UNA RAGAZZA COME ME di Sara Tricoli - Recensione

domenica 8 maggio 2016

Buona domenica! Oggi Patty ci parla di un libro che affronta un problema che purtroppo ancora molto spesso non viene riconosciuto e crea particolari disagi ai bambini e ragazzi che ne soffrono: la dislessia.
A lei la parola.

Una ragazza come me

Titolo: Una ragazza come me
Autore: Sara Tricoli
Genere: Non-fiction
Editore: Triskell

(FILEminimizer) Sinossi

Una ragazza di 14 anni, Clara, svogliata nello studio e chiusa in un suo mondo, in conflitto con sua madre e ormai rassegnata a non avere nessun dialogo con suo padre; costretta a passare tutta l’estate in una scuola sperduta tra le montagne.
Lei non sa che qui troverà un caro amico, il cugino Moreno che non vede dall’età di 5 anni, ma che si rivelerà per lei un vero amico quasi un fratello. Li accomuna il fatto di avere entrambi dei genitori troppo impegnati e distanti e li accomuna i brutti voti a scuola, ma le cose possono cambiare, se si conosce la verità.
Troverà l’amore, inaspettato e innocente.
Troverà un professore, un po’ speciale, che non la giudicherà e saprà scorgere in lei qualcosa di più. Capirà che è dislessica e come d’incanto ogni tessera del mosaico troverà la sua collocazione, finalmente. E Clara troverà se stessa.
(FILEminimizer) Recensione

Una storia breve che pone l’accento su un problema concreto, la dislessia, che accomuna tanti bambini, giovani e ancora oggi non è riconosciuta facilmente. Fin dall’inizio siamo al fianco di Clara e dei suoi pensieri, l’odio per la scuola, l’ansia per le interrogazioni, il fatto di impegnarsi tanto, senza riuscire a raggiungere buoni risultati, anzi quasi da essere una ritardata. Questo è quello che pensa Clara di se stessa e vive un disagio sociale, non ha amici, il rapporto con i suoi genitori è inesistente, lei si rifugia nella musica e nei suoi disegni, gli stessi sminuiti dalla madre e che nessuno sa interpretare nel modo giusto. La protagonista all’inizio è felice la scuola è finita e la aspettano mesi di vacanza, ma i suoi genitori le hanno preparato una doccia fredda, l’hanno iscritta a sua insaputa in una scuola estiva in una località montana, una specie di college, dove dormi e studi tutti i giorni, con la possibilità di fare delle passeggiate. Clara è sconvolta, il suo incubo non è finito, ma non può fare altro che sottostare al volere dei genitori.

Scuola nuova, vita vecchia, Clara si chiude nel suo mondo, dando poca confidenza, la sua salvezza è il ricongiungersi con suo cugino Moreno, che si fa chiamare da tutti Morris, anche lui presente nella scuola, i due ragazzi instaurano subito un rapporto di amicizia, arrivando a intendersi con uno sguardo e trovando molte cose che li accomunano. Moreno la mette sotto la sua protezione e la inserisce nel suo gruppo di amici, le insegnerà le regole della scuola, come si svolgono le lezioni e come evitare le sedute con gli psicologi, odiate da entrambi. All’inizio Clara lo segue come un automa, ma lentamente s’inserisce e si rende conto del mondo e delle altre persone che gravitano intorno a lei, iniziando ad aprirsi e a prendere coscienza di se stessa, come ragazza.
Prima di varcare la soglia della scuola, Morris prese per mano sua cugina e, fissandola negli occhi, le disse: “Io non so che problemi tu possa avere, ma sono sicuro che non sei né stupida né sfigata. Sei una persona speciale e non lo dico perché sei mia cugina. Hai qualcosa dentro e devi solo lasciarlo uscire, non avere paura”.
Il suo rapporto con lo studio però non cambia, per quanto s’impegni, non riesce a primeggiare. Un professore avrà l’intelligenza di studiarla attentamente, di capire il suo disagio e di avere la prontezza di sottoporla ad alcuni test con un logopedista, il quale capirà il problema e sarà in grado di assegnargli un nome, dislessia. Una nuova Clara verrà a galla, più sicura di sé, che si piace e può piacere, infatti, in contemporanea inizia una bella storia d’amore con un ragazzo più grande, che con dolcezza, pazienza e semplicità la affianca in questa esperienza. Finalmente i suoi genitori la capiranno e il muro che si era eretto fra loro crollerà.
“Quindi state dicendo che è una ritardata!”…“No, signora, stiamo dicendo esattamente il contrario”, disse la professoressa Frassoni. “Lei è molto intelligente, solo che i normali metodi di insegnamento non vanno bene, la mandano in confusione. Quindi non riesce a studiare, né a svolgere esercizi elementari, ma paradossalmente riesce a risolvere cose più complicate”.
Una lettura ricca di significati, adatta a tutti, non solo ai giovani, che non tratta solo un problema di apprendimento, ma presenta la vita di un adolescente, toccando vari argomenti come l’amicizia, i primi amori, l’invidia, la gelosia, la solitudine, la sofferenza, l’insicurezza, il coraggio di affrontare le proprie paure e la consapevolezza di se stessi. Ho apprezzato il finale che da una panoramica su questi ragazzi da adulti, dimostrando che riconoscendo il problema e intervenendo per tempo si può vivere normalmente e studiare con successo, raggiungendo traguardi impensabili. Volete sapere che mestiere fanno Clara e Morris ora? Non posso svelare niente, ma mi sento di consigliare questa storia.


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6 commenti:

  1. Un tema attuale e di cui è bene parlare è una copertina bellissima!!!
    Bella rcensione Patty
    Baci

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    1. Grazie Virginia, il tuo supporto e i tuoi complimenti sono preziosi per me.

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  2. Ciao Patty,
    Ho letto questa tua recensione con grande interesse. Hai compreso molto Clara e il suo mondo, hai colto quanto mi premeva sottolineare e si comprende (dalle tue dolci parole) che la lettura è stata piacevole.
    Proprio quello che desideravo di più: parlare di un tema importante ma con una leggerezza che lo faccia arrivare dritto al cuore ☺️
    Sono contenta anche che ti sia piaciuto il finale. Non tutti ne parlano e anzi, qualcuno mi ha perfino detto che avrei dovuto lasciare aperta la possibilità di un continuo ... invece io credo che la storia di Clara dia tutta qui... che sia bello avere un lieto fine, anche se magari scontato e banale ma che ti faccia chiudere il libro con un lieve sorriso.
    Grazie ancora e se non ti dispiace, appena posso preparerò un articolo sul mio blog, per far conoscere i tuoi pensieri ai miei follower
    Un abbraccio 😘

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    1. Ciao Sara, certo che puoi pubblicare la recensione sul tuo blog, mi fa molto piacere e grazie per averla letta. Hai trattato un tema interessante, non facile da trattare, tenendo conto che ancora oggi c'è molta difficoltà a riconoscere un dislessico. Grazie per i complimenti. Ciao Patty

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  3. Ciao ho fatto il mio articolo ^_^ ti ringrazio ancora molto.
    E se non è troppo disturbo, vorrei chiederti, quanto hai tempo, un commento su Amazon. Grazie <3

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    1. Ok, appena riesco la metto! Ciao, buona giornata

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