HOMELESS di Maria Claudia Sarritzu | Recensione

domenica 12 febbraio 2017

Homeless fotoBuona domenica! Anche questo fine settimana sta per finire e io sono stanchissima, anche perché questa notte ho fatto le 4 per poter terminare la lettura del romanzo di cui sto per parlarvi. Non era in programma, l’ho iniziato ieri sera verso le 21.30 ed ero convinta di trovarmi davanti a una lettura leggera che avrei poi terminato oggi con tutta calma, invece no, il libro mi ha completamente travolto e non vedevo l’ora di potervene parlare subito.

Preparate i fazzoletti, si parte per Los Angeles!

Homeless_COVER

Titolo: Homeless
Autore: Maria Claudia Sarritzu
Genere: Romance Contemporaneo New Adult
Editore: Triskell – collana romance
Pagine: 299
Sinossi
Mary Stewart si è appena diplomata, ma non sa ancora cosa fare della sua vita.
Dopo aver convinto i suoi genitori, si trasferisce dalla cittadina di Brighton in Inghilterra a Los Angeles con la promessa di trovare un lavoro e mantenersi da sola. Le cose però non vanno come lei se l'era immaginate, e quando si ritrova senza più soldi e una casa, con un semplice zaino contenente un cambio di vestiti e il telefono, non ha il coraggio di raccontare la verità ai suoi.
Calum Bradley è il bassista di una band famosa in tutto il mondo, gli “Orange Juice” ma, a causa del suo comportamento arrogante, è continuamente oggetto di critiche negative da parte dei media. Quando inciampa nei piedi di Mary, gli viene l’idea di proporle di andare a vivere con lui, nella speranza di ottenere nuovo consenso da parte dei fan. La convivenza tra lui, Mary e gli amici senza tetto di lei si rivela però più complicata del previsto.
Tra personaggi bizzarri e situazioni al limite dell’assurdo, Mary si troverà a dover accompagnare Calum attraverso il momento più difficile della sua vita, affrontando un segreto che minaccia di oscurare il suo futuro.
RECENSIONE
Amore, passione, sofferenza, perdita e speranza. La storia di Mary e Calum vibra di emozioni, fa sorridere ma anche piangere, è un po’ magica, a volte stravagante e inverosimile, ma allo stesso tempo ben radicata nella realtà.
Aspetti, giorno dopo giorno, che qualcosa nella tua vita cambi, e poi arriva. Tutto attorno può pure restare nella monotonia del bianco e nero, ma tu, tu e quella persona siete accesi di colori. Proprio quando pensi che finirai per conformarti anche tu al grigio, il colore arriva, ti investe e torni in vita.
Mary ha diciotto anni e si porta addosso la sensazione del fallimento. Non eccelle in nulla di particolare, non ha chiaro cosa vuole fare della sua vita e, soprattutto ha il terrore di essere una delusione per i genitori. È per questo che tenta la strada che sembra più semplice, allontanarsi dall’Inghilterra inseguendo il sogno americano. Mary si trasferisce a Los Angeles, convinta di poter arrivare alla notorietà, conoscere le star che ama e fare soldi con facilità; il problema è che Mary non ha ancora sperimentato la vita, è convinta di potersela cavare, e in effetti quando si ritrova senza casa e senza denaro in qualche modo riesce a sopravvivere, ma la sua immaturità è evidente. Mary si lascia demolire dal giudizio degli altri perché è la prima a non avere autostima, e il suo non riuscire a trattenersi dal dire ciò che le passa per la testa con conseguenti figuracce e momenti imbarazzanti di sicuro non l’aiuta.
Sono quelle persone che si fanno odiare e al tempo stesso riescono a farsi amare molto più facilmente. E allora le odi, ci combatti, ma alla fine le ami troppo.
A Los Angeles le star sembrano spuntare a ogni angolo, e Mary si fa certo problemi di alcun tipo a “esprimere” la sua ammirazione in modo un tantino sulle righe; quando incontra Calum Bradley, membro di un famosissima band, Mary è nel suo momento più buio: costretta a vivere in strada, assieme a due senzatetto molto particolari, piena di vergogna per come si è ridotta e senza sentire i genitori da parecchi giorni. Calum non è certo un incontro che si può dire fantastico, anzi! Il ragazzo è pieno di sé a livelli esponenziali, maleducato e iroso, capace di insultare pesantemente e volgarmente. Mary però è un tipetto tosto e sin da subito gli tiene testa, ricambiando l’odio e le frecciatine al veleno.
Perché molte persone esistono, respirano, compiono tutte quelle azioni che un essere umano dovrebbe compiere, ma non sono vive. Io lo sono.
Quel primo pessimo incontro  è destinato a trasformarsi in una lunga e pessima convivenza. Calum sta cominciando a farsi una brutta fama davanti alla stampa e aiutare una senza tetto può essere l’occasione giusta per riscattarsi agli occhi dei fan. I suoi continui atteggiamenti altalenanti, i suoi repentini sbalzi di umore e i momenti di rabbia che ricadono su Mary non aiutano né l’autostima della ragazza, né il loro rapporto, anche se proprio da questi momenti nasce qualcosa, l’odio si trasforma in amore, nonostante Calum avesse cercato in ogni modo di non far avvicinare Mary a sé.
Non importa chi ci sia a osservare la tua gioia, ma chi riesce a dartela. E tu, giuro che sei la mia felicità più pura e sincera
Mary è un soffio di vita per Calum, la persona che gli riporta speranza e per la quale desidera lottare. Calum, nonostante le sue offese e i momenti in cui la tratta da schifo diventa la “casa” di Mary, le braccia nelle quali trovare rifugio e gioia. Purtroppo l’amore tra questi due ragazzi è imprigionato nel dolore di un destino inesorabile. Riusciranno a vivere ogni attimo godendo della felicità che sanno donarsi? Mary si dimostrerà abbastanza forte e matura da affrontare un sentimento in grado di darle vita, ma che allo stesso tempo potrebbe togliergliela per sempre?

Questo romanzo riesce a spiazzare il lettore con un cambio repentino e inaspettato di sensazioni. Inizialmente la storia sembra rivelarsi leggera e un po’ surreale, con una protagonista giovane e bizzarra che non pare aver molta voglia di crescere e prendersi delle responsabilità nonostante la sua decisione di rendersi indipendente. Da lettrice posso dire che, anche se ho sorriso mi sono spesso ritrovata anche arrabbiata con questa ragazza, capace di rispondere a tono, di cavarsela nelle situazioni anche se a suo modo, ma allo stesso tempo incapace di capire quando contenersi e di alzare la testa quando qualcuno supera il limite. Quasi tutto il romanzo è scritto usando la sua voce, è per questo che andando avanti si comincia a comprendere il meccanismo mentale che l’ha portata a sentirsi così inferiore agli altri, e allo stesso tempo ad apprezzare il suo spirito ironico. Poi in scena entra il protagonista e l’autrice gli fa calzare gli abiti di un ragazzo veramente irritante, volgare, odioso, ma allo stesso tempo ne lascia intravedere uno spiraglio di anima, piccolissimi pezzetti di luce che si fanno sempre più grandi, gli stessi che inizia a percepire anche Mary. È proprio qui che l’autrice mi ha strappato l’anima, prendendo tutta la leggerezza e la curiosità di cui mi aveva pervasa per gettarmi addosso il colpo di scena e assieme a questo il dolore, l’angoscia per un destino che via via sembra sempre più concreto ma inaccettabile, trasformando questi due ragazzi in un concentrato valori e legami forti che te li avvicina al punto da rimanere coinvolti nei loro cuori.

Cosa posso dire di un libro che mi ha fatto piangere, emozionare e non mi ha fatto dormire per terminarlo se non che è un concentrato di sentimenti e sensazioni che mi sono arrivate prepotentemente dritte al cuore? Certo, non tutto è perfettamente credibile, forse ci sono un po’ troppe star che vengono trattate e si comportano come persone comuni, lo stesso epilogo che è perfettamente meraviglioso ha un risvolto particolare che mi ha conquistato, ma che è anche incredibile e un po’ improbabile nella sua risoluzione così veloce. Ma questi che potrebbero essere piccoli difetti si trasformano anche in punti di forza che caratterizzano la storia.

L’autrice scrive con semplicità di argomenti profondi e drammatici, riuscendo ad arrivare all’anima, alle corde più sensibili del lettore per spezzarle e poi ricucirle, attraverso l’ironia, la fede, l’amicizia e l’amore che traspaiono da ogni frase.

Buona lettura,
Deborah

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