“Savana” di Eva Palumbo - Recensione

venerdì 16 dicembre 2016

Siete pronti a partire per la selvaggia Savana africana? Questo racconto in uscita oggi per Triskell Edizioni mi ha riconfermato la bravura dell’autrice nel raccontare storie dalle ambientazioni particolari e affascinanti e riuscire a farlo in poche pagine senza far mancare nulla. E allora lasciate che vi parli dei leoni di Irene e del suo bel Luca.

savana[2]

Titolo: Savana
Autore: Eva Palumbo
Genere: Romance contemporaneo
Casa editrice: Triskell Edizioni
Pagine: 66
Sinossi
Niente è più importante del lavoro per Irene Sassi, giovane ricercatrice italiana in etologia. Ai leoni, ai suoi amati grandi felini africani, Irene dedica ogni pensiero, ogni attimo della sua vita. Per questo, quando finalmente riesce a tornare in Africa, la sua felicità è al culmine.
Almeno fino a quando scopre che dovrà dividere il suo tempo con Luca Feroci, ricercatore italiano trasferitosi negli Stati Uniti.
La loro rivalità tra i due in campo lavorativo è radicata e, nonostante lui sia un uomo bellissimo e attraente, intelligente e spiritoso, Irene è decisa a continuare a detestarlo visto che per colpa sua ha perso la possibilità di fare carriera. Tanto più che lui, noto sciupafemmine, non sembra insensibile al fascino della bella dottoranda francese presente al campo insieme a loro.
Ma una notte stellata dell'infinita notte africana e un bacio sconvolgente apriranno a Irene uno squarcio sui sentimenti di quell'uomo affascinante ed enigmatico.
Recensione
savana foto«[…]l’aria calda e quasi immobile vibra ai margini dell’orizzonte, tremolando e confondendo i contorni delle cose. Gli insetti friniscono inesorabili, mentre il canto di stormi di Quelea Beccorosso, di averle e di pigliamosche africani si alza al di sopra del loro ronzio onnipresente e modulato, e niente mi sembra più bello e familiare»

Mal d’Africa: quella forte sensazione di nostalgia che prova chi ha visitato questo continente e desidera tornarci.

Irene, la protagonista di questo racconto soffre di una forma acuta di questa “malattia” e quando ha l’occasione di ritornare sul campo per una nuova ricerca su quei felini africani che ama tanto, la sua gioia è immensa. Irene ha carattere, è indipendente e sicura di sé, mai arrogante, “fa gruppo” con i colleghi ed è molto competente nel suo lavoro.

Il ritorno in quella terra vergine, ricca di natura incontaminata e di un fascino primordiale è per lei come un ritorno a casa, almeno fino a quando non scopre che nel gruppo di ricercatori di cui fa parte c’è anche una sua vecchia, e poco gradita conoscenza: Luca Feroci.

«Capelli neri, un po’ più lunghi e arruffati dell’ultima volta che l’ho visto. Occhi nerissimi. Spalle larghe. Una piccola cicatrice proprio sul mento, che rende più umano un volto altrimenti perfetto»

Anche Luca è un ricercatore nel campo dell’etologia, ma non uno qualsiasi, proprio quel Luca che tempo addietro ha impedito a Irene di fare carriera negli Stati Uniti, costringendola a rientrare in Italia. Luca è decisamente affascinante, determinato, ma anche apparentemente arrogante, sarcastico e presuntuoso e non si fa scappare occasione per provocare Irene.

Lavorare di nuovo a stretto contatto e farlo in un luogo che entrambi hanno nel cuore potrebbe riservare sorprese inaspettate. Luca potrebbe essere molto diverso da ciò che Irene ha sempre immaginato e quell’astio potrebbe trasformarsi in qualcosa di completamente diverso…sempre che Irene sia disposta ad andare al di là delle apparenze e capire che forse si è sempre data le spiegazioni sbagliate.

L’odio potrà trasformarsi in amore, o quelle nuove sensazioni che prova Irene sono destinate a perdersi nello sconfinato paesaggio africano?

L’autrice riesce a trasmettere tutto il fascino, i profumi e la natura selvaggia dei luoghi in cui ha ambientato la sua storia. L’Africa, la vegetazione e la fauna non mi sono mai sembrate così vicine come leggendone le descrizioni accurate che ne fa la Palumbo; si capisce che dietro alla stesura del racconto è stata fatta una ricerca, sui luoghi, sui comportamenti dei leoni e anche relativamente alla  lingua utilizzata sul posto. Questa è una caratteristica che ho avuto modo di apprezzare anche in altri testi della stessa autrice, ed è proprio grazie a questo che il lettore si sente un tutt’uno con i luoghi che la Palumbo ci fa letteralmente “vivere” attraverso le sue pagine.

La narrazione ha un ritmo costante e scorrevole, scandito da descrizioni, dialoghi frizzanti e pensieri della protagonista che permettono di conoscerla a fondo e comprenderne le sensazioni che si trova a vivere. I personaggi che ci vengono presentati hanno carattere e sono realistici.

Il rapporto tra i protagonisti ha una sua evoluzione non troppo repentina e si sviluppa tra battibecchi, attrazione e scoperta reciproca. La passione è forte e travolgente, ma l'autrice sa dosare linguaggio e descrizioni in modo da non sconfinare mai nel volgare, trasmettendo solo il desiderio reciproco dei due protagonisti.

Nulla è lasciato al caso e, anche se sono solo una sessantina di pagine la storia che ci viene raccontata è completa, conosciamo i protagonisti a tutto tondo, assistiamo ai sentimenti che li travolgono e possiamo gettare un occhio anche su quello che ne sarà di loro dopo questa esperienza. Un epilogo in cui non si cerca la fiaba, ma piuttosto la concreta evoluzione di un sentimento che si trova ad affrontare la realtà di due vite simili e per questo spesso lontane.

Un racconto che vi farà sognare a occhi aperti di poter fare le valigie e volare in Africa, alla ricerca di quegli straordinari e maestosi felini e di quei luoghi così primitivi e ignoti, e altrettanto attraenti.

Divisorio post

Se siete curiosi di scoprire altri titoli di questa autrice potete cliccare sui titoli per leggere le mie recensioni:

Amori d’Irlanda
Non è colpa della gravità

Alla prossima,
Deb[5]

1 commento:

  1. Buongiorno Deb, e grazie per questa bellissima recensione! Sono felice che la storia di Irene e Luca ti sia piaciuta... io mi sono divertita tanto a scriverla!
    A presto e tanti auguri da Eva

    RispondiElimina