LA TEORIA DEL TUTTO - il film - raccontato da Elena Mandolini

venerdì 12 giugno 2015

Buon venerdì e bentrovati nella rubrica Pensieri d'Autore (QUI i dettagli).

Oggi ospito felicemente un'autrice che ha avuto la bellissima idea di parlarci di lei attraverso la recensione di un film che ha particolarmente apprezzato. Come sapete da poco sto "tentando" di dedicarmi più spesso a quest'altra passione cinematografica, quindi quando mi è arrivato il suo articolo mi ha particolarmente e piacevolmente sorpreso, l'ho trovato come una sorta di segnale che anche questa fosse una direzione giusta da intraprendere.

L'ospite di oggi è Elena Mandolini che ci racconterà le sue impressioni sul film LA TEORIA DEL TUTTO. E, come le ho già detto privatamente le sue parole mi hanno incuriosita e spero di avere occasione di vedere il film appena possibile.


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Ciao a tutti e grazie mille a Deb per questa bellissima opportunità! 

All’inizio avevo pensato di farmi conoscere attraverso i film che mi hanno formata e portata a scrivere urban fantasy dalle sfumature horror - gotiche. Mi sono messa di fronte al pc, ho creato il file word e poi… Vuoto! E non perché non sappia quali film citare, ma perché mi riesce difficile parlare di me stessa in prima persona. E pensare che le parole non mi mancano. Voglio dire, lavoro persino come ufficio stampa e pr on line per il mio compagno chef e per una mia amica stylist di moda. Evidentemente mi riesce meglio pubblicizzare gli altri e non me! Forse riesco a raccontarmi in maniera indiretta tramite i miei scritti, ma non voglio che questo articolo diventi autoreferenziale e non voglio parlare dei miei libri. Così, vi propongo la mia recensione di un film che ho adorato e che molti miei colleghi (prima di essere scrittrice sono critica cinematografica) hanno bistrattato. È stata un opera odiata e amata. E io l’ho amata… Si tratta de “La teoria del tutto”. Tenete presente, quando leggerete la recensione, che l’ho scritta quando ancora Eddie Redmayne non aveva vinto l’Oscar.
1963, il giovane Stephen Hawking è un cosmologo dell'Università di Cambridge che sta cercando di trovare un'equazione unificatrice per spiegare la nascita dell'universo e come esso sarebbe stato all'alba dei tempi. Ad una festa universitaria conosce una studentessa di lettere: Jane Wilde. Entrambi sono attratti l'uno dall'altra e, ben presto, Stephen invita Jane al ballo di primavera dove si scambieranno il loro primo bacio sotto le stelle. La loro storia d'amore viene ostacolata però dalla comparsa della malattia degenerativa di Stephen: l'atrofia muscolare progressiva.

Una recensione molto difficile da scrivere dal punto di vista oggettivo. Perché La teoria del tutto è un film che ti colpisce al cuore con una forza incredibile e che ti lascia strascichi emotivi anche giorni dopo averlo visto. L’opera racconta la potenza di un uomo e il suo desiderio di vincere una malattia progressiva e invalidante, la voglia di salvaguardare il suo cervello, di preservare la sua indole, di continuare ad amare. La cosa più sorprendente è che tutto questo viene racchiuso in un unico e piccolo uomo, fisicamente, ma immenso nella sua intelligenza: Stephen Hawking. 

download (FILEminimizer)La sorprendente storia del cosmologo, già conosciuta proprio in virtù della sua malattia, è l’esempio di

come niente potrebbe fermare un uomo e il raggiungimento dei suoi obiettivi; neanche un’infermità. L’unico elemento che potrebbe bloccarlo è proprio sé stesso, cosa che non è accaduta a Hawking. Persino la sua ironia e autoironia non si sono spenti e, anzi, sono diventati il modo per esorcizzare l’inabile condizione fisica. Niente, però, sarebbe stato possibile senza l’amore di una donna: Jane. L’unica che riuscì a scuoterlo dalla prima depressione a seguito della drammatica diagnosi, che lo sostenne nel suo percorso accademico, a dimostrazione che anche nella realtà esistono grandi storie d’amore e non solo nella fantasia.


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Il film è tratto dal libro Verso l’infinito, scritto proprio da Jane e portato su grande schermo dal documentarista James Marsh. Davvero un ottimo lavoro, anche a detta della figlia di Hawking e Jane, che in molte interviste a dichiarato quanto il film sia aderente alla realtà e alle vicende personali della sua famiglia; anche nelle piccole cose, come la riproduzione fedele delle loro case. Non è un caso che anche Hawking stesso, a seguito della prima visione del film, si sia commosso. Notevole, infatti, è il lavoro fatto da Marsh: una regia pulita, elegante e raffinata. Intense le sequenze caratterizzate dalle soggettive emotive del protagonista (cioè mostrare e far capire attraverso immagini, cosa prova il protagonista), in cui ci mostra l’isolamento dato dalla malattia. E vi riesce attraverso immagini sfocate, audio sporco e assenza totale di colonna sonora nei momenti più difficili dell’uomo, legati al peggioramento fisico. 
Molto bella anche la sequenza finale: un lungo movimento a ritroso, che ha un forte richiamo con le teorie di Hawking e che è accompagnata dalla struggente melodia firmata dall’artista Ludovico Einaudi.  La fotografia di Benoît Delhomme e la colonna sonora di Jóhann Jóhannsson vanno di pari passo con la bellezza del film. 

La teoria del tutto si poggia, in primis, sulla bravura del cast e, soprattutto, dei due attori protagonisti: Felicity Jones ed Eddie Redmayne. Incredibile la sintonia tra i due, specialmente nei momenti in cui devono affrontare la comparsa della malattia. Senza la bravura di questi due attori, la magia del film non ci sarebbe stata. Sopra ogni cosa, al di là di tutto, rimane impressa l’immensa interpretazione di Redmayne: impossibile da descrivere a parole, bisogna vederla per capire quanto l’attore si sia calato nella mente e nel corpo di Hawking. Per le loro interpretazioni, i due giovani attori hanno già vinto il Golden Globe e sono stati candidati all’Oscar.

Un film davvero indimenticabile.

Elena


Elena Mandolini Scrittrice dalla fervidaimmaginazione...Terza Classificata al Contest Letterario La mia seduzione.
Pagina FB 
Libri pubblicati:
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Avete avuto modo di vedere questo film? Cosa ne pensate?
Ringrazio ancora Elena e la invito se vorrà a proporci altre sue recensioni o racconti, sul blog c'è sempre spazio :)



7 commenti:

  1. Deb grazie ancora e assolutamente sì! Mi farebbe piacere continuare a condividere con voi la mia passione per il cinema! ^_^

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  2. Che bella idea Deb!! Hai sempre nuove rubriche da inaugurare!! Grazie ad Elena per la sua bellissima recensione!!!

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  3. La teoria del tutto è un film che voglio vedere da tempo, però da quando è nato mio figlio vedere un film la sera è sempre difficilissimo! Bella recensione e bella rubrica!
    Baci <3

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