AMICHE DI PENNA di Marosella Di Francia, Daniela Mastrocinque - Recensione

domenica 9 ottobre 2016

Voglio parlarvi di un romanzo particolare di due autrici italiane che hanno creato una ideale corrispondenza epistolare tra due delle più note protagoniste dei classici della letteratura romantica: Anna Karénina ed Emma Bovary. Si tratta di un romanzo particolare e originale che ripercorre la vita e la tragedia di queste due eroine.

 AMICHE DI PENNA

Titolo: Amiche di penna
Autore: Marosella Di Francia, Daniela Mastrocinque
Genere: Narrativa
Casa editrice: Mondadori - Omnibus
Pagine: 193  Sinossi
Mentre è in viaggio in Italia con il suo amante Vrónskij, Anna Karénina avvia quasi per caso una corrispondenza con Emma Bovary, una signora francese che abita in provincia. Per sfuggire alla monotonia della propria vita, Emma cerca rifugio nei piaceri della letteratura e quindi non esita a consigliare ad Anna di leggere L'epistolario di Abelardo ed Eloisa, che l'ha conquistata. Anche sulla spinta di questa comune passione, le due donne iniziano a scriversi con assiduità e a scambiarsi racconti, chiacchiere e considerazioni sulle rispettive esistenze, che in parte ricalcano la trama dei romanzi di cui sono protagoniste, in parte la reinterpretano o la reinventano.
Mentre la corrispondenza tra Anna ed Emma si fa sempre più intima e disinibita, a una festa in casa Guermantes Anna incontra Charles Swann, che la introduce nei fascinosi ambienti di una Parigi a lei sconosciuta, l'accompagna al Père-Lachaise sulla tomba di Abelardo ed Eloisa, all'atelier di Degas, ai caffè degli impressionisti e soprattutto le presenta la sua amante, la cocotte Odette de Crécy. Nel frattempo, a Rouen, Emma incontra a teatro Rossella O'Hara e Rhett Butler: prigioniera delle sue passioni e ostinata nel desiderio di evadere dal meschino orizzonte borghese, progetta di partire per l'America con la sua nuova ed effervescente amica...
Lettera dopo lettera prende dunque forma una galleria di personaggi femminili indimenticabili: donne romantiche, appassionate e sognatrici oppure irrisolte, ciniche, disincantate. Anna ed Emma, specchiandosi l'una nell'altra, mettono a confronto con sempre maggiore intensità le rispettive concezioni dell'amore, si confidano, s'ingannano, s'inseguono, si sfiorano senza mai incontrarsi. Riusciranno a cambiare il proprio destino?
Con sapienza e delicatezza, Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque intrecciano i percorsi delle eroine più amate della narrativa ottocentesca, dando vita a un originalissimo "spin-off" di due romanzi di culto.
Recensione
«Un’amica è quella persona che ci aiuta a guardare le cose con lucidità, come un chirurgo che estragga un dente dalla carne»


Cosa sarebbe accaduto se due delle protagoniste più note della letteratura classica avessero in qualche modo incrociato le loro vite? Nelle loro diversità avrebbero trovato qualche punto di incontro? La loro amicizia, seppur solo epistolare avrebbe probabilmente dato loro modo di vedersi riflesse l’una negli occhi dell’altra e avrebbe portato a galla le mancanze e i caratteri non facili; ma questa confidenza, i consigli, la vicinanza emotiva sarebbero bastati a cambiare il loro destino?

«Vedete, si dice che le famiglia felici lo siano tutte allo stesso modo, mentre quelle infelici ciascuna a modo suo. Io appartengo a una di queste, e dell’infelicità della mia famiglia sono io la colpevole»

Incontriamo Anna Karénina durante la sua vita con l’amante Vrónskij. Attraverso le lettere che si scambia con Emma ripercorriamo la sua storia durante il suo viaggio in Italia, poi in Francia e, infine il suo doloroso ritorno a Pietroburgo. Nelle lettere che scrive all’amica di penna, Anna mostra dapprima la sua felicità nel vivere l’amore per il quale ha fatto scelte dolorose, ma ne traspare anche la rigidità di vedute a dispetto del suo comportamento. Il ritratto che ne esce è di una donna che crede nella vita esista un solo amore, ne desidera la completa attenzione e non accetta che il tempo ne stemperi la passione iniziale. Anna vive d’amore, è gelosa e il minimo accenno di lontananza dell’amante la getta nella disperazione; si rende conto che in qualche modo ha perso suo figlio quando ha scelto l’amore di Vrónskij e questo non fa altro che accrescerne l’angoscia. 

«Non mi manca quindi la libertà, ma ugualmente mi sento prigioniera. Di cosa, mi domando. Forse dei miei sogni, delle mie illusioni, o forse, come dice mia suocera, dei miei difetti e dei miei capricci?» 

Emma Bovary vive immersa nelle letture di libri in cui le protagoniste vivono vite piene di passione e avvenimenti, mentre la sua vita è scandita da ritmi regolari, madre e moglie senza slancio, spesso preda della depressione. È una giovane donna vittima della sua instabilità emotiva, incapace di godere dell’amore di chi ha attorno e sempre in cerca di una scossa, di qualcosa che la faccia sentire viva. Le lettere che scrive ad Anna sono come un grido di aiuto, un’ àncora alla quale aggrapparsi. La vita di Anna è per lei qualcosa di straordinario, piena di passione, di coraggio, di viaggi e mondi da scoprire, quella vita che lei, rinchiusa in un paese mediocre non potrà mai avere ma solo sognare attraverso i racconti dell’amica. 

Anna ed Emma si avvicinano, si confortano nei momenti bui; nel rapporto che ne esce Anna appare la più forte, colei in grado di consigliare e indirizzare una Emma sicuramente più fragile, preda delle passioni e dell’incoscienza. In realtà lentamente la loro corrispondenza mostra con forza i difetti e le fragilità di entrambe. Quello che però è in grado di fare questo romanzo è dare voce proprio alle due protagoniste, rivivendone la storia attraverso i loro sentimenti e le loro convinzioni. Ci si trova davanti a due donne che forse, in modi diversi, conoscono solo una parte dell’amore, quella più passionale e travolgente, incapaci di accettarne anche la quotidianità e la normalità. 

Ho apprezzato l’esperimento di queste autrici, mi hanno fatto vivere la storia di queste due donne in un modo sicuramente particolare ma avvincente. Lo stile narrativo e la terminologia utilizzata è coerente con i tempi in cui si svolgono i fatti, sembra quasi di essersi ritrovati tra le mani un baule con delle lettere di secoli trascorsi, affascinanti e dalle quali non ci si riesce ad allontanare fino a scoprirne l’epilogo. Non compaiono solo Emma e Anna, ma troviamo altri personaggi del nostro immaginario romantico, tra tutti anche Rossella O’Hara, in un intreccio di donne passionali e forti, unite dalla drammaticità dell’amore. 

Trovo che questo romanzo possa essere letto sia da chi ha avuto modo di leggere i capolavori di Tolstoj e Flaubert, grazie al quale può riviverne seppur più superficialmente le emozioni, sia a chi non ne ha avuto modo, perché grazie a questo potrebbe invece trovare la spinta a farlo.
Deb

2 commenti:

  1. Buon lunedì Deb! Non vedevo l'ora di leggere questa recensione *_* Ho adorato sia Anna che Emma e non voglio perdfermi questo libro perchè mi ha incuriosita non poco <3 Grazie alla tua recensione sono riuscita ad inquadrarlo meglio quindi grazie grazie grazie <3

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