A tu per tu con l’autore: Elisabetta Bricca

venerdì 9 giugno 2017

Intervista a Elisabetta Bricca
Questo è un venerdì un po’ speciale, non solo perché oggi festeggio un altro anno passato, ma anche perché il blog ha il piacere di ospitare Elisabetta Bricca, di cui Garzanti ha pubblicato proprio ieri il nuovo romanzo Il rifugio delle ginestre.

Vi avevo presentato questo libro qualche giorno fa e avrò modo di leggerlo, quindi continuate a seguirmi perché spero di potervene parlare presto. Nel frattempo oggi ho l’occasione di ospitare Elisabetta Bricca in una chiacchierata a tu per tu tra lei e Patty. Un ringraziamento all’autrice che ha accettato l’invito e vi lascio all’intervista.

INTERVISTA
Elisabetta BriccaPatty: Ciao Elisabetta, ti ringrazio per aver accettato questa intervista e confesso che sono molto emozionata e nello stesso tempo felice di poterti presentare alle nostre lettrici, perché hai talento, sei brava e con te la parola d’ordine è “sentimento”, in tutte le sue sfumature. Ma partiamo subito chiedendoti, chi è Elisabetta Bricca? Parlaci di te, regalandoci qualcosa che non si legge sulla biografia, una confidenza, solo per noi del blog.

Elisabetta: Sono molto emozionata anche io! E grazie a te per l’opportunità.
Chi sono? Una disordinata cronica, un’istintiva che ha dovuto imparare l’arte della pazienza e della diplomazia - ma non troppo -, una che vive in un mondo tutto suo con conseguenze disastrose (dimentico appuntamenti, di pagare le bollette, arrivo in ritardo quando devo andare a prendere le mie figlie a scuola), una che ancora si fida e che ci rimane male. Poi ho anche dei pregi, dicono, ma sono pochi rispetto ai difetti.

Patty: Quando hai iniziato a scrivere e com’è nata l’idea di pubblicare? Avresti mai pensato di arrivare a pubblicare con una casa editrice importante come Garzanti?

Elisabetta: Ho scritto la mia prima storia, strutturata come un romanzo, a 13 anni. E non mi sono più fermata: pensieri, piccole poesie, racconti brevi e lunghi. Sono sempre stata, e questo sin dall’infanzia, una lettrice accanita e onnivora. A un certo punto, ero adulta, avevo già entrambe le mie figlie e lavoravo in agenzia, è scattato in me il desiderio di voler condividere ciò che scrivevo, il bisogno di essere letta. Così è nato Sangue Ribelle, pubblicato poi da Harlequin Mondadori che ora è Harper Collins. Arrivare a Garzanti? No. Andavo in libreria, guardavo i libri di scrittori pubblicati da importanti case editrici, li sfogliavo, e pensavo che appartenessero a un mondo troppo distante dal mio, un mondo che non avrei potuto raggiungere. E invece…

Patty: Come ti arriva l’ispirazione e come evolve in una storia?

Elisabetta: L’ispirazione arriva sempre con un’immagine, viaggio molto con la testa. E poi scrivo di getto, non sto lì davanti alla pagina bianca a razionalizzare i pensieri. Lo faccio in fase di revisione. Sono molto discontinua, ho poca disciplina (che dovrei avere, invece) e poi succede che vado in apnea in sessioni full immersion nella scrittura.

Patty: Il tuo nuovo romanzo si intitola “Il rifugio delle ginestre”. Ho notato delle similitudini con te, la protagonista vive a Roma e torna nella sua Umbria per scoprire le sue origini. Tu sei romana di nascita e umbra di adozione, quanto c’è di te in questa storia?

Elisabetta: C’è abbastanza, ma non tutto. Io e Sveva siamo due persone diverse, con un passato diverso e una diversa visione della vita. Io sono ottimista, lei è una pessimista cronica; io sono una sognatrice, lei è una donna cinica e disincantata. Ci accomuna l’amore per la terra umbra e la scelta di aver cambiato vita, questo sì.

Patty: Ci puoi svelare, secondo te, qual è la forza di questo libro e perché è da leggere?

Elisabetta: Ma sai, quando sei stata dentro una storia per due anni è difficile poi riuscire a razionalizzare. E’ qualcosa che appartiene al tuo mondo interiore, ai sentimenti, alle emozioni. Aspetto che siano i lettori a dirmi se il messaggio è arrivato, se si sono emozionati leggendo questa storia, se sono riuscita a lasciare qualcosa. Se scrivere è davvero la mia strada o posso darmi direttamente all’ippica.

Patty: In genere i tuoi protagonisti hanno un carattere forte, forgiati dalla vita, dalle difficoltà, una personalità complessa, emozioni vive e contrastanti tra la vendetta e l’amore, lavori molto sui sentimenti e riesci a trasmetterli in modo intenso. Cosa ci dobbiamo aspettare dalla protagonista, chi è Sveva?

Elisabetta: Sono la scrittrice degli “ultimi”. Come tutti i miei protagonista, anche in Sveva la fragilità scaturita dal dolore ha dovuto trasformarsi in forza per consentirle di sopravvivere. E’ stata una bambina dimenticata, un’adolescente ribelle, e una donna sola. Ho un debole per questo tipo di protagonisti, forse perché almeno nei libri c’è quella possibilità di riscatto che la vita non sempre concede.

Patty: Una volta ho letto che tutti gli autori vogliono trasmettere un messaggio attraverso le loro parole, qual è il tuo?

Elisabetta: Avere coraggio e non avere paura di rischiare. Riscoprire la meraviglia delle piccole cose, l’umanità nell’altro e il potere di una vita autentica.

Patty: Il libro ha una bella presentazione, un titolo accattivante e una copertina bellissima, molto evocativa, chi non vorrebbe essere su quella collina in mezzo ai profumi e ai suoni della natura?! Quanto incidono, secondo te, titolo e cover per conquistare un possibile lettore?

Elisabetta: Incidono molto, la prima impressione è importante.

Patty: Sei autrice, traduttrice, copywriter, appassionata di arte, cucina e natura, ti possiamo definire artista? C’è qualcosa che manca in questo elenco o che vorresti ci fosse?

Elisabetta: Da poco anche personal chef. Non so, devo ancora scoprire quale sarà la mia prossima passione.

Patty: Ora lanciamo uno sguardo avanti: progetti futuri?

Elisabetta: Creare nuove storie, di sicuro, e poi… chissà!

Patty: Elisabetta grazie con tutto il cuore per la disponibilità e un mega in bocca al lupo!!! Personalmente continuerò a seguirti e mi raccomando tutti in libreria!

Elisabetta: Grazie infinite a te! Un abbraccio

Dopo questa bella intervista sono sicura sarete ancora più curiosi di scoprire il romanzo di Elisabetta Bricca, quindi ecco qui qualche informazione per chi si fosse perso l’anteprima di qualche tempo fa.

il_rifugio_delle_ginestre
Titolo: Il rifugio delle ginestre
Autore: Elisabetta Bricca
Editore: Garzanti
Prezzo: euro 16.90 cartaceo
Genere: Narrativa contemporanea | Romanzo rosa
Pagine: 220
Link casa editrice
È una calda mattina d’estate sulle colline umbre e nell’aria aleggia un profumo inconfondibile di rose e lavanda. Sveva è solo una bambina e sta correndo felice nei campi non lontani da casa. Al collo il suo ciondolo preferito. Non è un ciondolo qualsiasi: racchiude una piccola radice di ginestra, il fiore della forza e dell’attaccamento alle proprie origini, simbolo di un passato che le parla di tradizioni popolari e antiche leggende. Ormai sono passati anni da allora e Sveva non crede più in quelle storie. Da quando si è trasferita a Roma per fare la copywriter in un’agenzia di grande successo, ha preferito lasciarsi alle spalle quel passato ingombrante in cui non si riconosce più. Eppure, è in quel casale della sua infanzia, pieno di ricordi e segreti nascosti, che ora deve tornare. Gliel’ha fatto promettere sua madre. Sua madre che, prima di morire, riesce solo a rivelarle che lì potrà trovare piccole tracce in grado di condurla a suo padre. Quel padre che Sveva non ha mai conosciuto. Per lei non c’è altra scelta che partire. E non appena arriva in quella terra dove è ancora la natura a dettar legge, il ciondolo recupera la sua antica forza e le ricorda che solo qui potrà trovare le risposte alle tante domande su sé stessa e sulle proprie origini che la tormentano da anni. Ora, Sveva è pronta a cercare e conoscere la verità. Per lei è finalmente arrivato il momento di chiudere una volta per tutte con il presente e guardare al futuro con occhi nuovi. Ha bisogno di recuperare le proprie radici e sentirsi di nuovo a casa proprio in quel luogo che conserva echi di amicizie autentiche e di amori che superano la prova del tempo. Perché non è mai troppo tardi per scegliere ancora la vita e l’amore, anche se a volte sembrano lontani e inafferrabili.


Alla prossima,
Deborah




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