Recensione SE BASTA UN FIORE di Giulia Blasi | Domino Letterario

mercoledì 31 maggio 2017

Se basta un fiore recensione
Buonasera, questo mese tocca a me chiudere il domino letterario e lo faccio collegandomi al libro scelto dal blog “Un buon libro da leggere” - Il veleno dell’oleandro - al quale mi sono agganciata per via dei fiori i copertina e l’autrice donna.

“Se basta un fiore” di Giulia Blasi mi attendeva da qualche mese nel mio e-reader, mi affascinava ma per vari impegni e motivi non trovavo mai il tempo di leggerlo, cosa che ho potuto fare proprio grazie a questo appuntamento mensile…il mio giudizio è controverso, già lo anticipo; alcune cose mi sono piaciute, tra le quali gli argomenti trattati, altre molto meno, ad esempio l’uso secondo me esagerato del dialetto romanesco.

Se basta un fiore cover
Titolo: Se basta un fiore
Autore: Giulia Blasi
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Piemme
Pagine: 312Sinossi

Le famiglie De Santo e Bertelli vivono a pochi metri l'una dall'altra, in due ville dai giardini confinanti in zona Giustiniana. Adriano De Santo è un palazzinaro rampante e senza scrupoli che con la sua impresa edile ha cementificato mezza Roma; peccato che nessuno dei suoi figli abbia voluto seguire le sue orme né tantomeno adeguarsi al suo stile di vita. Ora tutte le speranze sono riposte in Max, diplomato a pieni voti al Liceo Scientifico, ingegnere in pectore ed erede designato. Il taciturno Max però nutre una passione segreta per la cucina e per la bella e disinibita vicina di casa, Clara, che spia da anni senza avere il coraggio di parlarle.
Clara Bertelli è cresciuta come figlia unica, viziata e privilegiata, di due intellettuali radical chic che lavorano nel mondo del cinema. All'inizio dell'estate, però, due persone entrano nella sua vita per sconvolgerla: Gloria, la sorellastra nata da una relazione del padre prima del matrimonio, e un vicino di casa più interessante di quel che sembra. Il figlio del palazzinaro e la figlia dei cinematografari scopriranno, nel rapporto con l'altro, una parte di se stessi che non credevano esistesse, e nelle azioni di guerrilla gardening organizzate dal gruppo di Gloria una scelta di libertà e rivoluzione pacifica. Le voci intrecciate di Max e Clara raccontano un momento di passaggio per due famiglie.



RECENSIONE
Il romanzo della Blasi tocca argomenti delicati e difficili come i disagi famigliari, i disturbi alimentari, la violenza sessuale, tutto raccontato attraverso gli occhi dei due giovani protagonisti Clara e Max, due ragazzi le cui famiglie sono diverse, ma che alla fine vivono lo stesso disagio del sentirsi inadeguati, incompresi.

Clara è figlia di due genitori intellettuali che lavorano nel cinema e sono poco presenti fisicamente ed emotivamente nella sua vita. Clara è viziata, disinibita, è quel genere di ragazza che cerca di riempire un vuoto che non si rende ancora conto di avere con avventure di una notte. Per la maggior parte del tempo Clara non mi è piaciuta, mi sono sentita totalmente lontana da lei e dai suoi comportamenti, dalla sua leggerezza nell’affrontare situazioni terribili, dai suoi dubbi dettati sì spesso dall’insicurezza che nasconde, ma comunque poco accettabili. L’arrivo di una sorellastra mai conosciuta nella sua vita porta trambusto nella famiglia che ha sempre conosciuto, minandone la stabilità. Clara si trova a sentirsi in colpa nel provare affetto per la sorella acquisita Gloria, teme di essere la causa delle liti tra i genitori e allo stesso tempo inizia a capire che si è sempre gettata via, non ha mai lasciato entrare realmente nessuno nella sua vita, dando poca importanza alla sua reputazione.

I genitori della protagonista non hanno destato le mie simpatie, ma a parte il loro essere a mio parere infantili e un po’ egoisti non ho molto altro da dire, se non che il padre di Clara ha qualche punto in più.
Il pensiero di lei è un vuoto, un alone di assenza, attimi di nulla fra un concetto e l’altro: come se non fossi del tutto presenta a me stesso, ma sapessi che in quel momento lì c’era qualcosa, qualcuno che doveva essere pensato, e non ricordassi chi. Poi all’improvviso la intravedo dalla finestra mentre cammina sul prato, fra un albero e l’altro, e quel vuoto si riempie.
Massimiliano, Max, è il personaggio che ho più apprezzato. Figlio di due genitori che a mio avviso direi pessimi, una madre per cui contano solo le apparenze e che piuttosto di ammettere un fallimento fa finta di non vedere i problemi enormi della figlia femmina, e un padre avido, arrogante, capace solo di umiliare i propri figli, razzista e omofobo. In tutto questo il ragazzo ha 4 fratelli molto diversi tra loro e ognuno a modo proprio ha reagito al rapporto malsano con i genitori. È in questa famiglia che vengono a galla i problemi più seri, i temi che l’autrice sa mettere in campo senza appesantirli, ma comunque raccontandoli per come sono realmente.

Max e Clara sono vicini di casa da anni, lui segretamente innamorato di quella ragazza bellissima e inavvicinabile; lei troppo impegnata a vivere una vita frivola per accorgersi di quel ragazzo magrissimo con il cuore d’oro così diverso da quelli che frequenta.

Come è costante nella vita di Clara sarà la noia a portarla ad avvicinarsi a Max, ma scoprirà ben presto di non poter fare più a mano di un ragazzo come lui, cuoco provetto, generoso, attento, protettivo.

Ci sono tanti problemi che devono affrontare entrambi per poter crescere, e forse il bocciolo di un nuovo sentimento che è pronto a sbocciare.
Siamo cresciuti con lo stesso padre e la stessa madre, e ognuno di noi cinque è sbagliato in modo diverso. O forse siamo tutti, a nostro modo, giusti.
Ho molto apprezzato i capitoli riguardanti Max e i suoi rapporti famigliari. Con la sorella, quando comprende di dover prendere la situazione di petto e fare qualcosa per salvarla, non avendo timore di dire ciò che pensa alla madre e al padre. Il suo rapporto difficilissimo con il padre, del quale sarebbe costretto a prendere l’eredità dell’impresa edile e dal quale per gran parte della sua vita si è sentito schiacciato, umiliato, ma dal quale alle fine riesce ad affrancarsi mostrando forza e carattere.

Il tema dell’anoressia è davvero ben raccontato, senza entrare troppo nello specifico l’autrice riesce a mostrare le situazioni, i meccanismi mentali e le reazioni di chi sta accanto a un malato di questo tipo. Si parla anche di razzismo, di omofobia, di diritti e tutto questo mi è piaciuto.

Qui veniamo alla parte che mi ha fatto storcere il naso: l’uso del dialetto. La storia è ambientata a Roma e comprendo che per descrivere meglio una realtà come quella in cui si trovano a vivere i personaggi in qualche caso una frase o un’inflessione dialettale possano essere utili, ma qui le ho trovate esagerate, a volte ho fatto fatica a seguirle e probabilmente per un mio sentire personale in alcuni casi fastidiose. Quello che proprio non mi è piaciuto in realtà è l’uso di alcuni termini particolarmente dispregiativi che mi hanno disturbato non poco.

Non aspettatevi una storia d’amore, anche se alla base c’è un sentimento che nasce piano piano tra due persone che sembrano diverse, ma sono più simili di ciò che pensano, in questo romanzo si parla di crescita, presa di coscienza, decisioni importanti, di un desiderio di indipendenza e affermazione necessario per diventare adulti.

Nel complesso è una storia che nella sua leggerezza ha molta sostanza, con uno stile narrativo da punti di vista alternati che consentono al lettore di capire appieno i protagonisti e che mostra alcune parti della vita difficili, ma purtroppo realistiche.

CALENDARIO DOMINO LETTERARIO DI MAGGIO
Se vi siete persi qualche tessera eccole qui.

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Alla prossima,
Deborah

7 commenti:

  1. Avevo notato questo libro in libreria e mi aveva attirata. Dalla tua recensione, deduco che si tratta di un testo interessante

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  2. Indubbiamente interessante per via delle tematiche... Ma sto già storcendo il naso sia per la protagonista (la odio già ahahah) e l'uso del dialetto... Non credo lo leggerò, ma la tua analisi mi è piaciuta davvero :)

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  3. Bellissima recensione, come sempre! Tematiche interessanti ma non so se dargli una possibilità

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  4. L'ho comprato ma devo ancora leggerlo!

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  5. E' nel mio Kindle, lo devo ancora leggere, spero di farlo al più presto :)!

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  6. Non conoscevo questo libro ma sembra interessante, me lo segno subito! :D

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  7. Lo avevo visto in libreria, non pensavo potesse essere così interessante. Lo metto in wishlist, complimenti per la recensione! *-*

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