L'opinione del lettore #2: CONTRO TEMPO di Laura Pellegrini

domenica 1 novembre 2015

             
Per l'opinione del lettore di Novembre ospito nuovamente e con molto piacere la recension di Patrizia. La scorsa recensione (qui) è stata una vera sorpresa positiva, e devo dire che anche questa segue la stessa linea. Sono lieta di ospitarla, tra l'altro è un aiuto per presentarvi libri che sfortunatamente non ho ancora avuto modo di leggere.

Vi ricordo che per farlo potete farlo anche voi, potete parlare di un libro che avete nel cuore, che sia romance o meno, e inviarmela  all'email leggendoromance@gmail.com
Non preoccupatevi se non siete esperti o se credete di non essere in grado di scrivere una recensione, seguite quello che vi detta l'istinto e poi possiamo sempre valutarle insieme ed eventualmente aggiustarle o modificarle per essere pubblicate.


Ma ora passiamo al libro che ci presenta oggi Patrizia: CONTRO TEMPO di Laura Pellegrini.
«La strada come una pista, i lampioni che saettavano ai margini, le mani che gli dolevano mentre il tachimetro segnava i centotrenta chilometri orari in pieno centro urbano, ma il viso di lei era ancora lì, presente, ingombrante, come la consapevolezza che quello non fosse solo un malessere ma uno stato d’animo. Decelerò, fino quasi a fermarsi. Aprì il casco e respirò a pieni polmoni l’aria fresca. L’avrebbe portata a casa e poi avrebbe fatto in modo di non rivederla più. Ci mancava solo che lei si innamorasse… No, avrebbe dato sfogo alle proprie pulsioni, l’avrebbe avuta per l’ultima volta e poi ognuno per la propria strada, come se nulla fosse mai successo e come era abituato a fare.»
SINOSSI:

Una cascata di riccioli neri, due occhi scuri e profondi e una moto potente e rumorosa come unica amante. Marco viene dalla strada, da un quartiere violento e difficile che lascia i segni addosso più di mille schiaffi. Lui corre come se non ci fosse un domani e sa di essere il migliore. Vincere, non mostrare le proprie debolezze.Arrogante, scontroso, dispotico, usa le donne a proprio piacimento. Non ama, perché sa che l’amore altro non è che un’assurda perdita di tempo. Per lui gli uomini veri non ammettono debolezze e l’amore lo è per definizione. Ma la vita non si può controllare come una motocicletta. La vita a volte prende strade sconosciute, inerpicandosi per sentieri impervi che, come spesso accade, attraversano luoghi dimenticati, come i sentimenti. Così correre non basta più e nemmeno mentire.

Come si è intuito dalla sinossi il protagonista è un uomo, Marco.  L'ho aspettato tanto, poi ha avviato la moto ed è arrivato a tutta velocità per lasciarmi soddisfatta della sua storia. Vorrei iniziare facendo i complimenti a Laura Pellegrini per aver scritto un libro dal punto di vista maschile, non facile per una donna, ma riuscendo bene nel suo intento.

Marco è un ragazzo bello, affascinante, carismatico, burbero, antipatico, possessivo e libero, talmente libero da non lasciarsi andare a nessuna storia seria. Ha delle regole precise e sacre,  ma si sa le regole sono fatte per essere infrante. E' un ragazzo sfortunato, come ce ne sono tanti nella realtà, nato in un quartiere della periferia di Roma, dove si sopravvive se si è forti, non solo di carattere. La vita gli ha messo davanti tante prove e tanti dolori, lui ha fatto una scelta, non farsi sopraffare da quello che lo circonda e cercare una vita migliore per se stesso, andando a vivere da solo in una zona più tranquilla. Ha un'attività che lo assorbe tutto il giorno, ha delle responsabilità, ma non dimentica le sue origini e rimane ancorato alla sua famiglia, cercando di aiutarli per quello che può. Non ha una vita sentimentale, perché non la vuole, per lui le ragazze sono una botta via, mai dormire tutta la notte con loro, mai! L'unico vizio che si concede sono le corse in moto, quelle clandestine e pericolose, per le vie della città dove la pioggia, o un ostacolo improvviso, possono farti cadere, mandarti all'ospedale, ma questa è adrenalina per lui, una linea sottile tra coraggio e follia, sentirsi onnipotente e unico. 

Questo è il mondo di Marco, fino al suo incontro con Aria, una ragazza all'apparenza felice, leggiadra come il suo nome, con una vita perfetta. Il caso vuole che apra un ristorante vicino al pub di Marco, e la loro conoscenza inizia tramite avvocati e reclami di proprietà. Aria è vegana, descritta da Marco come una figlia dei fiori, dal modo di comportarsi al modo di vestire, ma lei è tutt'altro. Cosa si nasconde dietro questa facciata da brava ragazza?

Nessuno dei due riesce a resistere all'altro, ma mentre Aria si lascia andare subito, Marco rimane fedele al suo modo di essere, una botta e via. Le sue regole però iniziano a essere meno rigide. Senza volerlo iniziano a conoscersi meglio e Aria avrà occasione di entrare nel vero mondo di Marco, quello delle corse e non solo, anche a quello delle donne che si lasciano usare da lui, a cui basta ottenere i favori del migliore. Aria non fa parte di questo ambiente, solitaria, senza amici, lentamente si apre a Marco e racconta le pene del suo cuore, facendo capire al ragazzo che non è l'unico a cui la vita ha tolto tanto. 

Così diversi, ma stranamente così simili, si attraggono come due calamite. Marco si lascerà andare a quel sentimento strano che sta nascendo in lui? Aria capirà che Marco non è solo un cattivo ragazzo?

Fanno da cornice a questa storia la città eterna "Roma" e la campagna Toscana. Bellissime le descrizioni del casale e della campagna, ma anche delle vie della città, viste da un punto di vista diverso dal solito, dalla moto. Descrizioni precise e mozzafiato delle corse in moto, sei lì con lui e senti la forza del motore sotto di te, stringi la manopola, dai gas e non ti rendi conto che stai stringendo solo il tuo e-book reader: un coinvolgimento totale.
Il bello di questo romanzo è che i personaggi sono veri, li potresti incontrare tutti i giorni.
Laura non ha creato una storia poco probabile, ma la sua penna ha dato vita a una storia vera, come tante, due persone colpite da un destino triste e sfortunato, che cercano di andare avanti, cercando di fare le scelte giuste, per non sentirsi dei perdenti. 
I dialoghi sono adatti alla situazione, diretti e con uno slang di strada, anche se non troppo marcato. In alcuni passaggi ha approfondito la psiche dei protagonisti, entrando a fondo nel loro malessere quotidiano, di contro ci sono anche dei momenti di grande felicità e sentimenti forti, che ti lasciano col cuore palpitante. Sensazioni che possiamo vivere tutti, il bello sta proprio in questo, una volta che conosci Marco lo cerchi, pensi di poterlo incontrare nei ragazzi che incroci per caso per strada.

Allora cosa aspettate? Venite con me, se siamo fortunate lo incontriamo e chissà che non ci porti a fare un giro. Lo confesso ho paura delle moto, ma con Marco uno strappo alla regola si può fare, giusto?
Patrizia




2 commenti:

  1. Bellissima recensione che mi ha incuriosito parecchio brava a questa lettrice

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  2. Grazie Stefania, sono contenta di averti incuriosito.

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