LA RAGAZZA NEL PARCO di Alafair Burke - Recensione

venerdì 9 settembre 2016

Già da un po’ mi sono resa conto che i thriller stanno piano piano facendo sempre più sentire la loro presenza nella mia libreria, e dopo quest’estate non ho dubbi sul fatto che siano diventati uno dei miei generi preferiti, soprattutto quando hanno una componente psicologica. Vi ho già parlato di altri libri di questo genere, ma oggi voglio raccontarvi delle “mie” indagini per risolvere un caso di triplice omicidio che sembrano tutte portare a un unico colpevole. Sarà davvero lui?

la ragazza nel parcoTitolo: La ragazza nel parco
Autore: Alafair Burke
Editore: Piemme
Genere: Thriller
Sinossi
Quando Olivia Randall, avvocato newyorchese, viene svegliata da una telefonata, non ha idea di chi sia la ragazzina che, dall'altro lato della cornetta, la implora di aiutarla. Ma basta un nome a farle capire. Jack Harris. Il famoso scrittore, padre della ragazzina, accusato di omicidio e ora in cella, in attesa di processo. Jack Harris è un nome che dice troppe cose a Olivia: perché Jack e Olivia hanno un passato. Un vecchio amore finito male vent'anni prima. Un amore di cui lei porta ancora dentro i segni e forse la colpa di aver lasciato che le cose andassero come sono andate. Di fronte alla richiesta della figlia di Jack, Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack. A costo di lasciare che lui dia sfogo a una vendetta tenuta a bada per tutti questi anni.
Jack non ha un alibi, non ha testimoni, e non ha un motivo plausibile per essere dov'era quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. E ben presto Olivia sarà costretta a chiedersi se Jack sia davvero innocente, e non la stia manipolando...
Recensione
 «Distolsi lo sguardo. Da come ne parlava, era chiaro che per Amanda la paura di amare era il sentimento più triste che si potesse immaginare»

Un thriller capace di calare il lettore completamente nel mistero che lo avvolge. Colpi di scena e rivelazioni sconvolgenti lo rendono una lettura avvincente ed emotivamente ricca.

L’avvocato Olivia Randall si ritrova coinvolta inaspettatamente e suo malgrado in un caso riguardante un uomo per lei molto importante del suo passato, Jack Harris, un vecchio amore verso il quale prova un forte senso di colpa; riuscire a difenderlo dall’accusa di omicidio è forse il modo per potersi riscattare, anche se il cammino da percorrere è ricco di ostacoli e incongruenze. Olivia è un personaggio in grado di suscitare nel lettore sentimenti contrastanti, con un carattere complesso e difficile che se nel settore lavorativo le serve per ottenere risultati e vittorie, nella vita privata la ostacola al punto da averle fatto scegliere, nel corso degli anni relazioni basate più sull’attrazione fisica o la competizione che sull’amore.  È solo partecipando assieme a lei al caso che segue che il lettore scopre il suo passato, rivive la sua storia e scopre una donna che ha spesso sbagliato facendo soffrire chi le stava accanto, ma ne scopre anche le motivazioni e, se non la giustifica piano piano riesce a comprenderla al punto da percepirne e fare proprie le sensazioni che prova, arrivando a sperare per lei un finale positivo.

Jack Harris invece dal mio punto di vista ha seguito il percorso inverso: un personaggio positivo, completamente devoto alla figlia, amico e compagno affidabile e amorevole, con una vita che non gli ha fatto sconti sottoponendolo a grandi sofferenze e accanendosi contro di lui; un uomo verso il quale si prova partecipazione e compassione, come Olivia non si può credere assolutamente nella sua colpevolezza nonostante gli indizi. Come Olivia però, il lettore scopre piano piano dei segreti e dei lati nascosti della sua personalità che ne scalfiscono la reputazione, mettendo in luce comportamenti controversi e da manipolatore, una forte fragilità emotiva che lo spinge ad azioni e decisioni discutibile anche se dettate dall’amore.

Gli avvenimenti che l’autrice narra sono molto realistici, ma anche estremamente attuali. Le implicazioni psicologiche seguono e s’intrecciano con la parte suspense e gialla in un connubio totalmente riuscito: non ci sarebbe nessun caso senza capire i meccanismi mentali che guidano le azioni dei personaggi coinvolti, e questi meccanismi sono talmente sconvolgenti e in repentino mutamento da spiazzare il lettore e coinvolgerlo completamente nella lettura.

Lo stile narrativo è scorrevole, descrittivo senza eccedere, equilibrato e dal ritmo crescente.

Se posso trovare un piccolissimo neo è che a circa metà libro i miei sospetti erano indirizzati verso quella che si è poi rivelata la risoluzione del caso. C’è da dire però che i pochissimi indizi disseminati dall’autrice mi hanno lasciato nell’incertezza fino alla fine, mantenendo alta la mia attenzione e il mio coinvolgimento.

È un romanzo che mi ha fatto provare una complessa gamma di emozioni: angoscia, commozione, compassione, paura, sospetto, dolore, empatia, rabbia, sconvolgimento…e probabilmente potrei andare ancora avanti a elencarne! Uno dei più bei thriller investigativi che ho avuto modo di leggere in questa estate.

Commento

1 commento:

  1. Wow Deb che libro interessantissimo, mi intriga tantissimoo, grazie ❤️_❤️

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