DARK SECRETS di Daria Torresan e Brunilda Begaj | Recensione

lunedì 17 aprile 2017

Dark Secrets Recensione
Buon lunedì di Pasquetta, cosa state facendo? Qui il tempo è variabile, speriamo il sole regga. Ieri tanto cibo, cioccolata e una scorpacciata di letture di cui vi parlerò in questi giorni.

Questa mattina iniziamo invece con Patty che nel suo salotto ci parla di un romance ricco di passione, suspense e motori, con una protagonista forte e fragile e un passato che chiede il conto: Dark Secrets, il primo volume della  “The Justice series” di Daria Torresan e Brunilda Begaj.

DARK secrets coverTitolo: Dark Secrets
Autore: Daria Torresan e Brunilda Begaj
Serie: The Justice series #1
Editore: Self Publishing
Data: 7 aprile 2017
Genere: Romantic suspense contemporaneo
Prezzo ebook: 2,88 euro
Prezzo cartaceo: 14,93 euro
AmazonSinossi
Ognuno è artefice del proprio destino. Niente di più falso. Perché Hope Mitchell il suo destino non se l’è scelto. È rimasta intrappolata in quel passato dove suo padre ha fatto l’errore di allearsi con persone molto pericolose, che non ci hanno pensato due volte a farlo fuori, quando ha provato a tirarsi indietro.

Sono passati quindici anni da quel giorno ed ora Hope è una donna, lavora nell’officina di suo nonno, guida auto di grossa cilindrata, ed è bellissima. Eppure continua a condurre la sua vita con la consapevolezza che non deve mai abbassare la guardia, che non si è mai abbastanza al sicuro, perché il male può celarsi dovunque e ci vuole davvero poco a farsi sorprendere impreparati. Ha innalzato una corazza intorno al suo cuore. Ha già sofferto troppo, perché rischiare ancora? Ma non ha messo in conto l’arrivo, nella sua vita, di Rhys Moore.

Lui è dannatamente bello, profumatamente ricco. E vuole lei. A qualsiasi costo. Il destino li ha messi sulla stessa strada. 

Ma proprio quando Hope sembra pronta ad abbassare le difese, il passato torna a cercarla. E il suo vuole qualcosa che ha solo lei. Qualcosa che è ignara di custodire. Ed è disposto a tutto pur di ottenerla. Eppure Hope doveva sapere che, per quanto si scappi, per quanto si corra veloce, il passato riesce sempre a raggiungerci.

RECENSIONE
Partiamo con Sveva bambina …
“E’ una storia bellissima, papà” sussurrò …”No, Sveva, non lo è più”. Esitò un momento, poi aggiunse. “La felicità è un dono prezioso piccola mia. A volte potrà capitare anche a te di essere triste, di piangere o di sentirti sola. Ma non dovrai temere, un giorno tutto si sistemerà e sarai di nuovo felice. Ti ricordi le parole magiche che ti dico sempre?” … “Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.”
Ora non è più una bambina, vive col nonno e si chiama Hope, ha alle spalle un passato doloroso, una fuga improvvisa, una sofferenza che ha stretto il suo cuore e l’ha resa diffidente, circondata da una ristretta cerchia di amici, non cerca l’amore, non cerca l’attenzione, non vuole lasciarsi andare, ma qualcosa inizierà a cambiare, il bisogno di amare e sentirsi amata. Non sarà un percorso facile e neanche veloce. Hope ama i motori, le macchine sportive, rombanti e veloci e fa un lavoro da maschio, il meccanico, proprio questo porterà il protagonista maschile Rhys nella sua officina: la sua amata Lynkan ha un’avaria proprio lì vicino e lo costringe a lasciarla nelle mani del primo meccanico che trova, il nonno di Hope. Le loro strade s’incrociano più volte, ma entrambi sono ignari di quello che li aspetta, sguardi, sensazioni, istinti, desiderio, eccitazione. Rhys la cerca con spavalderia, sicuro di sé, tutte le donne gli cadono ai piedi e vorrebbero entrare nel suo letto e certo lui non si tira indietro, bello e affascinante con uno sguardo magnetico. Hope è diversa dalle altre, lo rimette al suo posto con battute taglienti e cerca di tenerlo a distanza, perché sente che il suo cuore potrebbe rompere il muro che lei ha eretto negli anni. Ma Rhys è un predatore che ha deciso su quale preda lanciarsi e niente lo fermerà. Uno scontro di volontà che vanno in direzioni opposte.

Una storia che presenta tutti i cliché del romanzo rosa, un’ambientazione che ho adorato con le macchine da corsa, ville faraoniche, nel mondo dell’alta borghesia americana, ma con uno sguardo alla gente normale che fatica a guadagnare i soldi e che fa lavori umili con dignità; ma non è solo per quello che Abe, il nonno di Hope, ha fatto sacrifici e ha avviato un’attività per tenere un basso profilo.

Cos’è successo nel loro passato, da cosa si nascondono?

Alcuni episodi mettono in allarme la protagonista, ma il nonno la tranquillizza e lei presa dalla storia con Rhys che continua con incontri inaspettati e sempre più passionali, non da peso ai segnali di pericolo. Penso che le autrici abbiano saputo gestire bene la storia, perché nel momento in cui la parte sentimentale stava diventando troppo presente, hanno saputo cambiare registro, creando suspense, un passato che torna per chiudere i conti e una ricerca difficile che vede Hope messa alle strette, sottoposta a interrogatori forti che non lasciano scampo e neanche testimoni. Quello che cercano potrebbe essere la salvezza o la rovina di tutti, di lei, dei suoi amici, dei ricordi della sua famiglia e di suo padre. Si troverà a fare una scelta, sarà quella giusta? Rhys di contro la cercherà, perché lei è la sua dea, è tutto per lui, non sa cosa c’è dietro e la realtà sarà peggiore di quello che pensa e soprattutto difficile da accettare. Una corsa contro il tempo, la consapevolezza che non ci si può fidare di nessuno, la colpa di essere una ragazza vulnerabile e debole negli affetti, diversa dall’idea iniziale che le autrici danno di lei. Un uomo che ha tutto e può avere tutto, è effettivamente così? I soldi, ostentati o nascosti, una moltitudine di soldi che creano uomini spietati, disposti a tutto, ma Rhys sarà diverso?

I ricordi saranno la chiave e mi raccomando attenzione ai dettagli ...
“Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.”
Buona lettura, Patty

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