QUESTO NOSTRO DOLCE NATALE di Antonella Maggio - Recensione

domenica 21 febbraio 2016

Buonasera, questa recensione vi farà capire quanto io sia ben lontana dall’essere in pari con le letture perché, come potrete capire il libro è ambientato a Natale. Ok, mettiamola così, vorremmo essere ancora in ferie e accoccolati sul divano mangiando cioccolata e panettone…


Questo nostro dolce natale

Titolo: Questo nostro dolce Natale
Autore: Antonella Maggio
Editore: Butterfly Editore
Genere: Romance contemporaneo
Sinossi:
Nessuno può resistere alla magia del Natale...

Lucy Vivian Norberg ha abbandonato la speranza di poter trascorrere un felice Natale: odia il fuoco, le luci e i colori che si accendono in città, perché tutto ciò le ricorda il suo passato e un segreto che la tormenta. Se potesse, se ne starebbe chiusa in casa, lontana da tutti, fino alla fine delle feste. Ma nel mese di dicembre si ritrova a lavorare nell'ospizio dove è direttrice con un nuovo aiutante, William, molto attraente e per nulla intimidito dalla sua freddezza. Lucy però è decisa: non vuole legami e pensa di non meritare la felicità, ma il destino ha in serbo per lei altri progetti e sotto la neve di Stoccolma nessuno può resistere alla magia del Natale...
Una storia di riscatto e di rinascita che ci ricorda la magia del Natale e dell'amore...

Se pensi di non meritare la felicità, prova a sorridere di nuovo con questo libro!
Tutti meritiamo una seconda chance...
Recensione
Il senso di colpa e i rimorsi fanno spesso molto più male delle accuse esterne. Quando un nostro comportamento provoca una serie di eventi dalle conseguenze irreparabili, la nostra vita sembra fermarsi, convinti di non poterci permettere quel poco di felicità perché non la meritiamo.

Questo è ciò che si porta dentro da anni Lucy Vivian, un dolore enorme del quale è stata in parte responsabile e che ora la tormenta ogni giorno della sua vita, non permettendole di aprirsi ai sentimenti e cercare quella felicità che, nonostante tutto, tutti meritiamo. Vivian ha rinnegato il suo primo nome, Lucy (luce) perché quella luce, quel fuoco che dovrebbe essere sinonimo di calore significa per lei sofferenza. Vivian vorrebbe solo dimenticare, ma più cerca di farlo, più i ricordi tornano vividi. Accanto a lei solo due amici che la conoscono sin da bambina e che le sono stati vicini sempre, anche nella tragedia.

Sono proprio loro a cercare di spingerla ad aprirsi, ad avvicinarsi alle persone, lasciarsi andare e tornare ad amare. Per Vivian è tremendamente difficile, il suo cuore vorrebbe lasciarsi andare, la sua mente è ancorata al senso di colpa. Preferisce rimanere al sicuro nella sua casa di riposo, assieme a quegli anziani con i quali sente una forte connessione, perché anche loro vedono scivolare via la vita.

Quando nella clinica arriva un nuovo giovane dottore, William, capisce subito che lui riesce a guardarla dentro, sembra che anche in lui ci sia qualcosa a tormentarlo, ma allo stesso tempo non si ferma davanti ai rifiuti di Vivien, che per lui presto ritornerà ad essere Lucy. William vuole che in lei si riaccenda la fiamma, la luce della vita e per farlo non esita a spingerla sempre più verso i suoi limiti, mostrandole quanto sia meritevole di quell’amore che prova per lei, scritto nel destino di entrambi.

L’unico modo per lasciarsi alle spalle il passato è affrontarlo senza fuggire. Ne sarà capace Lucy? Potrà perdonarsi e permettersi di amare?

Ciò che mi ha particolarmente affascinato in questa storia è l’ambientazione che evoca quelle che per me sono la vera atmosfera natalizia, e lo scorcio sulla cultura dei Sami (Lapponi) di cui ammetto ignoravo qualsiasi notizia. Tutto questo ha ricreato un’atmosfera magica e sognante che accompagna perfettamente la storia d’amore tra i due protagonisti. Una parte romantica molto delicata e intensa, un dolore che strazia ma anche un messaggio di speranza, perché per tutti esiste una seconda possibilità se sappiamo coglierla.

Il racconto è scritto totalmente seguendo il punto di vista della protagonista e questo, seppur aiuti a sentirsi più vicine a lei e carpirne i dubbi e i tormenti, non mi ha permesso di godere appieno della nascita di questo amore, mi sarebbe piaciuto conoscere i pensieri del protagonista maschile, ma questo è la mia solita passione per i punti di vista maschili che si fa sentire. L’unica cosa che forse mi ha lasciato un po’ interdetta sono le volte in cui la protagonista si riferisce a William con nome e cognome, quasi come a volere comunque mantenere da lui una certa distanza che, se ha un significato nella prima parte del libro, verso la fine mi ha dato una sensazione troppo marcata di distacco.

L’autrice ha una scrittura fluida, piacevole, che culla il lettore in questa storia che sembra una fiaba ma molto ben ancorata alla realtà. Parla di un dolore difficile da superare, di rapporti familiari compromessi dalle convinzioni e dalle tradizioni, ma anche dai malintesi e da quello stesso tormento che ognuno affronta in modo diverso. La protagonista è ben delineata e anche i personaggi che le girano attorno hanno loro caratteristiche e un loro ruolo.

L'ho trovata una lettura molto tenera e delicata, che riscalda dolcemente.


7 commenti:

  1. bella *.* hihi con il fatto che da me la neve si è fatta vedere pochissimo, ho quasi nostalgia del Natale, leggo ancora volentieri queste letture :)

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  2. Natale a Febbraio? Assolutamente sì!
    Ho letto volentierissimo questa recensione, e mi è tornata la voglia di lucine, albero addobbato e biscotti <3

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  3. Grazie Deb per avermi ospitata sul Blog e per aver letto il mio libro <3 Ammetto che la personalità di William è davvero interessante e non sarebbe stato male vedere anche il suo punto di vista... chissà :D

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  6. Molto interessante, brava Antonella.

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  7. Molto interessante, brava Antonella.

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