L'USIGNOLO di Kirstin Hannah - Recensione

mercoledì 13 gennaio 2016

Oggi voglio parlarvi di un romanzo che mi ha emozionato e commosso fino alle lacrime (ebbene sì,ho pianto, e anche tanto). Sto parlando della nuova uscita  della Mondadori, che ringrazio davvero per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima.  


L'Usignolo
Mondadori Omnibus
  
 Titolo: L' Usignolo  
 Autore: Kristin Hannah
 Genere: Narrativa 
Sinossi
Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l’altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro. Con coraggio e grazia, sorretta da una documentazione accuratissima, Kristin Hannah si addentra nell’universo epico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della Storia raramente affrontata: la guerra delle donne. L’Usignolo racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell’amore e della libertà. Una storia toccante, dolorosa e coinvolgente che celebra la resilienza dell’animo umano e la straordinaria forza delle donne

«Se c’è  una cosa che ho imparato nella mia lunga vita, è questa: in  amore  scopriamo  chi  vogliamo  essere,  in  guerra  scopriamo chi siamo.»

Il nazismo, la guerra, la deportazione sono sempre argomenti che scuotono gli animi. Quando si pensa a quegli anni e quegli avvenimenti lo si fa spesso pensando a Partigiani e soldati, al fronte dove gli scontri imperversavano, agli uomini persi in quelle battaglie, le bombe, i campi di concentramento e tutto ciò che questo ha comportato. C'è però una parte che a volte si dimentica, ed è quella fatta di donne rimaste sole a prendersi cura dei loro bambini, donne pronte a qualsiasi sacrificio per proteggerli. Donne spaventate, sole, con il cuore spezzato per i propri uomini reclutati per la Patria, ma che non possono permettersi tentennamenti o di lasciarsi andare, non possono far capire al nemico i propri punti deboli, perché questo significherebbe morire o subire torture impensabili.

La Guerra in questo romanzo ci viene raccontata proprio attraverso gli occhi di quelle donne.

Vianne e Isabelle sono sorelle, ma la loro vita non è stata facile. La morte della madre e un padre che, dopo la Prima Guerra non si è mai ripreso e le ha allontanate, ha avuto come conseguenza l'aumentare il divario caratteriale che già esisteva tra loro.

Vianne è sempre stata timida, remissiva e dolce. Ha amato un solo uomo, sin da ragazzina e lo ha sposato. La sua vita è stata costellata di sofferenze, ma accanto a lei ha sempre avuto il sostegno del marito, senza di lui crede di non poter fare nulla, e la loro bambina è il frutto di quell'amore che non potrà mai finire. 

Isabelle è ribelle, uno spirito libero, non fanno per lei il bon ton e i merletti. Lei è una combattente, vuole agire, è coraggiosa. Ma dietro la sua apparenza di ragazza forte e dall'animo indomito, si nasconde un cuore che ha sofferto, un cuore che cerca l'amore, qualcuno che non l'abbandoni come hanno fatto tutti quelli che hanno fatto parte della sua vita. Non si è mai sentita accettata, ma questo non le ha impedito di lottare per quegli amori negati. Isabelle non si arrende, mai, fino alla fine. Isabelle vuole essere ricordata, vuole essere importante per qualcuno, e il suo destino è di diventarlo per molte più persone di quante avrebbe creduto possibile.

Non voglio raccontarvi la trama, perché non si tratta solo di un racconto di eventi purtroppo ai più ben noti, quanto piuttosto del racconto delle emozioni che hanno attraversato quegli anni oscuri.

Due donne diverse, ma entrambe forti che, seguendo le loro inclinazioni caratteriali hanno partecipato e resistito ai soprusi.

Isabelle è diventata un simbolo, con la sua battaglia ha salvato molte vite; una vita intensa, divisa tra i coraggiosi viaggi di speranza e l'amore, quello unico che può durare tutta la vita, ma che si ritrova a scontrarsi con qualcosa di più grande in grado di schiacciarlo, di soffocarlo ma incapace di spegnerlo.

Vianne e Isabelle si ritroveranno o la Guerra sarà un ulteriore ostacolo al loro ricongiungimento?

Ho amato questo romanzo. Non vi dirò che è un romanzo in cui tutto si sistema, in cui il lieto fine è assicurato. È una finestra su un periodo storico di cui ci sono numerose testimonianze, anni di dolore e brutture.
Ambientando la storia in una Francia devastata dal terrore e occupata dai Nazisti, l'autrice è stata in grado di trasmettere perfettamente l'atmosfera cupa, l'odore acre della terra martoriata dalle armi e l'ingiustizia dei morti per mano delle SS, ma lo ha fatto con umanità, con la capacità di raccontare le emozioni delle persone coinvolte, siano esse vittime o carnefici.
Non nego che Isabelle mi sia entrata nel cuore con il suo mettersi in gioco, le sue speranze di libertà e tutto ciò che le accade. Anche Vianne, inizialmente forse meno accattivante come personaggio, mano a mano che la storia evolve mi ha fatto avvicinare a lei, sperare per lei, comprendere i suoi comportamenti dettati dalle necessità del momento e dall'amore per i figli.

È stata una lettura commovente e straziante, piena di dolore ma anche di speranza nel vedere come, con coraggio e orgoglio, tante persone siano sopravvissute e tornate a vivere.

È un romanzo che scuote l'anima, commuove sino alle lacrime, fa sperare per poi riportarti nel baratro della sofferenza, e poi di nuovo credere al lieto fine.

Mille emozioni, mille sensazioni che è difficile esprimere appieno, l'unico modo per farlo è viverle leggendo questo libro.



E dimenticavo, questa è una lettura per la Reading Challenge del 2016 - Un bestseller del New York Times

3 commenti:

  1. Ciao! Questo romanzo lo leggerò sicuramente, già consapevole che non è semplice addentrarsi in questi periodi storici, ma con la speranza che mi coinvolga!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è coinvolgente, struggente ed emozionante...in una parola MERAVIGLIOSO!!
      Poi se ti va passa a darmi il tuo parere :)

      Elimina
  2. ... Caspita, io non ho letto il libro ma mi ha scosso persino dalla recensione... Ne deve avere di forza, allora... La citazione in alto mi è piaciuta molto, credo anche che sia vera...

    RispondiElimina