“Il tridente di Shiva” di Valentina Marcone | Recensione

venerdì 13 gennaio 2017

Oggi sono felicissima di pubblicare questa recensione…con sorpresa! Io e Virginia di Le Recensioni della Libraia abbiamo colto l’occasione dell’uscita di ieri del nuovo capitolo della saga (che amiamo)  “La croce della vita” di Valentina Marcone, pubblicato  da Nativi Digitali, per parlarvi delle nostre impressioni e…vi consiglio di leggere tutto il post per scoprirlo!

Il tridente di Shiva
Titolo: Il Tridente di Shiva
Serie: La croce della Vita #4
Autore: Valentina Marcone
Editore: Nativi Digitali
Genere: Urban Fantasy/Paranormal Romance
Pagine: 230
Link acquisto casa editrice
Sinossi
“Se avessi dovuto definire me stessa con quattro aggettivi avrei scelto: testarda, sincera, passionale e pacifica. Sì esatto, pacifica: nonostante fossi una temibile creatura mitica cresciuta da tre vampiri leggendari. non cercavo lo scontro se potevo evitarlo, ma a volte ci sono guerre a cui non puoi sottrarti. A volte sei costretto a difenderti, a non farti metter i piedi in testa, ad alzare la testa e dire ‘Basta!’; non sai se vincerai, magari sarà l’ultima cosa che farai, magari sarà il tuo momento di gloria, questo non lo sai. Sai solo che tu non sei fatta per seguire, non sei fatta per nasconderti, non sei fatta per abbassare la testa e dire ‘grazie’ ogni volta che il tuo padrone ti porta da mangiare, tu sei fatta per lottare, sei fatta per essere libera e non puoi permettere a nessuno di avere potere sulla tua vita.
C’è chi si accontenta di essere una pecora tutta la vita, e poi c’è chi preferisce ruggire come un leone, anche se quel ruggito sarà quello che ti porterà alla morte.”

Quarta parte della serie Paranormal Romance “La Croce della Vita”, con “Il Tridente di Shiva” vedrete la Furia Deva diventare adulta mentre dovrà fare i conti con una nuova, misteriosa minaccia…
Recensione«Il suo corpo iniziò a tremare, vedevo il terrore crescere sempre di più dentro di lui, il cuore batteva all’impazzata, i respiri si facevano sempre più brevi e convulsi, la fronte imperlata di sudore, i denti stringevano il bavaglio che soffocava i gemiti strozzati che gli salivano alla gola»

Tensione, suspense, ma anche tanto sentimento, emotivi contrastanti e crescita personale in questo nuovo capitolo della saga di Valentina Marcone.

Nuovi personaggi interessanti si affacciano sulla scena pronti a tenerci compagnia nei prossimi volumi, una minaccia ancora più subdola inizia a svelarsi davanti agli occhi del lettore, ma come sempre l'autrice riesce a non svelare più di tanto, anche dove sembra tutto già scritto si mantiene viva la sensazione possa accadere qualcosa in ogni momento che ribalti tutte le certezze conquistate.

«[...] a volte non serve conoscere il mondo, a volte anche se sei da solo contro migliaia di persone a gridarti che non è come la pensi tu, non devi arrenderti, non devi mollare, non devi lasciare che, solo per il fatto che tutto il mono la pensi in modo diverso da te, questo cambi quello in cui credi, cambi le tue convinzioni, i tuoi ideali»

Deva, la Furia protagonista della storia qui continua il suo percorso di consapevolezza che, se nei precedenti volumi riguardava soprattutto i sentimenti e la scoperta della sua natura di Furia, questa volta si concentra su di lei come persona, su ciò che vuole e sente e sul suo rapporto con Gabriel. Deva è testarda, a volte viziata, impulsiva e si infiamma facilmente anche se tenta di controllarsi, e quando avviene attacca i punti deboli e la sua furia si scatena al punto da scoprire quel lato di lei più selvaggio e violento; ma è anche una ragazza che sta scoprendo il mondo e se stessa, che ha degli ideali ed è molto sincera e leale, ogni sua parola e azione è dettata dal suo credere in tutto quello che fa e dal desiderio di poter condurre una vita normale accanto all'amore della sua vita. 

I fratelli Sincore, i vampiri che l'anno cresciuta come sempre cercano di indirizzarla verso le decisioni che ritengono migliori, ma questo la fa sentire sempre un po' sottostimata e anche se vuole loro un bene enorme e per loro e gli amici che ormai fanno parte della sua vita sacrificherebbe lei stessa, questo è causa spesso di scoppi di rabbia, soprattutto con Gabriel.

Gabriel, croce e delizia di noi lettrici oltre che di Deva rimane ciò che è: testardo, a volte freddo e distante, silenzioso, spietato in certe situazioni, incomprensibile. Fortunatamente è anche molto innamorato di Deva e cerca in ogni modo di proteggerla, anche se è proprio questo uno dei motivi di attrito tra i due, il suo non condividere i pensieri, non coinvolgerla totalmente nella sua vita perché crede di avere sempre la ragione dell'esperienza dalla sua. Anche se sono predestinati la Marcone getta sempre qualche particolare inquietante che mi fa temere il loro rapporto possa prendere pieghe inaspettate. 

Una prima parte in cui arriva la risoluzione della battaglia in atto nel volume precedente, una seconda parte che affianca all'evolversi del rapporto tra i due protagonisti piccoli indizi che gettano le basi per i prossimi pericoli che l'autrice farà affrontare ai Sincore e a Deva. Inoltre c'è l'entrata in scena di nuovi personaggi, uno fra tutti molto caratteristico che credo avrà un ruolo fondamentale nei seguiti di questa storia sempre più avvincente.

Lo stile dell'autrice è scorrevole, con molta attenzione e cura alla parte psicologica dei personaggi che, nonostante la loro natura sovrannaturale mantengono caratteristiche reali e si confrontano anche con situazioni di vita quotidiana. L'autrice sceglie di utilizzare il punto di vista della protagonista, cosa che permette al lettore di rivivere sulla propria pelle tutte le sensazioni che prova, ed è tramite lei e il suo interagire con gli altri che possiamo capire gli altri personaggi. Particolarmente suggestive le parti descrittive del viaggio in Italia di Deva.

Questa saga mi ha coinvolta e tenuta sveglia anche molte ore sin dal suo esordio grazie alle emozioni forti che suscita, alle situazioni dolorose e drammatiche che l'autrice non ci risparmia, a cattivi che non esitano davanti a nulla, ma anche a protagonisti che si ama sin da subito nonostante i loro difetti. Ogni volume porta con sé qualche nuovo tassello e, pur mantenendo un filo conduttore si concentra su elementi diversi rendendoli così sempre unici.

L'amore, l'amicizia, l'affetto si intrecciano al dolore, alla suspense e l'azione e anche questo nuovo capitolo non fa eccezione. 

La saga de "La croce della vita" è al momento così composta (cliccando sui titoli trovate la recensione)
#4 Il Tridente di Shiva

La croce della vita
Se siete arrivati a leggere sino a qui è il momento di svelarvi la sorpresa che abbiamo pensato per voi, dare la possibilità a uno dei nostri lettori di scoprire questa saga che ci ha tanto coinvolto adottando la copia cartacea del primo volume "La croce della vita" (trovate QUI la mia recensione e il libro QUI sul sito Nativi Digitali). Come fare? 

Questi sono i pochi e semplici passaggi:

1) Essere iscritti ai blog: Le Recensioni della Libraia e Leggendo Romance
2) Commentare rispondendo a una domanda sia questo post che quello di Virginia che trovate QUI (le domande sono diverse, quindi ricordate di rispondere a entrambe!)

Avete tempo fino a mezzanotte di oggi, l'estrazione verrà effettuata sabato tramite il sito random.org e il risultato pubblicato  sulle nostre pagine.


Ecco la domanda alla quale dovete rispondere commentando questo post:

Siete persone vendicative o tendete a perdonare i torti subiti?

Aspettiamo le vostre risposte, alla prossima!
Deborah

9 commenti:

  1. Sono una persona pacifica di natura e non sempre questa caratteristica aiuta!
    Cerco sempre di vedere il lato positivo delle persone! Motivo per il quale la vendetta non fa parte di me!
    Però se una persona mi fa del male o fa del male alle persone che amo con me ha chiuso per sempre!
    E a volte l'indifferenza fa più male della vendetta!!!

    Lettori fissi: Rosy Palazzo
    Mail: rosy.palazzo1612@gmail.com

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  2. Domanda un po' difficile. Dipende. Da tanti fattori, tantissimi. Innanzitutto il tipo di torto subito. Non tutti si possono, o meglio si riescono a perdonare. Forse non arrivo a una vera e propria vendetta, ma se ho l'occasione di rendere pan per focaccia lo faccio. In genere direi che perdono ma non dimentico! 😉 Comunque sia, c'è da dire che il perdono fa bene a noi stessi se riusciamo a perdonare, mentre la vendetta è liberatoria, purché si smetta di provare rancore dopo essersi vendicati. 😉

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    1. Lettrice fissa del blog come Alexandra Scarlatto.
      Indirizzo e-mail: hotstorm403@gmail.com

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  3. Ciao, no non mi ritengo vendicativa, magari tengo il muso o me la lego al dito, ma non mi vendico, non é nel mio carattere.

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  4. Sono abbastanza pacifica, ma non pestatemi troppo i piedi... Anche la persona più paziente ha un limite.
    Lettrice fissa: Sarah Bernardinello
    Mail: tempe.sta@tiscali.it

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  5. In genere perdono molto, lascio correre e non mi piace vendicarmi! Però, devo ammettere che non dimentico, nemmeno a distanza di anni. Ricordo se mi è stato fatto un torto e, al momento giusto, potrei tirarlo fuori!
    Partecipo con piacere *w*
    fede_pablo_roma@yahoo.it

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  6. No non perdono i torti subiti..e non mi piace vendicarmi..ma ho avuto la "fortuna" senza intervento da parte mia di avere "giustizia" per quello che mi è stato fatto..evidentemente "lassù qualcuno mi ama" come recita il titolo di un celebre film :-)
    bebatag@gmail.com

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  7. non sono ne una persona vendicativa ne una persona che perdona, rimango arrabbiata per molto anche se in alcuni casi faccio credere di aver perdonato. Devo anche dire che che però in alcuni casi sono molto vendicativa 😈

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