INSEGNAMI A VEDERE L’ALBA di Josh Sundquist | Recensione

mercoledì 10 maggio 2017

Insegnami a vedere l'alba recensione
Dopo avervene parlato in occasione del blogtour approfondendo il protagonista (QUI), oggi è giunto il momento di raccontarvi la mia lettura di questo young adult bellissimo, commovente, divertente e delicato, uno dei più belli che ho letto sino ad ora nel 2017. 

Il protagonista mi è entrato nel cuore e sarà difficile che ne possa uscire presto, le sensazioni forti che mi ha lasciato, la sua positività nonostante le difficoltà che deve affrontare, le speranze, l’amore, le disillusioni, tutto me lo ha fatto sentire vicino.


Insegnami a vedere l'albaTitolo: Insegnami a vedere l’alba
Autore: Josh Sundquist
Genere: Young Adult
Editore: Giunti
Pagine: 221
Sinossi2[2]

Will, pur essendo cieco dalla nascita, decide di frequentare un liceo pubblico, vincendo i timori della madre iperprotettiva. Inizia così un’esilarante tragicommedia: in mensa si siede sulle gambe di un compagno, una ragazza ha una crisi di nervi convinta che lui la stia fissando…

Per riparare, Will si offrirà di aiutarla a scrivere un articolo su una mostra di Van Gogh: impresa difficilissima, perché a Will mancano totalmente il concetto di prospettiva, di colore, e Cecil deve spiegargli ciò che vede evitando qualsiasi metafora visiva. Quando a Will viene offerta la possibilità di affrontare un’operazione sperimentale che potrebbe ridargli la vista il padre, medico, cerca di dissuaderlo perché i casi di successo sono rarissimi e le ricadute psicologiche spesso pesantissime. Ma Will decide di rischiare e le conseguenze, seppur inaspettate e difficili da superare, gli rivoluzioneranno meravigliosamente la vita.





RECENSIONE
Il cuore non ha bisogno di occhi per vedere e Will ha un cuore immenso e una forza d’animo straordinaria.
Ho cambiato scuola perché voglio dimostrare che sono in grado di vivere in maniera autonoma nel mondo dei vedenti. Bando agli atteggiamenti pietistici. No al dover dipendere da qualcun altro.
Will è cieco dalla nascita, ma questo non gli impedisce di godere appieno di tutto ciò che ha e di desiderare ancora di più. Will vuole essere indipendente, sa di esserne in grado, non ci vede ma per lui non esistono limiti, la frase “non posso” non è nel suo vocabolario, se qualcosa si desidera tutto è fattibile. Il suo desiderio più grande è diventare giornalista e per farlo deve riuscire a vivere nel mondo dei vedenti, per questo lascia la scuola per ciechi per una scuola pubblica. Ovviamente qualche difficoltà c’è, ma lui è il primo a sdrammatizzare attraverso la sua forte ironia.
La mamma è sempre stata così. Iperprotettiva. Non tanto nei miei confronti quanto nei propri.
I genitori, la madre soprattutto è sempre stata molto apprensiva, vorrebbe poter sapere il figlio al sicuro e per questo l’ha sempre tenuto al sicuro, protetto facendogli frequentare solo non vedenti come lui. Will però ha uno spirito combattivo, intraprendente e indipendente e non si fa fermare.
Un’alba è più grande di un quadro, tanto per cominciare. È infinita, in un certo senso. Si espande in tutto il cielo e subito dietro ci sono l’intera galassia e il resto dell’universo.
Per Will non si tratta solo di essere cieco, lui è cieco dalla nascita e questo significa che non sa cosa sono i colori, non ha percezione di come siano fatti gli oggetti e probabilmente è anche per questo che non ha mai veramente espresso il desiderio di poterci vedere, il suo mondo è fatto di buio, ma non per questo meno bello. Will non ci vede, ma il suo cuore riesce a percepire come sono fatte le persone, la loro anima e questo è molto più importante del loro aspetto.

Nuovi amici, forse un amore e poi improvvisamente arriva la possibilità di recuperare la vista; la decisione è difficile, molte cose potrebbero andare storte e da quel momento inizia un percorso diverso da quello che Will si era immaginato. La sua vita cambia improvvisamente, le sue speranze cambiano, crescono per poi essere bruscamente interrotte.

Will sarà in grado di superare la delusione enorme, recuperare gli affetti e l’amore?

Questo romanzo è bellissimo, perché l’autore ha saputo trasmettere la complessità di emozioni del protagonista. Sundquist sa parlare delle insicurezze profonde che derivano dagli sguardi e dalle prese in giro degli altri per colpa delle proprie diversità, e lo fa anche attraverso il gruppo di amici del protagonista. È bellissimo vedere questo gruppo di amici restare unito, spalleggiarsi, essere complici e aiutare Will nel suo percorso. Questo romanzo ha una profondità che colpisce nella sua semplicità, è positivo, pieno di speranza a prescindere dalla situazione fisica di Will, perché il centro di tutto sono gli affetti reali, la capacità di accettarsi per ciò che si è, di saper andare oltre le apparenze sino al cuore delle persone.

Un romanzo che è insieme insegnamento e speranza, che sa commuovere e far sorridere e che fa riflettere su quali siano le cose realmente importanti della vita. Bellissimo!

Alla prossima lettura, 
Deborah4[3]

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