“Per sempre un marine” di Cat Grant - Recensione

venerdì 14 ottobre 2016

Esce oggi per Triskell Edizioni collana Rainbow “Per sempre marine” di Cat Graham che ho avuto modo di leggere grazie alla casa editrice. Una lettura certamente romantica, ma che allo stesso tempo parla di attualità e argomenti reali e pone l’accento su un mondo, quello militare nel quale le diversità hanno avuto e continuano ad avere difficoltà a integrarsi.

Per sempre un marine
Titolo: Per sempre un marine
Titolo originale: Once a Marine
Autrice: Cat Grant
Traduttrice: Karin Arreghini
Genere: Contemporaneo MM
Lunghezza: 188 pagine

Sinossi
Congedato dal servizio militare sotto Don’t Ask Don’t Tell (Non chiedere, non dire), l’ex maggiore della marina Cole Hammond sta cercando di reinventare se stesso, ma vent’anni nei marines – e una sindrome da stress post traumatico quasi invalidante – rendono difficile la reintegrazione nella vita da civile. Se si aggiungono scarsi voti alla facoltà di legge e il rifiuto del padre, un ex-marine omofobo, Cole è quasi al limite.
O almeno è così finché non incontra Marc Sullivan, di giorno cameriere, di notte scrittore di romanzi d’amore. Marc ha sempre avuto un debole per gli uomini in uniforme, e quando Cole entra nella tavola calda in un piovoso pomeriggio, il suo sorriso dolce e sexy e l’accento della Carolina attraggono Marc come un magnete. Ma Marc con i bei marines ci è già passato e ne è sempre uscito con il cuore spezzato.
Con l’aiuto di Marc, Cole inizia la terapia per la sua sindrome da stress post traumatico e una vita felice insieme non sembra più così impossibile. Ma se non riescono a sconfiggere le proprie paure – quella di dichiararsi di Cole, quella d’abbandono di Marc – l’amore potrebbe non bastare per salvarli.
Recensione
“Don’t ask, don’t tell”, è questo il termine usato per indicare la linea politica degli Stati Uniti sino al 2010 in merito alla questione dell’orientamento sessuale dei membri del servizio militare, secondo il quale chi non era eterosessuale non doveva dichiararlo ma piuttosto nasconderlo, e per la quale invece chiunque fosse apertamente omosessuale o bisessuale sarebbe stato escluso dal servizio militare e congedato senza onori. Ed è per questa assurda politica che Cole, uno dei due protagonisti di questo romanzo, si trova a trent’anni fuori dal corpo dei Marine che ha sempre considerato la sua vita alle prese con le difficoltà di ricostruirsi un futuro diverso da quello che aveva sempre immaginato.

«Per un secondo pensai che stesse per baciarmi, invece mi prese la mano, con le labbra sfiorò delicatamente il mio  palmo e ci strinse le dita sopra - Conservalo per me, ok?»

Cole è un uomo devastato nell’animo, non solo perché si ritrova abbandonato dagli stessi compagni con i quali ha combattuto e vissuto anni assistendo agli orrori della guerra e alle dolorose perdite subite, ma anche perché deve affrontare una forte sindrome da stress post traumatico che non gli consente di vivere una vita normale. Quello che colpisce di questo personaggio è il suo essere tenero e d’acciaio allo stesso tempo, fragile e combattivo, con una forte propensione al controllo ma con il desiderio e la necessità inconsapevole di potersi far guidare e lasciare le redini in mano a qualcun altro in modo da lasciar andare tutta la tensione che lo sta divorando. Assistere e conoscere tutte le difficoltà alle quali è dovuto andare incontro solo per aver avuto il coraggio e l’onestà di gettare la maschera d’ipocrisia nella quale viveva, per poter essere sé stessi fa riflettere e fa sentire impotenti e sconfortati verso una situazione che non dovrebbe più esistere.

«Quasi trent’anni, con una laurea magistrale in mano ed eccomi lì, a servire uova e pancetta per pagarmi l’affitto, quando ciò che avrei voluto fare davvero era scrivere tutto il giorno»

Marc lavora in una tavola calda, ma la sua attività principale è quella di scrittore alla quale si dedica completamente in ogni momento libero, e con relativo successo. Marc è molto diverso da Cole, non ha mai avuto la necessità di nascondersi grazie a una madre fantastica per la quale l’unica cosa importante è sempre stata la felicità del figlio. Nonostante questo la sua vita sentimentale non è stata facile, con due relazioni alle spalle, entrambe con militari finite male e che l’hanno portato a chiudersi e non fidarsi. Marc sa che stare con un marine significa nascondersi, significa stare accanto a una persona che per ciò che ha vissuto e vive non solo è in pericolo ogni volta che va in missione, ma gli spettri delle guerre se li porta dentro.

«Cos’altro posso dire? Sono innamorato di te, grosso marine idiota, macho, svitato e maniaco del controllo»

Dopo un primo incontro non proprio felice, Cole e Marc iniziano a frequentarsi e scoprono che il sentimento che sta nascendo vale la pena di essere vissuto. Con delicatezza, rispetto e dolcezza Cole fa breccia nella corazza d’indipendenza di Marc, riuscendo a ritagliarsi uno spazio nella sua quotidianità e ottenendone un pezzetto di fiducia. L’insistenza e la determinazione di Marc sono invece necessarie a Cole per comprendere il suo bisogno di aiuto, per sentirsi finalmente “libero” di lasciarsi guidare e affrontare il passato e il futuro che verrà.
Ma quando i conti in sospeso sono ancora aperti e la paura ancora troppo presente quale sarà il loro destino? Marc saprà accogliere realmente Cole nella sua vita accettandone i rischi? E Cole sarà realmente in grado di lasciarsi quel passato alle spalle e desiderare il suo nuovo futuro con Marc senza rimpianti?

L’autrice con la sua prosa scorrevole e semplice riesce a trattare argomenti importanti permettendo al lettore di conoscerli attraverso le sensazioni e gli effetti che lasciano sulle persone coinvolte. Ciò che ho apprezzato è la sua capacità di raccontare le situazioni in maniera reale, senza favoleggiare o inventare una soluzione facile e rosea solo per accontentare il lettore, non nascondendo quindi la realtà dei fatti e non rendendo le cose semplici, proprio come nella vita vera.

L’argomento principale è la discriminazione verso gli omosessuali, sia in società sia in famiglia. Le reazioni del padre del protagonista sono ciò a cui di peggio si potrebbe assistere da parte di un genitore ma a cui spesso ancora si assiste per ignoranza e chiusura mentale. Ma ci sono anche molti altri argomenti che l’autrice mette in luce: malattie, problemi psicologici, guerra, paura di perdere la propria indipendenza.

Il lettore tocca con mano situazioni di vita reale, è pervaso dal dolore, dalla rabbia e dal senso di frustrazione dei protagonisti, ma trovandosi coccolato dal tepore di un amore tenero, romantico, ricco di complicità, sostegno e desiderio.

Un mio plauso personale all’autrice che è riuscita a non soffermarsi con morbosità sulle scene d’amore, ma che anzi le ha limitate rendendole un momento di scoperta reciproca e di scambio emotivo.

Un romanzo d’amore, passione e coraggio che apre gli occhi su situazioni purtroppo ancora troppo comuni e sulle devastanti conseguenze che comportano nei soggetti coinvolti. Una storia che fa riflettere su quanto realmente importante sia essere sé stessi per trovare la propria felicità e quanto nessuno abbia il diritto di negarcene la possibilità.
Deb

2 commenti:

  1. questa mi sembra proprio un tipo di lettura forte ma nello stesso tempo interessante. Ottima recensione

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