Segnalazione LA LEGGENDA DELLA NAVE DI CARTA | Racconti di fantascienza giapponese

sabato 8 aprile 2017

La leggenda della nave di carta segnalazione
C’è anche la fantascienza oggi sul blog, infatti vi presento la raccolta di racconti di fantascienza che vengono dal Sol Levante a cura di Carlo Pagetti e Ilaria M.Orsini appena uscita in ebook per Fanucci Editore. 

Una raccolta che gli amanti del genere non si lasceranno sfuggire, dove i miti e le leggende giapponesi discosta molto dagli stereotipi che sono diffusi in occidente.

 “La prima vera silloge di testi di science fiction di autori del Sol Levante.” Fantascienza.com


 Leggenda_nave_carta
Titolo: La leggenda della nave di carta
A cura di: Carlo Pagetti e Ilaria M. Orsini
Genere: Racconti di fantascienza
Editore: Fanucci
Prezzo: 4,99 ebook | 9,90 cartaceo (in uscita il 20/04)
Sinossi[2]
Lungo una linea che risale fino alle leggende e ai miti tradizionali del Sol Levante, pur non disconoscendo la lezione dei grandi autori europei della seconda metà dell’Ottocento, come Verne o Wells, i sedici racconti che compongono La leggenda della nave di carta rappresentano una finestra su un mondo, una società, una cultura che sono altro da noi e che, proprio per questo, ci risultano affascinanti, sorprendenti. Distanti dagli stereotipi più diffusi, che vogliono la fantascienza giapponese legata all’epopea di mostri leggendari come Godzilla o alle saghe anime, questi racconti esplorano territori più accidentati e stimolano suggestioni profonde su temi complessi e insoluti come la rapida modernizzazione della società, gli strascichi del militarismo degli anni Trenta e Quaranta, l’inquinamento ambientale, l’isolamento culturale, la condizione femminile, la fiducia – spesso tradita – nel progresso tecnologico. Il ritratto che se ne ricava è quello di un mondo vulnerabile, scosso, proiettato verso il futuro e allo stesso tempo ancorato al suo passato recente, all’evento che ne ha sconvolto l’attualità, segnandone per sempre l’identità e l’immaginario: l’apocalisse atomica su Hiroshima e Nagasaki.




Alla prossima,
Deborah[4]

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