Bentornata, Marta! | Le due metà del mondo | Release Party

giovedì 9 febbraio 2017

Bentornata Marta
Oggi è giornata di festeggiamenti sul blog e questa volta si parla di un ritorno: Marta Morotti e la nuova edizione del commovente e fantastico libro “Le due metà del mondo”, edito HarperCollins.

Devo ringraziare Regin del blog ReginLaRadiosa per avermi coinvolto in questo evento e avermi dato occasione di leggere uno di quei libri che ti strappano l’anima e ti rimangono dentro per sempre.

In questa giornata sui blog che troverete in calce a questo post potrete leggere un’intervista a tappe all’autrice. Su ogni blog troverete la risposta a un argomento inerente al romanzo e all’autrice, inoltre un piccolo approfondimento, senza dimenticare la nostra opinione sulla storia. Dopo la recensione trovate l’approfondimento sull’ambientazione del romanzo…buona lettura!
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Titolo: Le due metà del mondo
Autore: Marta Morotti
Editore: HarperCollins
Genere: Narrativa
Pagine: 167
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Maria ha diciannove anni, vive a Torino e ha appena finito gli esami di maturità. Vorrebbe fare la psicologa ma è destinata invece, alla fine dell'estate, ad entrare in fabbrica, come suo padre. Maria si è costruita un mondo tutto suo, curato in ogni minimo particolare, un mondo che le garantisce un'apparente sicurezza, che di fatto non possiede. Una parte della sua vita è come chiusa in una scatola e ciò che le serve veramente è una chiave che le permetta di aprire quella scatola e di far uscire ciò che la sua mente e il suo cuore rifiutano di accettare. Arriva un momento infatti, in cui, costretta a lasciare l'ambiente protetto in cui è cresciuta, comincia a sentirsi attratta da un'esistenza fatta di cose normali, concrete, che le offre la possibilità di sciogliere le catene alle quali ormai è abituata da troppo tempo. Ma come lasciarsi andare a una nuova vita e smettere di combattere? L'ombra di un fratello ingombrante e di un padre assente continuano a trattenerla in una prigione in apparenza dorata, fino a quando, inaspettatamente Maria dovrà fare i conti con sentimenti nuovi che cambieranno la sua vita per sempre.
LeDueMetàDiMe.inddSin dalle prime pagine di questo romanzo si viene catturati dalla semplicità narrativa con la quale l'autrice riesce a trasmettere le complessità di una protagonista e di una famiglia che si trova a dover affrontare situazioni difficili tra cui le difficoltà economiche e il disagio mentale.

La Morotti ci parla attraverso la voce della protagonista Maria, una ragazza che ha molti sogni ma che di questi sogni ha fatto uno scudo, per qualche motivo non riesce a darsi una scossa e prendere in mano la sua vita, lascia che tutto scorra rifugiandosi nel suo mondo di desideri impossibili da realizzare e con accanto un solo e unico amico, Salvatore. Maria mi ha fatto riflettere, alcune situazioni come il suo senso di inadeguatezza alle relazioni sociali, le sue difficoltà nel trovare il proprio spazio con gli altri, le paure e le delusioni se le avete passate anche voi le sentirete addosso con tutte le loro implicazioni; allo stesso tempo in qualche modo proprio è qualcosa di catartico e liberatorio per il lettore, come se rivivendo quelle scene attraverso il si potesse in qualche modo comprenderle e rimetterle in una prospettiva diversa.

La famiglia in cui vive Maria viene dal sud e si è trasferita a Torino per il lavoro del padre, operaio alla Fiat e con tutte le difficoltà economiche del caso. Costretta a lasciare gli studi dopo le superiori per lavorare, con un fratello ritardato mentale, un padre rigido e una madre che sembra ormai sconfitta dalla vita, Maria si trova divisa tra la necessità di vivere la sua vita di diciannovenne e la tristezza della realtà in cui si trova.

La prima parte del romanzo è incentrata su questa ragazza a cui spesso il lettore vorrebbe dare una scrollata, cercare di spronarla a compiere quel piccolo passo che serve per renderla libera e felice, perché è sin da subito chiaro che l’ostacolo alla sua vita è principalmente lei stessa. Quello che il lettore non si aspetta è invece il colpo di scena incredibile e drammatico che l’autrice mette in scena.
È la madre di Maria, attraverso la sua storia a raccontarci ciò che non ci saremmo mai aspettati. Attraverso la voce di Lucia conosciamo il passato della famiglia, gli avvenimenti che l’hanno così colpita e scopriamo il vero motivo per il quale Maria ha paura dei rapporti umani. Lucia, che inizialmente appare come una madre debole, triste e lontana dalla figlia si dimostra una donna forte, che ha affrontato un dolore che l’avrebbe potuta uccidere, ma che per Maria ha lottato come poteva, per portarla fuori dal suo incubo.

Un testo psicologicamente ed emotivamente emozionante in un crescendo coinvolgente.

LeDueMetàDiMe.inddCi spieghi il tipo di ambientazione che hai scelto, a partire dalla città, fino alla famiglia e al background della protagonista?

Ho scelto Torino perché in quel momento vivevo a Torino. Inoltre è una città piena di contraddizioni, che ha in sé il bene e il male. Se la si ascolta, si sente lo scontro perenne tra energia positiva ed energia negativa. E’ una città bellissima e allo stesso tempo difficile. E’ madre, è padrona, è assassina, è morbida, è violenta. E’ come Maria. Ha due nature in sé, che continuano a urtare l’una contro l’altra.

Il background di Maria, invece, è dovuto al fatto che ho pensato che una realtà di quel tipo si adattasse meglio alla sua storia. Inoltre, essendo una completamente diversa dalla mia, ho voluto provare a viverla nella mia immaginazione. Per poche pagine, per i mesi che ho impiegato nella scrittura. Mi piace cercare di indagare realtà differenti da quelle che conosco.

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Torino
Arrivammo in piazza Castello verso le dieci. A quell'ora la luce su Torino era meravigliosa. Soprattutto a luglio. Filtrava attraverso i colonnati di via Roma creando dei giochi di sole e ombra che davano un senso di pace.
Come ha spiegato l’autrice la storia di Maria è ambientata nella città di Torino. Sin da subito ho avvertito l’analogia tra l’ambivalenza rappresentata da questa città e i due volti di Maria. Se da un lato Torino è una città “ricca”, economicamente e culturalmente, dall’altro c’è qualcosa di oscuro, un’energia che scorre solo percepibile fatta di magia e leggende.

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Attraversata dal fiume Po, la città di Torino ha una parte visibile in superficie composta da sfarzosi palazzi che richiamano diversi stili, dal romano al rinascimentale sino al barocco, portici monumentali (oltre 18 km di portici), caratteristici viali alberati, chiese e monumenti ed è sede di numerosi musei ed eventi internazionali.

Torino è però anche una città che richiama a sé la magia. Per chi non lo sapesse, questa città fa parte di uno dei due famosi triangoli della magia, quello della magia nera formato da San Francisco, Londra e Torino. Al di sotto della città esistono chilometri di gallerie e cunicoli, ed è qui che secondo le leggende c’è lagrotte alchemiche torino massima concentrazione di energia e dove l’inconscio si potrebbe materializzare.

Lo stesso inconscio così importante nella storia della protagonista sembra rispecchiarsi in quella parte sotterranea della città, che solo venendo alla luce perde la sua oscurità e ritrova la luce.

La seconda parte del libro, attraverso la voce della madre di Maria, l’autrice mostra anche uno spaccato del Sud, quello da cui sono arrivati i genitori della ragazza; un Sud di persone semplici, pronte a lavorare e che tengono all’onore e alla famiglia, anche se con meno conoscenze e possibilità. Arrivare in una città così diversa offre diverse opportunità, ma può anche essere particolarmente spiazzante.

LeDueMetàDiMe.inddPer seguire il release party e l’intervista a tappe all’autrice ecco i link degli altri blog da visitare:

ReginLaRadiosa | Devilishly Stylish | Le Recensioni della Libraia | Wonderful Monster

Spero che la tappa vi abbia incuriosito, alla prossima,Deborah_thumb[1]_thumb

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