La ragazza che amava Audrey Hepburn di Rebecca Serle: Recensione

martedì 5 febbraio 2019


Oggi vi parlo di una romanzo particolare e molto commovente, La ragazza che amava Audrey Hepburn di Rebecca Serle, edito DeA Planeta.

Mi sono approcciata alla lettura di La ragazza che amava Audrey Hepburn senza aspettarmi nulla, solo con molta curiosità visto che la trama parla di una cena con ospiti fuori dal comune. Quella a cui mi sono ritrovata ad assistere è stata una storia capace di lasciare qualcosa dentro, un misto di emozioni e consapevolezze che Rebecca Serle ha saputo trasmettere attraverso le sue parole.

Vi invito a leggere anche le altre recensioni di oggi, trovate i nomi dei blog che partecipano al review party nell'immagine qui sopra.

LA RAGAZZA CHE AMAVA AUDREY HEPBURN
Rebecca Serle

Serie: Autoconclusivo
Editore: DeA Planeta
Genere: Narrativa contemporanea
Prezzo x ebook: €. 7,99
Prezzo cartaceo: €. 16,00
Pagine: 256
Link acquisto: DeA Planeta

Sabrina non ha ancora vent’anni quando, per gioco, si ritrova a stilare la lista dei cinque invitati alla sua cena ideale: il fidanzato, la sua migliore amica, un carismatico professore, l’estraneo che non riesce a chiamare papà e… Audrey Hepburn. La sua attrice preferita; l’icona a cui deve il nome e alla cui grazia e talento si ispira. Le stesse cinque persone che, dieci anni dopo, a sorpresa si presentano alla festa per i suoi trent’anni. Mentre gli antipasti vengono serviti, il vino versato e la conversazione attorno al tavolo prende quota, a poco a poco diventa chiaro che c’è una ragione precisa se ognuno di loro si trova lì. Una ragione terribilmente reale che Sabrina non sa accettare. Solo riavvolgendo il filo dei ricordi e di una grande storia d’amore rimasta senza finale, potrà trovare il senso di quello che è stato e da comparsa diventare finalmente protagonista della sua vita. Romantico, astuto, toccante e inatteso, La ragazza che amava Audrey Hepburn è un romanzo sull’amore, la perdita e tutto quel che c’è nel mezzo. Un irresistibile inno alle storie a più voci che ci portiamo dentro e a quelle, bellissime, che restano ancora da scrivere.


LA MIA OPINIONE


A volte è necessario perdonare, accettare e comprendere per potersi lasciare alle spalle il passato e andare avanti. Come riuscirci? Rebecca Serle ha trovato un modo realmente originale e sorprendente partendo da una semplice domanda: potendo invitare 5 persone, vive o morte alla vostra cena di compleanno, chi sarebbero?

Sabrina, la protagonista della storia della Serle ha scelto i nomi anni prima, poi alcuni sono cambiati per via degli eventi che la vita le ha messo sul cammino, ma alla fine il tavolo è pronto, lì davanti a lei ci sono Robert, il padre che è scomparso dalla sua vita quando era ancora bambina; l'amica del cuore Jessica, con la quale ha diviso tutto, almeno sino a quando il loro percorso le ha un po' allontanate; il suo professore dell'università, il signor Conrad con la sua saggezza; Tobias, l'amore della sua vita, anche se non senza problemi, e infine lei, Audrey Hepburn.

Posso descrivervi solo sommariamente questi personaggi e soprattutto il motivo per il quale sono tutti seduti a quel tavolo per festeggiare il compleanno di Sabrina, farlo sarebbe un enorme spoiler, ma sappiate che quella a cui ci troviamo ad assistere non è una normale cena, quanto piuttosto una rappresentazione di un percorso di crescita e consapevolezza che la protagonista ha necessariamente bisogno di compiere per poter andare avanti nella sua vita.

Sabrina è una protagonista complessa, indipendente e concreta, ma quando si parla di sentimenti è la paura dell'abbandono ciò che prevale. Ha avuto tutto inizio con Robert, quel padre che non ha mai conosciuto e che il rancore le ha impedito di cercare, un rapporto rimasto in sospeso, un riavvicinamento e un perdono che non sono mai stati possibili.

Accanto a lei anche Jessica, la parte di lei più concreta e adulta, l'amica che si è creata una vita che può definirsi logica, sposandosi e mettendo su famiglia con il fidanzato di una vita. Anche con Jessica ci sono detti e non detti, Sabrina si è sentita allontanata, messa da parte quando l'amica si è creata la sua famiglia. Jessica rappresenta la parte di lei che vuole creare qualcosa, crescere, donarsi, ma è anche colei che la mette davanti al fatto di essere lei stessa a non fare passi reali, lasciando che i rapporti si logorino a causa della sua necessità di sentirsi amata senza realmente credere di poterlo essere.

Conrad e Audrey sono due figure che le hanno lasciato insegnamenti, lui un professore che ha sempre saputo donarle sicurezza e visione ampia, mentre lei l'icona della sua vita, colei verso la quale ha sempre provato ammirazione. Entrambi sono la sua ragione, la parte amorevole e razionale, sono il suo equilibrio.

E infine Tobias, l'uomo della sua vita che tra alti e bassi le è stato accanto per dieci anni, con il quale ha vissuto un amore travolgente, ma anche complicato dalla realtà della vita. Piano piano scopriamo, attraverso numerosi flashback la loro vita assieme, dal primo incontro sino agli allontanamenti, i riavvicinamenti e soprattutto abbiamo la possibilità di sentire sulla pelle il loro amore, mai messo in dubbio, ma che talvolta li ha accecati e ha fatto loro credere che quel legame bastasse, che si potessero superare le differenze.

Come annunciavo non posso raccontarvi nulla di più di cosa accade a quel tavolo, sicuramente posso dirvi che sin da subito mi sono trovata affascinata dalla particolarità e anche un po' spiazzata, non riuscendo a comprendere dove l'autrice volesse andare a parare. Lentamente però si iniziano a delineare i personaggi, a comprendere chi e come sono arrivati sino a lì e a quel punto diventa tutto più emozionante e intenso.

Quella cena può essere per la protagonista l'occasione di riflettere e perdonare, lasciando andare i sospesi per permettersi di proseguire nel suo cammino. Riuscirà a farlo?

Un romanzo e una storia liberatori, in cui l'autrice riesce ad ammaliare il lettore, trascinandolo nella vita di questa protagonista, trasmettendone sensazioni che non permettono di restare indifferenti. La ragazza che amava Audrey Hepburn è più di una storia d'amore e relazioni, ha la capacità di far riflettere su quanto sia importante superare le proprie paure, permettendosi di lasciarci andare e dire e fare ciò che riteniamo giusto, aprirci sino a quando tutto ciò è possibile e poi, perdonarci e perdonare.

Lo stile di Rebecca Serle è dettagliato, accurato e dura il tempo di una cena, ma ha la capacità di raccontare una vita intera.

Sabrina è certamente la protagonista assoluta, ma lasciatemi dire che ho amato Tobias alla follia, la storia tra questi due personaggi è intensa, pura, nonostante gli errori il loro sentimento è immenso, come forse può capitare solo una volta nella vita. Ammetto che il mio lato romantico ha cercato un diverso epilogo, sino all'ultima pagina scalpitavo per avere ciò che desideravo, e alla fine mi sono commossa e il cuore ha subito un piccolo colpo, ma devo essere sincera, in fondo quel finale era l'unica soluzione possibile e perfetta per questa storia.

La ragazza che amava Audrey Hepburn è originale, emozionante, coinvolgente, capace di scandagliare rapporti e sentimenti in modo profondo, commovente. Assolutamente da leggere!


4 farfalle e mezzo








Rebecca Serle è scrittrice e autrice televisiva e vive tra New York e Los Angeles.

Alla prossima,
    



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