IL PESO SPECIFICO DELL’AMORE di Federica Bosco - Recensione

mercoledì 24 febbraio 2016

Eccoci all’appuntamento di Febbraio con il Domino Letterario in collaborazione con gli amici del gruppo Passione blog. In cosa consiste? Si stabilisce un ordine di partenza dei partecipanti, e poi - seguendo quell'ordine - si sceglie la lettura, con la regola che deve essere collegata al libro precedente per trama, copertina, casa editrice, genere o altro.

Questa volta mi sono agganciata al libro di Fede del blog  On Rainy Days perché è della stessa casa editrice, la Mondadori. Dopo di me troverete la recensione di Virgy (Le recensioni della libraia) quindi passate anche da lei per scoprire quale libro ha scelto e in base  a cosa si è agganciata al mio e continuate la catena per scoprire tutti i blog partecipanti e le letture che abbiamo fatto :-) 

[Questa lettura va a depennare una voce dall'evento Libera lo Scaffale] 


IL PESO SPECIFICO DELL'AMORETitolo: Il peso specifico dell’amore
Autore: Federica Bosco
Edizione: Mondadori
Genere: Narrativa
Pagine: 389
Sinossi:
«Un giorno l'amore finisce e basta. E lo fa così, un mercoledì sera, senza preavviso. Sei lì che guardi "Chi l'ha visto", con il pigiama di pile e i calzini antiscivolo, e lo osservi, e ti sembra di vederlo per la prima volta, che mangia fissando lo schermo, una forchettata di pasta dopo l'altra, e ti rendi conto che non ce la fai più. Ma nemmeno un po'. E che non puoi resistere un altro minuto seduta su quel divano con il pigiama di pile e i calzini antiscivolo. Cioè, per carità, gli vuoi un bene dell'anima, e se avesse bisogno di un rene glielo daresti senza batter ciglio, ma ecco, è lì il problema: preferiresti dargli un rene che non un'altra parte di te... E questo perché? Perché, ripeto, un giorno finisce e basta. E questo non te lo dicono nei film, o nei libri, perché succede appena finiscono i titoli di coda. Perché la verità è che Richard Gere non ha mai smesso di rinfacciare a Julia Roberts di battere sul Sunset Boulevard, e Julia Roberts si è stufata dopo dieci minuti di stare su quella cazzo di panchina al freddo di Notting Hill insieme a Hugh Grant, e sempre Richard Gere non ha mai perdonato a Susan Sarandon di avergli fatto rinunciare alle lezioni di danza con Jennifer Lopez! È così che va la vita, non c'è mai un lieto fine, c'è solo una fine.» È con questa amara consapevolezza che Francesca cerca di fare i conti lavorando come una matta, perché il lavoro è l'unica parte della sua vita che riesce a tenere sotto controllo e che non la delude mai. Il resto è una catastrofe: il fidanzato, devoto ma dinamico come una mensola, il capo, un editore megalomane e ignorante detto Mr. Big («Non perché ricordi quel gran figo che sposava Carrie Bradshaw. Ma solo perché si chiama Bigazzi e ha un ego spropositato») che la schiavizza con la promessa di una promozione, Paola, l'amica alle prese con l'ex marito stalker, e una mamma depressa, prigioniera dell'odiosa zia Rita. E per sfuggire all'insonnia che tutto ciò le causa, la notte cucina dolci fino a sfinirsi (e lei li odia, i dolci!). Costantemente in balìa del delirio di onnipotenza di Mr. Big e dell'umore di autori egocentrici e narcisisti, primo fra tutti Leonardo Calamandrei, favorito per il prestigioso premio Strega, senza altro sostegno se non quello della propria ironia, Francesca si troverà ad affrontare le prove più assurde nel tentativo di capire qual è il sottilissimo confine che, nel cuore, separa l'abitudine dall'infelicità e la sicurezza dall'imprevedibile meraviglia dell'amore. Federica Bosco costruisce una commedia gustosissima ma anche profondamente seria che non ruota intorno alla ricerca del Grande Amore fiabesco, ma sulla difficile sfida del tenere vivi gli affetti in tempi sempre più veloci e competitivi. Un romanzo autentico, con una protagonista che trova il coraggio di mettersi davvero in discussione, di porre a se stessa – e a noi – domande importanti senza arrendersi finché trova la risposta.


Le abitudini e le sicurezze possono trasformarsi nella strada che porta alla fine di un amore?

È questa la domanda che ci segue durante la lettura di tutto il libro della Bosco, una storia che non racconta tanto una storia d' amore, quanto la crescita e la presa di coscienza di una protagonista,  Francesca che sembra avere una vita perfetta, un fidanzato perfetto e un lavoro perfetto, salvo sentire dentro di sé un’inquietudine e una insoddisfazione tali da non sapere più come comportarsi: continuare la sua vita che la conforta e la fa sentire al sicuro, o lanciarsi lasciando tutto e tentando di trovare se stessa?

Tutto il libro è raccontato dal punto di vista della protagonista e questo mi ha permesso di comprenderla quasi sempre. Francesca è sposata con il suo lavoro, nel senso letterale del termine. Lo usa come scudo e riempitivo per non vedere quanto ormai la vita con il fidanzato Edoardo sia diventata priva di stimoli, di passione, di amore. Ammettere che la persona con la quale solo pochi anni prima pensavi di condividere la vita, che ti emozionava con i suoi gesti e l’importanza che ti dava nella sua vita, la persona verso la quale continui a provare un reale affetto ora non ti fa più sentire bene, anzi il suo metterti al centro di tutto e le sue attenzioni, la sua accondiscendenza e il suo farti sentire su un piedistallo si è trasformato da calore nel cuore a un peso da portare, fa innescare il senso di colpa che, mischiandosi all’insofferenza rende difficile riuscire a capire se troncare o continuare in una vita che sembra diventata una prigione. Francesca ha paura di ferire Edoardo, ma allo stesso tempo si è resa conto di non amarlo più.

È sorprendente vedere come l’autrice riesca molto fedelmente a raccontare un momento della vita di una coppia che hanno probabilmente vissuto in molti, senza nascondersi dietro ipocrisie o buonismi di alcun tipo.
Il tormento di Francesca diventa quello del lettore, il fidanzato diventa sin da subito oggetto di comprensione e tenerezza, il capo della casa editrice in cui Francesca è editor conquista subito la nostra antipatia e l’egocentrico, presuntuoso e superficiale scrittore Leonardo ci fa sperare per poi riservarci un’amara sorpresa.

Quando ormai è arrivata a un punto di rottura Francesca ha solo necessità di un avvenimento, di un motivo che la riscuota e le faccia prendere la decisione che è ormai inevitabile.

Ciò che prova per Edoardo è solo una fase? La vita che sembra andare a rotoli sia sentimentalmente che lavorativamente può diventare il punto di partenza per ricominciare da se stessa? Cosa le riserva il futuro?

Come ho detto la Bosco ha una scrittura che scorre velocemente, tratta argomenti molto realistici senza mancare di condirli con quella verve che rende tutto più leggero. I protagonisti sono descritti a tutto tondo, pregi e soprattutto difetti vengono evidenziati in modo tale da sentirli vivi accanto al lettore. Purtroppo proprio la velocità con cui vengono descritte le situazioni in cui si trova o si mette  la protagonista mi ha spesso lasciato con la sensazione che mancasse qualcosa. Ammetto poi che il finale, se da un lato mi ha trasmesso pienamente il senso di riscatto e la capacità di rimettersi in piedi della protagonista, d’altro canto mi ha lasciato con un po’di insoddiscazione, alcuni momenti mi sono sembrati affrettati e poco approfonditi, almeno questa è la sensazione che ha lasciato a me. Avrei gradito comprendere meglio l’epilogo e i sentimenti che lo caratterizzano che, in questo caso e da romantica, non mi sono arrivati. 

È sicuramente un romanzo scritto bene e che sa catturare, la storia è tristemente realistica e questo probabilmente non me lo ha fatto apprezzare appieno lasciandomi con una leggera sensazione di amarezza nel cuore. Forse il mio lato sentimentale non ha avuto totale soddisfazione, mentre la mia parte razionale ha riconosciuto fin troppo bene gli aspetti dell’amore nella vita reale ed è probabile che non fosse il momento giusto per me di approcciarmi a qualcosa del genere.  

Adatto comunque a chi cerca una storia di vita e di crescita e non teme di confrontarsi con la normalità dell'amore.




13 commenti:

  1. Ciao Deb!!! Anche questo titolo ha catturato la mia attenzione, della Bosco ho già letto qualcosa e non mi era dispiaciuta per niente, provare con qualcosa d'altro non mi dispiacerebbe. Peccato per i passaggi un po' troppo svelti sopratutto se sono verso la fine. Lo segno comunque nella wishlist, mi sembra un ottimo titolo ^_____^

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  2. Ammetto di non averlo mai sentito, prima d'ora, ma le tue parole mi hanno molto incuriosita!
    Un bacio <3

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  3. Altro libro aggiunto in WL, le tue recensioni Deb sono sempre stupende.

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  4. Altro libro aggiunto in WL, le tue recensioni Deb sono sempre stupende.

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  5. Di solito nei romance si cerca la "fuga" dall'amore di tutti i giorno, però sembra bella l'idea di analizzare i rapporti reali per una volta :) direi che è da WL!

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  6. Ciao Deb, mi avevi incuriosita con questo libro già dalla scelta. Mi piace l'idea di leggere una storia reale e molto più realistica di tanti altri libri.
    Bella recensione
    Un bacio

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  7. Ho paura che questo romanzo mi tolga i paraocchi. Nonostante ciò, lo leggerò.

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  8. Difficile volersi scontrare con la realtà, in genere leggo per sfuggire alla routine, ma ti confesso che quando ho letto la tua citazione tratta da questo libro, mi ha incuriosito molto, WL sicuramente.

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  9. Difficile volersi scontrare con la realtà, in genere leggo per sfuggire alla routine, ma ti confesso che quando ho letto la tua citazione tratta da questo libro, mi ha incuriosito molto, WL sicuramente.

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  10. Non ho mai letto nulla di Federica Bosco e devo dire che apprezzo molto le storie di vita realistica anche se spesso mi lasciano con l'amaro in bocca! Penso che proverò a leggerlo!

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  11. Non sono un'amante del romance, ma questo aspetto psicologico e reale dell'amore non mi dispiacerebbe. Direi che è quasi in WL, devo ancora pensarci! XD

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  12. Non è proprio il genere di libro che leggersi, ma la recensione è dvero bella!

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  13. Un romance più particolare dei soliti.. ecco, forse per questo lo considererei di più degli altri ^^

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