Recensione ENDORA. IL TEMPO DEGLI INGANNI di Fernanda Romani

lunedì 5 giugno 2017

Endora Il tempo degli inganni recensione
Questa sera la recensione che vi propongo è per il terzo volume della serie Endora. Il tempo degli inganni di Fernanda Romani, che ho avuto modo di leggere grazie all’autrice.

Ero stata positivamente colpita dai due volumi precedenti, grazie all’originalità del mondo creato dall’autrice e i personaggi ben costruiti e sono felice di poter dire che questo nuovo pezzetto di storia è ancora più appassionante e coinvolgente.
Serie
 #1 Uomini sottomessi  | #2  Donne d’ombra e di spada | #3 Il tempo degli inganni



endora
Titolo: Il tempo degli inganni
Serie: Endora #3
Autore: Fernanda Romani
Genere: Fantasy | Distopico
Pagine: 287
Amazon kindle | Kobo epubSinossi
Sul confine ovest del regno di Endora gli attacchi dei selvaggi Qanaki si fanno sempre più audaci. Naydeia si trova a fronteggiare un nemico molto pericoloso con un reggimento stremato e pieno di reclute, mentre il suo matrimonio con Killiar continua ad essere un’incognita, colma di troppi silenzi e incomprensioni. Tra Daigo e l’ex libero-amante è nata un’amicizia ambigua, basata sull’inganno e sulla solitudine, perché l’Aldair vuole avvicinarsi sempre di più al marito di Naydeia, in cerca della propria vendetta. A sua volta, Killiar è molto vulnerabile; troppo solo e tenuto a distanza anche da sua moglie che, pur amandolo profondamente, non riesce a credere al suo interesse verso di lei. Ma il destino è in agguato, pronto a sconvolgere il gioco astuto di Daigo e a mettere alla prova amori e amicizie. La ferocia dei barbari porterà sangue e morte, e i disegni del fato metteranno allo scoperto verità dolorose e segreti antichi. Nella capitale, Omira, spie e sicarie si muovono in una guerra d’intrighi altrettanto pericolosa, portando avanti la congiura per schiacciare gli aneliti di libertà dei maschi del regno. Yadosh e Rainna devono difendere non solo se stessi e le loro alleate, ma anche la famiglia. Gylia, la figlia maggiore, milita nelle Jamirie, ignara della loro corruzione, ma decisa a difenderne l’onore. Invece Nhavi, la figlia minore, si prepara a combattere al fianco della madre e dell’uomo che considera un padre. Com’è possibile fare ciò che è giusto quando questo divide la tua famiglia? Infine, la lotta tra le Sacerdotesse di Katra e le Sciamane di Alcheria si fa sempre più violenta, la magia dello Spirito Guerriero acquista energia e si prepara a reclamare il proprio posto nella società di Endora. Solo un tributo di sangue può fermare la sua corsa verso la verità, e chi è disposta a pagarlo va incontro a un destino di morte. Rimane ancora una speranza per mutare il destino degli uomini di Endora: l’Ultimo Erede di Innho, anche se di lui si sono perse le tracce. Come e dove trovarlo?


RECENSIONE
Siamo arrivati al terzo capitolo di questa saga creata da Fernanda Romani che mi ha affascinato sin dal suo esordio e che a mio parere continua a migliorare. “Il tempo degli inganni” ci svela alcuni retroscena precedentemente solo sfiorati, è ricco d’azione, di battaglie, complotti e desideri proibiti.
Sì, era un uomo solo. Solo tra quelli del suo popolo, solo in mezzo alle donne, solo quando era con sua moglie. Un uomo fuori posto, sempre.
Il regno di Endora è dominato dalle donne, spietate combattenti pronte alla battaglia e padrone assolute degli uomini, completamente sottomessi al loro piacere e al loro potere. La storia si era interrotta con il libero amante Killiar sposato a Naydeia, capo di un reggimento dislocato ai confini del regno con i barbari pronti a distruggerli. Con loro Daigo, l’ambiguo Aldair che sembra nutrire uno strano sentimento nei confronti di entrambi. Nella capitale Omira invece Yadosh, l’ex libero amante sta facendo di tutto per ritrovare l’Ultimo Erede di Innho, l’unico che potrebbe sconfiggere il dominio femminile e riportare una situazione di uguaglianza a Endora.

La storia continua a svolgersi sui due fronti. Al confine Killiar e Daigo, nonostante l’iniziale antipatia hanno creato un particolare rapporto di amicizia. Killiar non riesce a trovare il suo posto, la solitudine è enorme e anche la moglie, nonostante l’amore che lei prova lo tiene a distanza. Killiar trova in Daigo l’unica persona con cui sorridere, avere compagnia e questa amicizia per lui è importantissima, nonostante si renda conto che da parte di Daigo ci sia altro, ma il rispetto che ha sempre dimostrato per lui è stato sufficiente ad abbassare la guardia.

Daigo sa quello che vuole e sembra aver capito come ottenerlo. Per lui farsi strada nella solitudine di Killiar è semplice. Daigo è un capo, ne ha il temperamento e il coraggio, non è disposto a farsi umiliare da nessuno. Le usanze del suo popolo sono diverse da quelle degli abitanti di Endora, gli Aldair sono guerrieri costretti per un periodo di tempo a sottostare ai capricci delle donne per poi ritornare alle loro terre. Daigo è astuto, ambiguo, un uomo determinato e dal lato oscuro, i suoi sentimenti non sono ancora del tutto chiari, ma è certamente un personaggio chiave nella vita di Killiar.

Naydeia è una donna forte, apparentemente fredda che ha saputo imparare a dominare i sentimenti, ligia alle regole che appartengono a Endora e che non riesce a superare neanche per quell’amore sempre desiderato e che finalmente potrebbe reclamare di diritto.

Tra battaglie cruente, morti dolorose e pericoli imminenti questi tre personaggi impareranno a conoscere loro stessi, a mettersi in dubbio e Killiar conoscerà la sua vera natura. È proprio lui a combattere la battaglia più difficile, quella contro istinti e desideri che vanno contro ogni sua convinzione.

La sorpresa di questo terzo capitolo sono Yadosh e Rainna, due personaggi di cui precedentemente non si era compreso appieno l’importanza, con i loro segreti e i loro complotti. Ora l’autrice ci svela il loro obiettivo e, mentre devono combattere contro i tradimenti e i tentativi di renderli inoffensivi, ci mostra la loro famiglia e i rapporti che legano loro e il potere a Endora.

Fernanda Romani ha intessuto una trama che diventa sempre più ricca e avvincente, dai contorni originali e capace di appassionare il lettore. Il suo stile è ricco, capace di descrivere luoghi e battaglie in modo tale da riuscire a visualizzarli e nello stesso tempo trasmettere in maniera percepibile le passioni, i tormenti e i desideri dei protagonisti.

Un fantasy che riesce a denunciare le disuguaglianze mostrandone appieno le conseguenze, con capitoli ricchi di azione, di suspense e momenti emotivamente coinvolgenti.



Alla prossima,
Deborah




1 commento:

  1. Grazie, Deb. :) Sono molto felice che questo terzo episodio continui a riscuotere consensi e ad appassionare.

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