LA RONDINE DI GUADELOUPE di Ester Manzini - Recensione

lunedì 7 marzo 2016

Buon lunedì a tutti! L’opinione che condivido con voi oggi riguarda un romance storico che è riuscito a conquistarmi e coinvolgermi. Il genere storico in realtà non è tra i miei preferiti, in generale non tanto per la storia in sé quanto perché quelle storie le trovo spesso dai tratti troppo “moderni” per riuscire a vederle nel contesto temporale nelle quali sono ambientate.

Questa volta invece è scattato qualcosa che mi ha fatto apprezzare tantissimo questo romanzo.

LA RONDINE DI GUADELOUPE
Titolo: La rondine di Guadeloupe
Autore: Ester Manzini
Editore: Triskell
Genere: Romance storico

Guadeloupe, 1730.
La vita tranquilla dell’isola e della guarnigione militare viene sconvolta dall’arrivo di una persona dall’identità ambigua. Mac è alla ricerca di Donatien, l’uomo che ha rovinato la sua vita e che ha ucciso sua madre e sua sorella.
Per avere la sua vendetta, dovrà fare affidamento su Martin e gli altri uomini della guarnigione, con i quali scoprirà i loschi traffici di Donatien e il suo oscuro legame con il governatore Tremaine.
Tra inseguimenti, amori e botte da orbi, Mac potrà finalmente trovare la serenità e, forse, l’amore.




«Il Mar dei Caraibi brillava quieto in lontananza, specchio di mercurio che spariva alle spalle della città, vivo di sangue e segreti.»


Dolore, desiderio di vendetta, pregiudizi, perdite, amore. In un’ambientazione affascinante, paesaggi tropicali, stradine oscure, case lussuose e in un tempo in cui le donne dovevano ancora sottostare ai voleri degli uomini e le persone di colore erano trattate quasi esclusivamente come schiavi, si intreccia la storia di Mac e della famiglia Lambert. 

Mac viene dalla Scozia, o per meglio dire quella è la terra natale dalla quale è fuggita ancora poco più che bambina dopo aver assistito impotente all’atroce omicidio della madre e della sorella da parte di Donatien, l’uomo che da quel momento diventa l’oggetto del suo desiderio di vendetta. La vita di Mac diventa si trasforma in un continuo viaggio alla ricerca di quell'uomo, per mare, in varie parti del mondo incontra e vede ogni tipo di persona, impara a combattere e difendersi come un uomo e come tale si comporta. La sua caparbietà, la sua forza, la sua determinazione sono spinte esclusivamente dal desiderio di uccidere l’uomo che le ha rubato la vita e gli affetti. Ha ceduto, solo una volta ancora ragazza al suo desiderio di sentirsi amata e “vista”, ma purtroppo quel momento è stato un’ulteriore prova che i sentimenti sono solo un’ostacolo, una distrazione che non può più permettersi se non vuole rischiare nuova sofferenza e, soprattutto, di mettere da parte il suo obiettivo. Mac non è la solita eroina da romanzo storico, la classica donna imbrigliata nelle convenzioni sociali e costretta a reprimere la sua natura passionale e libera fino a quando non incontra l’amore di un uomo che la porta a lasciarsi andare. Mac è indomita e indomabile, uno spirito libero, fuori dalle regole sociali e dagli schemi dell’epoca, accecata da un un odio così grande che non le permette di lasciarsi andare, che rinchiude in una barriera che sembra invalicabile il suo lato femminile e il suo cuore. 

Poi incontra tre uomini della guarnigione, fratelli non solo di sangue che desiderano aiutarla a smascherare i traffici di Donatien evitando che compia un atto che la condannerebbe per sempre. Auguste, Florent e Martin. Tre uomini che non potrebbero essere più diversi tra loro ma che sono legati da un affetto radicato e profondo. 

Auguste è il primogenito della famiglia Lambert. Quando ancora ragazzino il padre è morto si è trovato addosso il peso delle responsabilità di una madre e una sorella più piccola. Ha reagito come poteva e come riteneva giusto, sviluppando un carattere ligio alle regole, intransigente, quasi completamente conforme alle regole della società del tempo; ma allo stesso tempo troppo affezionato a Martin e Florent per non chiudere spesso un occhio su qualche loro “bizzarria”. 

Florent ha l’aria di essere quello più libertino, affascinante e sempre oggetto degli sguardi e delle attenzioni femminili. Brillante e irriverente, ma dai solidi principi morali, incapace di non reagire davanti ai soprusi.

Martin è quello dal passato ribelle e poi salvato dal fratello Auguste e arruolato nella  guarnigione, il figlio illegittimo del padre di Auguste e Jacqueline, quei fratelli che nonostante tutto lo hanno sempre trattato come tale, l’hanno sempre amato e protetto nonostante il suo avere una pelle mulatta, frutto della relazione clandestina tra un uomo bianco e una schiava nera. Coraggioso, affascinante, irruento, protettivo, con la sofferenza di una vita a sentirsi indesiderato nella casa di quel padre che ha voluto metterlo al pari dei fratelli e che, morendo, lo ha lasciato solo con una donna indurita dal suo rancore. Ma è proprio questo che lo ha trasformato in un uomo capace di comprendere, con un cuore d’oro. 

E poi c’è Jacqueline, quella sorella che in un certo senso ha rinunciato a se stessa, alla sua intelligenza, alla sua voglia di vivere per salvare la famiglia dalla povertà sacrificando anche il suo cuore a una vita apparentemente perfetta che in realtà è una gabbia dorata.

Queste quattro persone hanno il potere di portare a galla in Mac sentimenti che ormai aveva relegato a un passato lontano. Amicizia e amore ritornano prepotentemente nella sua vita, sarà in grado di accoglierli o l’odio e la vendetta sono ormai troppo radicati nella sua anima? 

Non si tratta di una storia d’amore nel vero senso della parola, questo sentimento c’è ed è un sentimento che nasce improvviso ma al quale serve tempo per superare le barriere costruite. L’autrice sceglie di raccontare questa storia attraverso punti di vista diversi; quello di Mac che è il principale, e poi quello di Martin, Jacqueline e Auguste e in questo modo lo trasforma in un romanzo corale che permette al lettore di conoscerne tutti gli aspetti e assistere a diverse storie che affiancano quella principale. 

Si affrontano vari argomenti radicati nel periodo storico trattato, fra tutti la condizione sociale della donna e la schiavitù a cui ancora tanti uomini di colore erano condannati.  Ognuno dei personaggi, così ben tratteggiati e dei quali si percepiscono sentimenti e sensazioni ha conquistato un pezzetto di cuore, ma Martin e Mac sono quelli che mi hanno più emozionato. Martin, con la sua pelle più scura degli altri e la sua fatica nel farsi accettare ma allo stesso tempo la sua empatia e la sua dolcezza; Mac così ribelle, selvaggia ma allo stesso tempo dolce e appassionata. 

Un altro aspetto del romanzo che mi ha positivamente colpita è stata quella di non trovare scene erotiche o termini espliciti, e questo ha reso i sentimenti più delicati ma in qualche modo ancora più sentiti. 

Io trovo che questo libro non sia adatto solo a chi ama il romance e il genere storico in particolare, perché è una storia a tutto tondo in cui esiste sì la componente romantica, ma la trama, gli avvenimenti, i momenti di azione e gli aspetti sociali sono altrettanto protagonisti

Il finale è assolutamente e completamente perfetto perché riesce a non sradicare i due protagonisti da ciò che sono e allo stesso tempo a soddisfare il cuore del lettore.


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