anche in mancanza di avvenimenti traumatici i 40 sono considerati un traguardo, l’età in cui si è vissuta almeno metà della propria vita e in cui per convenzione dovrebbe essere stata raggiunta una certa stabilità, sia lavorativa che emotiva. Un po’ per tutti sono gli anni del bilancio e, spesso delle crisi esistenziali; ma se a tutto si aggiungesse la fine di una relazione che per noi era importante? Che si tratti di una decisione presa di comune accordo o subita il rischio di sentirsi addosso il fallimento è forte: ci si sente perduti, fermi in una situazione di stallo incapaci di avere la necessaria fiducia in sé stessi per uscirne. Il timore di non avere più tempo per trovare di nuovo qualcuno, di rimanere soli aumenta i sensi di colpa e la disistima di sé.

In questa situazione è difficile pensare che se tutto è accaduto è forse perché non eravamo più soddisfatte della situazione e trasformare ciò che è accaduto in una possibilità per cambiare la propria vita, ma c’è sempre un domani a cui pensare e... #DaDomani che succede?

#DaDomani… mi amo un po’ di più, mi guardo allo specchio e vedo la persona splendida e unica che sono, pronta a ripartire.

#DaDomani… mi allontano dalle cose che mi fanno pensare alla storia conclusa: foto, regali, oggetti. Ci sarà sempre tempo per i ricordi, quando saremo più forti.

#DaDomani… mi regalo del tempo per uscire a divertirmi, per frequentare quel corso che ho sempre rimandato, per regalarmi un viaggio o semplicemente per ascoltare un po’ di musica o leggere un libro. Fare ciò che si ama fa bene all’anima e ci riconnette con chi siamo realmente.

#DaDomani… mi circondo di affetto, che siano amici, famigliari o un amico a quattro zampe l’amore non se ne è andato per sempre, ha solo bisogno di prendersi una pausa e mostrarsi momentaneamente sotto altre forme.

#DaDomani… mi rimetto in pista e mi concedo di innamorarmi di nuovo.

E voi in questa situazione #DaDomani che fareste?

CALENDARIO BLOGTOUR
Il mio momento è terminato, vi ricordo che troverete una bella intervista all’autrice sul blog Le Recensioni della Libraia il prossimo 12 giugno, e qui vi lascio il calendario completo delle tappe. Seguiteci!

Da domani mi alzo presto blogtour

Alla prossima,
Deborah

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