IL MIO PRIMO GIORNO di Giacobbe Scurto | Recensione

lunedì 27 marzo 2017

Il salotto di Patty_Il mio primo giornoQuesta sera Patty ci parla di una storia speciale, la storia di un padre e di un figlio che sta nascendo che lei definisce commovente.

Il mio primo giorno cover

Titolo: Il mio primo giorno
Autore: Giacobbe Scurto
Genere: Narrativa – storia vera
Editore: Self publishing
Sinossi
*Tratto da una storia vera* Un uomo e una donna, e poi lui - Nathan. Un padre e una madre in un viaggio che porta con sé tutte le contraddizioni e i paradossi della vita, quella vera. Il protagonista e sua moglie, Emily, stanno per avere un bambino, ma non sempre quei nove mesi sono come te li aspetti. Le circostanze mettono in subbuglio la mente e il cuore dei due genitori, e il protagonista lo racconta dando voce ai suoi pensieri e alle sue emozioni. Quelle di un padre che affronta a nuoto un oceano con onde troppo grandi. Quelle di chi comprende che è solo nuotando, affondando e riemergendo che ti rendi conto che alla fine solo tre cose rimangono: fede, speranza e amore.





RECENSIONE
Quello che colpisce subito è che si basa su una storia vera, l’altra che a raccontarla è un uomo, quindi viviamo la gioia di un futuro padre.
“Amore ma quindi … sei incinta davvero?” Perché noi uomini sappiamo essere così banali in queste circostanze? Scontati e banali. Abbiamo bisogno che qualcuno confermi, che qualcuno sostenga quello che ci sembra intuito. Sarò papà.
Giacobbe ci fa entrare nel suo intimo, nella sua vita privata, in quello che ha provato stando accanto a sua moglie a vivere l’emozione più grande, la magia della natura, l’arrivo di un bambino, il loro Nathan. Un nome già deciso e concordato da qualche tempo, una convinzione che sarebbe stato maschio. Una coppia sposata, molto credente che tiene alla famiglia, al suo essere unito e per loro l’arrivo di un bambino era il concretizzarsi di un sogno. Ma cosa succede se le cose non vanno proprio come devono? Un esame, un maledetto esame che sostituisce la gioia con l’incredulità.
Il ring è il tuo spazio e, almeno per un po’, ti ci devi abituare. Devi imparare a combattere. Imparare a darle, e a prenderle. Perché alla fine, vince chi rimane in piedi. Nella vita il segreto è saper incassare. Perché prima o poi la vita sferrerà il suo gancio. Da togliere il respiro. E lì, imparerai, ad incassare. Senza respiro. Chiuderai gli occhi.
E’ sempre Giacobbe che parla, eppure nel modo in cui scrive, ti sembra che parli anche la moglie, come se fossero davvero fusi in un’unica persona, mostrandoci la loro forza, la fede che li ha portati a combattere, non solo per loro, ma per quell’esserino non ancora nato, il loro Nathan. Un percorso difficile, nel quale hanno preso decisioni che andavano contro il parere di esperti, la speranza non li ha mai abbandonati, sicuri che sarebbe andato tutto bene, doveva essere così.
Una storia toccante, sfido chiunque a non riuscire a immedesimarsi, a non sentire la responsabilità di una decisione che potrebbe essere sbagliata ed essere sempre coscienti che la medicina può non avere sempre ragione e che il miracolo può essere dietro l’angolo, dietro l’ennesimo problema, basta credere, pregare e rimanere uniti.
Giacobbe ha voluto condividere con noi la sua storia d’amore e di fede, scrivendo in modo introspettivo e aprendoci gli occhi su emozioni forti, contrastanti, alla quale ognuno può decidere come rapportarsi, ma alla fine al miracolo ci credi anche tu e lo aneli, tanto che pensi che la tua forza possa cambiare il corso della storia, come se stesse avvenendo in quel momento.
Commovente, vero, emotivo … non voglio chiudere questa recensione in modo banale, così come si sente l’autore quando scopre che diventerà padre, mi sento solo di dire, grazie Giacobbe.

Patty.

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